Per le associazioni convocate l'apertura è tardiva e non può esserci un confronto a decreto già approvato
All'apertura del Ministro Gelmini che venerdì 24
ottobre aveva convocato studenti,
docenti ed associazioni Francesco Mauriello, presidente ADI
e consigliere CUN e CNSU ha dichiarato che l'iniziativa "(...) per
quanto apprezzabile, l'apertura al confronto del ministro appare una
risposta tardiva alle molteplici richieste di dialogo e confronto
avanzate dalla quasi totalità delle componenti
dell'università a partire da luglio scorso, quando la legge
133/2008 era ancora un decreto legislativo. Non possiamo accettare la
riduzione del turnover al 20%, perché colpisce un sistema
vessato da parecchi anni di politiche di blocco delle assunzioni che
hanno avuto come unico risultato l'aumento del numero di ricercatori
precari, e perché arriva in un periodo in cui è
previsto un elevato numero di pensionamenti che, non reintegrati,
contribuiranno a portare le Università al collasso".
Le proteste universitarie nascono spontanee, con forme e
modalità diverse ogni giorno. Per contrastare
l'approvazione i Cobas hanno organizzato una manifestazione
nella vicina piazza Navona a partire dalle 17 di martedì che
proseguirà fino al mattino successivo quando è
prevista la votazione del decreto; per il 14 novembre,
invece, il mondo universitario e della ricerca sta
organizzando una giornata di sciopero che si andrà ad
aggiungere a quello della scuola di giovedì 30 ottobre.
Venerdì 24 sono stati centinaia gli universitari che hanno
partecipato a
lezioni in piazza. Si sono svolte
in Piazza del Duomo, Venezia
dove più di 1.000 persone hanno preso parte ad una assemblea
indetta dagli studenti dell'Università Cà Foscari
nel cortile dell'ateneo di San Basilio per decidere le prossime
iniziative di protesta. Lezioni all'aperto anche in Piazza
Montecitorio a Roma dove Giorgio Parisi, professore di
calcolo delle probabilità alla facoltà di Fisica
alla Sapienza, si è riunito con altri docenti e circa 250
studenti. A partire dalle 11 nella stessa piazza hanno fatto lezione
anche alcuni docenti di Lettere che hanno proseguito nel pomeriggio nei
pressi di Piazza del Pantheon al fine di
coinvolgere maggiormente l’opinione pubblica nel disagio
provocato dai provvedimenti di questo governo. Per il Ministro
Gelmini la sinistra sta facendo disinformazione: "Le
ragioni della protesta francamente non le comprendo e sono sempre
più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in
realtà non abbiano letto il provvedimento, perché
non si capisce come mai si occupino le università, si
facciano manifestazioni nella scuola secondaria, che sono ambiti
minimamente toccati dal provvedimento" ha dichiarato alcuni
giorni fa.
Il Presidente
della Repubblica Napolitano ha
dichiarato di non potersi schierare ma di non essere estraneo alle
esigenze degli studenti: "Occorre che tutte le istituzioni e
le forze sociali e culturali si predispongano senza indugio a tale
confronto, in termini riflessivi e costruttivi".
Oggi si sono svolte manifestazioni a Pisa, cortei funebri a Genova, e
sospensione delle attività didattiche
all'Università Federico II di Napoli. In questa
città prosegue anche l'occupazione dell'Orientale.
All'Università di Pavia si stanno svolgendo assemblee di
Facoltà.
A Bari si sono svolteassemblee di
studenti,
ricercatori, dottorandi, personale amministrativo, docenti della
Facoltà di Lettere e Filosofia. A Trieste
la Facoltà di
Scienze della Formazione ha organizzato un incontro aperto a studenti e
personale docente.