
L'Unione degli Universitari, dopo l'analisi del
Decimo rapporto del Consiglio Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario, rilancia una
nuova forma di protesta nei confronti del governo contro i tagli al diritto allo studio, proponendo una serie di
interventi che il governo dovrebbe attuare per aiutare i ragazzi a proseguire gli studi, anche se non si hanno grandi possibilità economiche in famiglia, e ad inserirsi nel mondo del lavoro senza essere considerati "bamboccioni", che non hanno voglia di diventare indipendenti.
L’Unione degli Universitari lancia quindi la campagna nazionale “Futuro significa spenderci”. L’associazione studentesca propone degli interventi tesi a migliorare un welfare studentesco, che oggi sarebbe poco considerato dal governo. Gli studenti dell’Unione degli Universitari denunciano la
mancanza di indispensabili investimenti negli atenei, che si traduce in un calo delle immatricolazioni e del numero degli studenti che possono accedere alle borse di studio. Inoltre, secondo l'associazione, anche gli affitti troppo alti, i trasporti troppo cari e lo stato delle residenze universitarie contribuirebbe a peggiorare la situazione di tutti quei giovani che vorrebbero continuare gli studi, ma che non sono in grado di sostenere tutte queste spese ogni mese.
Ed allora
Andrea Gattuso, responsabile diritto allo studio dell’Unione degli Universitari, così presenta la nuova campagna: "Noi crediamo che il diritto allo studio sia un diritto fondamentale per garantire l’istruzione per tutti e non
solo per chi se lo può permettere. Crediamo che sia fondamentale per garantire la mobilità sociale, pensiamo che sia i
l primo vero e grande investimento che un Paese civile debba fare e soprattutto pensiamo che non si può riformare una materia tanto importante tagliando risorse. Pensiamo che “diritto allo studio” debba tradursi in un sistema integrato di borse e servizi che garantiscano davvero l’accesso e la prosecuzione degli studi, dando più autonomia agli studenti universitari".
Per l'associazione quindi i
l sistema universitario deve essere potenziato soprattutto attraverso "un sistema integrato di borse e servizi che possa davvero consentire agli studenti la possibilità di accedere e proseguire gli studi", per arrivare a costituire "un welfare studentesco che possa realmente garantire maggiore autonomia agli studenti e la certezza di un futuro migliore". E per fare tutto ciò è indispensabile aumentare gli investimenti nell'istruzione universitaria.
Ed ecco concretamente gli interventi che, secondo l'Udu, dovrebbero essere attuati per sostenere i giovani studenti:
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borse di studio: copertura totale delle borse sul territorio nazionale; allargare la platea degli aventi diritto innalzando il limite ISEE; aumentare gli importi delle borse adattandoli alle reali esigenze degli studenti;
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alloggi: aumentare il numero di posti letto nelle residenze attraverso la costruzione di nuove strutture e riutilizzo di edifici in abbandono; creazione di un fondo ad hoc per il rimborso parziale delle spese di affitto; agevolazioni fiscali consistenti per far emergere il nero; nuove politiche di affitto sociale per gli studenti universitari;
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trasporti: forti sconti fino alla gratuità per le linee urbane collegate con le sedi universitarie; tariffe agevolate per i giovani sulle tratte extraurbane e regionali;
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ristorazione: prezzo politico per tutti gli studenti, anche quelli non borsisti; costruzione di nuove strutture vicino alle sedi universitarie;
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accesso alla cultura: gratuità per l’accesso a luoghi di interesse culturale quali musei, gallerie d’arte, mostre; sconti per l’acquisto di prodotti culturali come libri, riviste, cd e dvd e per l’accesso a teatri e cinema;
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assistenza sanitaria: presidi medici all’interno degli atenei; medico di base nella città sede di studio anche per gli studenti fuori-sede.
L'Unione degli Universitari ha organizzato per mercoledì 3 marzo una mobilitazione negli atenei di tutta Italia per distribuire tra gli studenti un libricino con le proposte da presentare al governo.
Ecco tutti gli appuntamenti della mobilitazione nazionale:
- Brescia: dalle ore 9 presidi, volantinaggi, raccolta firme ed un iniziativa dimostrativa per chiedere agevolazioni nel servizio del trasporto pubblico locale;
- Pavia: dalle ore 21 una festa universitaria per il lancio della campagna di denuncia della situazione critica delle residenze universitarie;
- Padova: raccolta firme per il trasporto verso il campus universitario di Agropolis. Dalle ore 11 iniziativa sul “pendolarismo” alla stazione centrale;
- Verona: banchetti nelle facoltà per lanciare una campagna sulle agevolazioni per la cittadinanza studentesca;
- Parma: azione simbolica contro la restituzione delle borse di studio in cui verranno simulate le azioni di recupero dell'E.R.Go.;
- Ferrara: in Piazza Trento e Trieste dalle ore 21 alle ore 23 verrà realizzato un “urban game” per protestare contro le azioni di recupero delle borse di studio dell'E.R.Go.;
- Forlì: presso il Polo universitario verrà realizzata un'iniziativa sul tema della disabilità e sulle barriere architettoniche dell'Ateneo;
- Firenze: conferenza stampa con la presentazione di un dossier sullo stato delle residenze universitarie;
- Perugia: iniziativa sulle agevolazioni per i trasporti con una protesta in “pigiama” sugli autobus;
- Ancona: conferenza stampa con il Comune sul pacchetto di agevolazioni approvato per la cittadinanza studentesca;
- Messina: presidi e banchetti nelle facoltà per il lancio della campagna sul welfare studentesco;
- Catania: conferenza stampa e lancio dell'inchiesta sulla condizione studentesca tramite diffusione di questionari;
- Palermo: sit-in di fronte all'ERSU dalle ore 11;
- Cagliari: assemblea sul welfare studentesco presso il Palazzo delle Scienze.
dott.
Quando vedo certi articoli mi vien sempre da sorridere....ben vengano le iniziative quali borse di studio e tutto quello che possa servire ad aiutare nel percorso di studi, ma essere contro dei tagli mirati alle università dove gozzovigliano miriadi di professori e assistenti è pura demagogia. Chiunque abbia frequentato l'università conosce quanti siano i corsi assolutamente inutili e anacronistici per ogni indirizzo. Ora d'accordo tutto serve, ma allora prendiamo queste materie e facciamone materia di ricerca e studio concentrata in taluni atenei. Inutile essere prolissi vista l'inutilità di affermare qualcosa quale quella sù detta, lampante agli occhi di chiunque. Un esempio solamente che ho vissuto personalmente...diritto della navigazione, esame opzionale, tenuto su di un libercolo di 100 facciate scritte larghe, tempo di studio medio degli studenti 3 giorni...frequenza ovviamente vicina allo zero, adesione a tale "esame" altissima per ovvi motivi. Accorparlo a diritto civile noooo???no perchè così ci stanno prof....assistenti...e questo è solo un esempio. Pertanto evitiamo le crociate contro i tagli se questi sono sensati, piuttosto si chieda che quanto decurtato giustamente, giustamente venga redistribuito con aiuti diretti agli studenti.
fregature varie no comment!!!!!!!l
vorrei sapere come mai la laurea triennale del 2001 2002 ha lo stesso numero di esami della quinquiennale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!questa e una bella fregatura infatti se uno studente con i 5 anni aveva finito il percorso con 27 esami per poi fare l' esame stato con i 3 piu due noi del 2001 02 dobbiamo sostenere piu di 40 esami vi sembra lecito?????????????????????solo in questi anni si sono accorti che c era qualcosa che non quadrava......la triennale ha subito un calo del nr nei programmi arrivando a ben 19 e 9 nella specialistica ma chiedo cosa si possa fare per noi cavie del primo anno della riforma ; chiedo al dott Gattuso se puo intervenire per fare qualcosa almeno per noi del primo anno che siamo stati molto svantaggiati....siamo quasi alla fine del percorso della triennale ovv fuori corso e vorremmo terminare la specialistica al piu presto.. pensate"i tempi sono stati quelli di una 5 anni vecchio ord."; non e possibile!!!!!!!!!!!!!!!!!!siamo due studenti di psicologia di parma aiutoooo
R: fregature varie no comment!!!!!!!l
Buon giorno Mari, sono una rappresentante dell'UdU a Parma.Per quel che riguarda il vostro essere state "cavie" di una riforma universitaria, posso dirti che c'è poco da fare in quanto si ha a che fare con persone che fanno esperimenti di riforma a spese degli studenti, senza considerare tutti gli aspetti delle "novità" apportate. Per quel che riguarda l'attuale diminuzione del numero di esami, devo precisare che è solo una diminuzione formale, in quanto per poter passare dai vostri 40 esami ai 19, si è proceduto accorpando corsi; molti degli attuali 19 esami contengono più corsi tenuti da docenti diversi e che richiedono pertanto prove d'esame staccate (con registrazione di un solo esame sul libretto universitario) o, peggio ancora, compatte contenenti l'intero programma che prima magari apparteneva a 2 corsi. Capisci bene che la situazione è cambiata solo nella forma ma non nei contenuti. Sono anni che noi dell'Unione degli Universitari, in tutte le città in cui siamo presenti portiamo avanti battaglie contro questa revisione scellerata del sistema universitario che dura ormai da 10 anni; in tutto questo tempo abbiamo sempre chiesto sostegno agli studenti sia come partecipazione, sia come persone che ci fanno notare dei problemi in tempo in modo da poter intervenire al meglio.
Nel vostro caso siete state "cavie" della sperimentazione di un ordinamento con 40 esami, gli altri ragazzi di un ordinamento che è comunque con 40 esami, ma a cui vengono registrati solo 19 sul libretto universitario!!
Quello che posso dirvi è che ormai non c'è nulla che si possa fare una volta che un decreto diventa attuativo, ma che si può tentare in ogni modo di alzare la voce prima. Ascoltate chi ve ne parla in tempo..perchè non sono dei pazzi che ingigantiscono le cose,ma degli studenti più informati che tentano in ogni modo di mettere in guardia i propri colleghi.
Poi ci chiamano Bamboccioni...
Il prossimo anno sarò una studentessa fuori sede, e sono già preoccupata per quello che mi aspetta.
Il reddito della mia famiglia supera già adesso (ma di poco) il limite entro il quale si può richiedere la borsa di studio, comprensiva di servizio abitativo e servizio di ristorazione.
E affittare un alloggio costa.
C'è l'affitto (minimo 250 € al mese), ci sono le spese di acqua, luce, gas, riscaldamento, telefono, che spesso non sono comprese e bisogna pagare a parte. C'è il pagamento della cauzione, in genere chiedono minimo una mensilità anticipata. Ci sono le tasse universitarie, i libri di testo.
E poi, dovrò pur mangiare.
Ditemi come faccio, con le mie ridicole entrate mensili da studentessa liceale (per mantenermi do ripetizioni e faccio la baby sitter), a non chiedere aiuto ai miei genitori.
Ho già messo in preventivo di trovare un lavoro per tutta l'estate, ma anche con quello ci faccio poco più di niente. Sto prendendo in considerazione di iscrivermi part-time, e di lavorare. Sperando di trovarlo, un lavoro. Spero di riuscire a trovare un buco da dividere con altre ragazze, libri usati a buon prezzo, e avanti così.
In pratica, ho solo speranze.
Poi ci chiamano Bamboccioni.
Scriviamo articoli e dati economici
E spediamoli all'europa. Questa europa deve sentirsi il fiato sul collo dei suoi cittadini oppure smettiamola di lamentarci. Dati, notizie, ricerche economiche, chi sta affossando la cultura è un povero ignorante che si basa sul nulla, garantito esclusivamente dal disinteresse dei suoi sudditi, perditempo a guardare vip e lazzaroni di giornata. Se vogliamo continuare con il presente non lamentiamoci per non essere tacciati da popolo bue.
La vecchia europa distrugge i valori dei nostri padri
Se qualcuno è convinto che il problema si possano risolvere scendendo in piazza, sta sbagliando tipo di difesa ad un diritto.
E' sotto gli occhi di tutti la de-scultura del sistema economico europeo. L'europa ci trasmette una cultura di tipo americana con tanto di addebito per le future generazioni. Invece di investire sul territorio, di salvaguardare lottimus locale investe in caffonaggini di vip (VERI INUTILI PERSONAGGI) e lazzaroni di giornata. Se le nostre generazioni vogliono copiare gli errori economici americani e mettere in conto un'inciucciata da un miliardo di dollari di debito giornaliero da quì alla nascita di Gesù Cristo, continuiamo a farci prendere in giro da un'economia dettata esclusivamente da interessi politici. PARETO, KEYNES, JOAN VIOLET ROBINSON ringraziano ,i proto-economisti, dalla facilità con cui riescono a plasmare il loro eleganti modelli matematici per giustificare i conservatori e le politiche economiche egoistiche degli uomini politici e del governo.