L'Onda in concerto. E alla Sapienza arrivano in 15 mila
L'Onda si mobilita nuovamente e anche questa volta è un successo di partecipazione. Decine di artisti si sono esibiti davanti a migliaia di persone all'interno della città universitaria
di Marta Ferrucci19 novembre 2008
Erano in 15 mila ieri notte alla Sapienza, dove si è svolto
il "concerto dell'Onda". Un evento partecipatissimo, sia di
artisti sia
di persone, che in migliaia hanno atteso di entrare
all'interno
dell'università.
Ascanio Celestini, Andrea Rivera, Daniele Silvestri,
Dario Vergassola,
Simone Cristicchi, Valerio Mastandrea sono solo alcuni dei circa 25
artisti che si sono succeduti sul palco allestito alle spalle del
rettorato.
A ballare erano universitari ma anche genitori e bambini
che
con la loro presenza ancora una volta hanno manifestato la loro
opposizione ai tagli di
risorse a scuola, università e ricerca
"Quest'onda è qualcosa di diverso rispetto a
ciò a cui mi è capitato di partecipare negli
anni. Parlo non solo dell'onda degli studenti dalla quale mi aspetto i
segnali più forti, ma anche dell'onda più
sotterranea che ha portato mamme e maestre a scendere in piazza. Anche
chi non l'aveva mai fatto e forse non ha le energie per farlo. Siamo
qui soprattutto per testimoniare lo sdegno" ha dichiarato
Daniele Silvestri.
"Spero che questo concerto si possa
ripetere ogni anno per ricordare che c'è una lotta
studentesca sempre attiva e viva" ha detto Andrea Rivera. "Credo
che la vera novità sia l'adesione in massa, il fatto che non
ci siano più barriere; ad esempio qui a Roma sono tre le
università unite da uno stesso intento" sono state
le parole di Simone Cristicchi.
L'Onda avanza, e con il tempo non sembra perdere forza.
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Per una Società Democratica senza Stato nè statali
.
Gentilmente, permettetemi di presentare l'ipotesi che i presenti guai della società derivino principalmente dal fatto che la nostra repubblica, in verità non solo quella italiana ma anche ogni altra nel mondo, lo sia ancora solo in parte, causa l'errore progettuale insito nell'ordinamento d'epoca prerepubblicana che assegna a vita i ruoli della più gran parte dello Stato: la Pubblica Amministrazione. Tale delega totale, che elimina ogni possibilità di reale partecipazione alla Cosa Pubblica, crea uno Stato separato dai cittadini ed inevitabilmente, metodicamente, lo Stato finisce per divenire arrogante padrone ed i cittadini sottomessi sudditi.
Si tratta di una ipotesi da prendere subito in considerazione. Perché, se si rivelasse fondata, tutti i nostri tentativi di migliorare le cose fallirebbero. Non importa quanto ci impegneremmo. Senza redistribuire periodicamente i ruoli della PA tra la popolazione desiderosa ed abile a svolgerli non vivremmo mai in una vera Res Publica ma in una Res Loro, in una Cosa Loro: in una proprietà dei pubblici dipendenti a vita. I quali, per mantenere i loro indebiti privilegi, alcuni meno, altri molto più marcati, continueranno a sostenere ogni malefatta dei vari cattivi governi che si succederanno.
Di fatto una Società Democratica non può avere uno Stato e tantomeno degli statali. Al contrario occorre sia concessa possibilità di effettiva partecipazione ad ogni membro della società.
Ringrazio e saluto calorosamente, rimandando al link sottostante per gli approfondimenti.
Ciao a tutti!!
Volevo informarvi che è stato clonato il sito del Ministro della Pubblica (d)istruzione. Chi è l'"hacker"?
Si chiama Anna Adamolo e sta raccogliendo le idee per rispondere a chi dice che l'Onda Anomala non ha un progetto per la scuola futura.
Chi è Anna Adamolo? Sono io, sei tu, siamo noi che ci opponiamo a questa legge ingiusta.
Per una Società Democratica senza Stato nè statali
.
Gentilmente, permettetemi di presentare l'ipotesi che i presenti guai della società derivino principalmente dal fatto che la nostra repubblica, in verità non solo quella italiana ma anche ogni altra nel mondo, lo sia ancora solo in parte, causa l'errore progettuale insito nell'ordinamento d'epoca prerepubblicana che assegna a vita i ruoli della più gran parte dello Stato: la Pubblica Amministrazione. Tale delega totale, che elimina ogni possibilità di reale partecipazione alla Cosa Pubblica, crea uno Stato separato dai cittadini ed inevitabilmente, metodicamente, lo Stato finisce per divenire arrogante padrone ed i cittadini sottomessi sudditi.
Si tratta di una ipotesi da prendere subito in considerazione. Perché, se si rivelasse fondata, tutti i nostri tentativi di migliorare le cose fallirebbero. Non importa quanto ci impegneremmo. Senza redistribuire periodicamente i ruoli della PA tra la popolazione desiderosa ed abile a svolgerli non vivremmo mai in una vera Res Publica ma in una Res Loro, in una Cosa Loro: in una proprietà dei pubblici dipendenti a vita. I quali, per mantenere i loro indebiti privilegi, alcuni meno, altri molto più marcati, continueranno a sostenere ogni malefatta dei vari cattivi governi che si succederanno.
Di fatto una Società Democratica non può avere uno Stato e tantomeno degli statali. Al contrario occorre sia concessa possibilità di effettiva partecipazione ad ogni membro della società.
Ringrazio e saluto calorosamente, rimandando al link sottostante per gli approfondimenti.
Danilo D'Antonio
http://Stato-Democratico.hyperlinker.org
.
Onda Anomala
Ciao a tutti!!
Volevo informarvi che è stato clonato il sito del Ministro della Pubblica (d)istruzione. Chi è l'"hacker"?
Si chiama Anna Adamolo e sta raccogliendo le idee per rispondere a chi dice che l'Onda Anomala non ha un progetto per la scuola futura.
Chi è Anna Adamolo? Sono io, sei tu, siamo noi che ci opponiamo a questa legge ingiusta.
NO 133
NO Gelmini
Anna Adamolo da Catania
http://annaadamolo.splinder.com