E' un bilancio di luci e ombre quello che risulta dall'undicesimo rapporto sullo
Stato del sistema universitario, presentato oggi dal Cnvsu (Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario).
Meno matricole, bene gli atenei privatiMeno matricole, chi può va a studiare in
atenei privati e nelle province dove non manca il lavoro, i
diplomati prefersicono trovare
subito un'occupazione senza iscriversi all'università.
Nell'
anno accademico 2009/2010 l'università italiana ha fatto registrare un deciso
calo delle immatricolazioni, una diminuzione generale delle iscrizioni e anche una riduzione del numero di laureati.
Diritto allo studioE' evidenziato anche il
taglio dei fondi per il diritto allo studio: nel 2010 i fondi impiegati per le borse di studio sono stati ridotti del 60%, tornando quindi ai livelli di 10 anni fa. Gli
importi minimi delle borse di studio per l'a. a 2010/2011 sono stati pari a 4.701 euro per i fuorisede, 2.590 per i pendolari e 1.770 per gli studenti in sede.
Ma a causa dei
fondi limitati non tutti gli
idonei ottengono davvero la borsa di studio. In
Veneto (88,4%) e
Marche (88,5%) la quasi totalità degli aventi diritto prende i soldi, mentre al
Sud la copertura si attesta intorno al 60%, con differenze videnti, dal minimo del
Molise (42,8%) al massimo della
Sardegna (85,7%).
"Non c'è programmazione"Luigi Biggeri, presidente del Cnvsu, sottolinea che l'università italiana
"ha operato sì una diminuzione dei corsi di studio e dei docenti negli ultimi anni, ma l'analisi d'insieme segnala che ciò è avvenuto in assenza di una reale e appropriata programmazione capace di tenere in considerazione il vero fabbisogno informativo e di ricerca".Meno immatricolazioniEcco i
dati più interessanti del rapporto: gli
immatricolati nel 2009/2010 sono stati 293mila, mentre nel 2003/2004 erano 338 mila. La percentuale di
"maturi" che decide di proseguire gli studi ha subito una progressiva
diminuzione: 66% nel 2008/2009, 65,7% nel 2009/2010
Una buona percentuale inoltre degli
studenti che prendono più di 90 alla maturità si iscrivono in
atenei privati, come la Luiss di Roma, la Bocconi di Milano, il Campus Biomedico di Roma.
"Meglio lavorare"Il rapporto illustra anche che
dove il lavoro c'è, i ragazzi preferiscono lavorarare e
non proseguire gli studi. Se nelle
province di Teramo, Bologina, Isernia e Rieti si calcolano 80 immatricolati ogni 100 maturi, a Catania, Sondrio e Vercelli la percentuale scende
fino al 40%.
Professori sempre più anzianiAltri dati rilevati nel Rapporto del Cnvsu: in 12 anni il
numero dei docenti è aumentato del 15%, e l'età media dei prof ordinari è sempre più alta:
soltanto il 15% dei professori ordinari ha un'età
inferiore ai 51 anni (circa 1 su 7).
Mobilità internazionaleE la
mobilità internazionale? I programmi di scambio culturale con l'estero attivati dagli atenei italiani registrano
alcuni aspetti positivi. Nel 2008/2009 sono aumentati i flussi "in" e "out" - vale a dire quelli relativi agli studenti stranieri che trascorrono un periodo di studio nel nostro paese e viceversa. Ma non è tutto oro quel che luccica.
Soltanto 4 iscritti su 100 al biennio di laurea specialistica
si recano all'estero, percentuale che crolla addirittura all'1% tra gli iscritti alla triennale.
Residenze universitarieNegativa anche la situazione degli
alloggi per studenti. Negli ultimi anni, è vero, c'è stato
un aumento dei posti nelle residenze universitarie,
ma in Italia solo il 22% degli aventi diritto
può usufruire di un posto.
LINK: TUTTI I RAPPORTI ANNUALI SULLO STATO DELL'UNIVERSITA'
meglio fare l'artigiano...
Non importa se governa la destra o la sinistra, ormai troppe facoltà umanistiche (lettere e filosofia, scienze politiche, scienze della formazione, scienze della comunicazione, sociologia, ecc) delle università erano diventate fabbriche di disoccupati.
Intanto il mercato cerca disperatamente: infermiere, parrucchiere, estetiste, elettricisti, ragionieri, meccanici, falegnami, saldatori, ecc.. Tutti lavori snobbati dagli italiani, che preferiscono fare mille stage non pagati piuttosto che fare i lavori dove si sta in piedi. Riabilitiamo le professionali e gli istituti tecnici, non sono più le "scuole dei poveri".
Grazie
Ringrzio la DISonorevole Gelmini!
R: Grazie
Di disonorevole ci siete solo voi, sapete solo offendere senza dare alcuna alternativa.
L'università era già allo sbando ben prima della Gelmini, speriamo che la riforma riesca a cambiare le cose.
R: R: Grazie
> Di disonorevole ci siete solo voi, sapete solo offendere senza dare alcuna alternativa.
>
> L'università era già allo sbando ben prima della Gelmini, speriamo che la riforma riesca a cambiare le cose.
Ciao Ziofetente! O devo chiamarti piRlolo? Certo che ci vuole coraggio a tornare a scrivere sul solito sito dove ti eri fatto una brutta reputazione cambiando nome neh! E poi cos'è 'sta storia che mo ti metti a difendere la Gelmini? Finora ti eri limitaro a calunniare e diffamare l'università e gli universitari, al massimo ti eri espresso contro la sinistra e pro Israele, ma non ti eri mai messo dalla parte di questo governo... L'università avrà anche i suoi problemi e li aveva già prima del nuovo "onorevolissimo" (tanto che s'è fatto l'esame di stato a Reggio CalaBBria) ministro CONTRO l'istruzione, ma la cosa peggiore da fare in questi casi sarebbe dare la spallata finale togliendo quelle poche risorse che già erano scarse con la scusa (falsa fino al midollo) di voler premiare il merito... Ma ho rinunciato a discutere con te, anzi, la quasi totalità delle risposte che ricevi di solito sono tutte contro di te, forse non è il caso di farti 2 domande? O meglio ancora: forse è proprio il caso di piantarla di venire a sfogare tutta la propria frustrazione su un foro virtuale denigrando un'intera categoria di persone con coraggioso anonimato! Segui il mio consiglio, piRlone.