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Quando le voci di corridoio sono confermate dalla realtà

Un'esperienza singolare è quella che ci racconta Silvia Pingitore, giovane scrittrice esordiente (via di Ripetta 218 è il suo primo romanzo) che proprio in un racconto (Via Savoia) ha riportato un suo incontro, con relativo corteggiamento, in casa di un suo professore

di Flavia Grossi 27 gennaio 2009
studenti magazineDietro l'umorismo e l'imbarazzo messo in scena da lei, si nascondono i sentimenti e le sensazioni che una studentessa prova davanti a un professore per lei simpatico, senza alcun desiderio di spingersi oltre, anche se, come ammette lei stessa, "se l'è andata a cercare" per via di un esame che era costretta a dover affrontare con lui. Una storia vera, quindi che, nonostante termini con un "due di picche" al prof, ci spiega la difficoltà della situazione.

Il tuo racconto è autobiografico?
Sì, una cosa accaduta durante l'Università. È stato una sorta di baratto morale per cui una studentessa è “costretta” non tanto a cedere alle avances di un professore, quanto a non ignorarle del tutto. Soprattutto se, come nel mio caso, si sta per laureare e c'è in gioco qualcosa di importante.

Parli di un prof di cui avevi sentito chiacchierare, nel senso che ha una fama di seduttore?
Me la sono cercata. Sì, lui ha la “fama” di seduttore, basata su chiacchiere di corridoio che tutti hanno sentito all'Università. Anch'io ne avevo sentito parlare, ma ero obbligata a dover fare quell'esame. Quelle voci si confermano in alcuni episodi: il ricevimento è più nutrito e sono solo ragazze in attesa fuori dalla stanza. Gli altri professori e professoresse mentre passano davanti alla sua stanza fanno battute. Io, conoscendolo a lezione e durante il ricevimento, mi sono ritrovata davanti un docente molto bravo e disponibile nel suo lavoro, per cui ho ignorato ogni chiacchiera. Chiacchiere però confermate quando mi portò (cogliendo l'occasione di un convegno a cui non sono entrati, così come scrive nel racconto n.d.r.) a casa sua e si fece avanti.silvia pingitore

Questo fatto lo ricordi come un qualcosa di spiacevole?
È buffo, nel mio racconto e nel mio modo di vedere le cose c'è tanto umorismo perché la persona in questione è abbastanza divertente e simpatica. Ma è il principio che sta alla base di tutto è squallido. Io sono una persona che si sa tirare fuori da una situazione di questo tipo, ma mi rendo conto che non è giusto che un'istituzione dia tanto potere ai professori: che gli dia la facoltà di spostare gli appelli e poter esaminare uno studente anche senza testimoni, quando spesso, si sostengono negli uffici dei professori. Non c'è un rapporto equilibrato con i docenti: o si rimane uno dei tanti studenti anonimi o quando c'è una relazione con loro si rischia di essere promiscui.

Come si crea la fama del “prof seduttore”?
La fama di un professore può nascere per diversi motivi: innanzitutto perché i professori sono spesso anziani e quando si incontra un docente più giovane si nota. Quindi, nel mio caso, perché questo professore è molto bravo nel suo lavoro ed è una persona piacevole. Tutto si accresce con la rivalità delle alunne che sono gelose tra loro per chi riceve più o meno attenzioni. Infine, si sentono spesso storie ben definite di studentesse che hanno avuto storie con lui e tutto questo non fa che accrescere la fama del seduttore.

Non credi siano anche le studentesse a farsi avanti: il professore può venir  considerato come un “oggetto” da conquistare?
Sì, certo. Lui creava addirittura una sorta di competizione tra le ragazze. Nel mio caso era un corso frequentato da poche persone per cui si era creata una sorta di intimità, quasi scolastica. Si vedeva benissimo che c'erano delle studentesse che facevano di tutto per emergere e, ovviamente, non per amore del greco o del latino. Non ci trovo uno scandalo in questo, mi sembra però un comportamento scorretto. Quello che mi disgusta è il ricatto morale. Perché nel mio caso, le sue avances sono avvenute prima del suo esame, senza il quale io non mi sarei mai laureata e lui lo sapeva.

Quindi, si subisce il fascino della cattedra?
Sicuramente. Non c'è però ingenuità in questi comportamenti, anzi è tutto uno sgomitare tra le ragazze che puntano quell'unico professore che non è anziano e che diventa quasi un trofeo. Da un altro punto di vista, quell'arrivare così vicino a un professore significa anche introdursi in certi ambienti. Per fare l'assistente di un docente non occorre nessun titolo speciale, così come per superare i concorsi c'è l'idea che sia importante introdursi da qualche parte in quanto amante di...

Una sorta di scambio tra consenzienti...?
Sì, non è un esame comprato o qualcosa di illegale. Credo solo che se questo accada a ragazze con volontà più deboli cederanno alla situazione perché non riescono a tirarsene fuori. Inoltre credo ci sia, in altri casi, anche la componente quasi implicita di un tacito accordo, io do qualcosa a te per ricevere altro.

Da cosa nasce il fascino di un professore?
Il fascino di un professore deriva, oltre alla persona in sé che può essere più o meno avvenente, da quello che c'è dietro alla sua posizione. Quando si sta davanti a un professore che conta qualcosa si è affascinati dal suo potere.

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