I primi effetti delle mobilitazioni studentesche cominciano a farsi
sentire.
Dopo l'annuncio del rinvio della riforma
universitaria che sarà realizzata con un disegno di legge e
non per decreto, al fine di cercare un confronto con studenti
e professori,
salta anche per il 2009 la chiusura degli
istituti scolastici con meno di 50 studenti e l'obbligo per
le Regioni di presentare il piano entro il 30 novembre
2008, con il conseguente commissariamento per quelle inadempienti.

Al
Consiglio dei Ministri, invece, oggi si esamina la parte
del decreto Gelmini sui concorsi universitari: blocco delle
assunzioni nei prossimi dodici mesi per gli atenei con i
bilanci in rosso ma deroga per le università che hanno i
conti in regola, blocco dei concorsi già banditi e nuove
regole per la nomina delle
commissioni per le cattedre. Si passerà dall'elezione
diretta dei
quattro commissari al sorteggio. Gli altri provvedimenti saranno
discussi in un disegno di legge.
Un'ulteriore segnale dal governo è arrivato ieri
con il licenziamento (secondo
quanto riportato da Italia Oggi)
di
Tito Varrone, il consulente che ha aiutato il
Ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, a realizzare il decreto sulla
scuola e quello sull'università. Varrone sarebbe stato
allontanato dal suo incarico perchè
non avrebbe "risposto alle aspettative della Gelmini".
Nonostante i segnali di
apertura gli studenti continuano la mobilitazione. Oggi
alle 9.30
la Facoltà di Economia della Sapienza ha
svolto una lezione di all'aperto, in Piazza Montecitorio.
Si
mobilita anche la Facoltà di Architettura
dell'Università di Alghero che in un comunicato
dichiara che "
dopo l’assemblea generale di
discussione avvenuta stamani mercoledì 5 nei locali
del liceo scientifico Enrico Fermi per iniziativa del corpo
studentesco, la Facoltà di Architettura promuove una prima
giornata generale di incontro, di informazione e di confronto sulla
preoccupante situazione nella quale non da oggi, ma oggi in modo
particolarmente grave, si trova non solo
l’Università italiana ma l’intero
comparto della formazione e della ricerca pubbliche. L’invito
è per domenica 9 novembre alle ore 10.00 in piazza
Civica. Al Consiglio di Facoltà in piazza
farà seguito una lezione di Silvano Tagliagambe, dal titolo
“Una scuola senza progetto”.
Per oggi è la
Facoltà di Ingegneria
dell'Università di Cassino ad organizzare un corteo che
dalla stazione ferroviaria terminerà in P.zza De Gasperi.
Gli studenti in un comunicato tengono a precisare i termini della loro
protesta: "
Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto molte
attenzioni da parte
dell’informazione locale, ma non sempre tale
attenzione è
sintomatologia di corretta informazione. Molte volte vediamo usati i
termini: “occupazione”, “protesta contro
il rettore” e cose del genere,
niente di più falso e tendenzioso. Essenzialmente siamo un
gruppo di
studenti preoccupati per la situazione che si sta creando attorno al
sistema universitario italiano."
Anche dall'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca
Italiani arriva un comunicato con le nuove iniziative per protestare
contro i tagli all'università. L'associazione fa
sapere che aderirà allo sciopero generale
dell'Università e Ricerca di venerdì 14 novembre
e annuncia un percorso di mobilitazione nazionale contro i tagli e il
blocco del turn-over previsti nella legge 133/08.
"
Come ADI - afferma il segretario
dell’associazione, Giovanni Ricco -
stiamo
partecipando alle mobilitazioni sui territori e stiamo interagendo con
quanto dottorandi e giovani ricercatori stanno organizzando.
Nei prossimi giorni lanceremo diverse iniziative sul territorio
nazionale perché consideriamo necessario continuare lo stato
di informazione sulle conseguenze della 133".
"
Sarà un Novembre denso di impegni per l'ADI
– spiega Francesco Mauriello, presidente ADI e
rappresentante CUN e CNSU -
: il 5 a Torino e il 10 a
Lecce ci sarà la giornata dell'Università alla
Frutta, in cui i dottorandi saranno fra i banchi dei mercati
per spiegare perché bisogna ritirare la 133. A
Padova, l'8 Novembre, dottorandi, assegnisti, borsisti e docenti
useranno dei poster per spiegare alla gente l'importanza che la ricerca
riveste per la società; lo
stesso giorno a Pisa i dottorandi e gli studenti dei corsi di
perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore organizzeranno
seminari, lezioni e altre attività dal titolo La ricerca del
domani, nel laboratorio di oggi."
"
Siamo disponibili a un dialogo su come riformare
l'università e la ricerca, ma a patto che si metta da parte
la logica puramente contabile e si cancellino i tagli
previsti nella 133, per parlare di maggiori risorse per
Università e Ricerca, legandole a sistemi di valutazione e a
nuove procedure di reclutamento." - conclude Giovanni Ricco -
"Per questo motivo invitiamo tutti i dottorandi e i gli aspiranti
giovani ricercatori ad aderire allo sciopero del 14 e a partecipare
alle iniziative di protesta e di informazione coordinandosi con tutte
le realtà universitarie (studenti, precari, docenti e
tecnici amministrativi) in mobilitazione."
A tutti quelli che dicono
...o é solo una perdita di tempo, o un combattere una battaglia persa perché tanto il governo é forte e non cederà mai ai cortei di un gruppetto di liceali.
Quello di questi giorni é stato, ed é, un grande movimento di giovani che credono di cambiare le cose, un movimento di quelli come non se ne vedevano dal lontano 1990 con il movimento della Pantera.
Non un movimento di nicchie politicizzate e/o fancazziste, come lo volevano fare apparire i politici di centrodestra, ma una maggioranza.
Il dietrofront del governo é la dimostrazione che, se noi ci muoviamo compatti e numerosi, siamo forti e se siamo forti, possiamo vincere!
Ma ci sono ancora molte cose contro le quali dobbiamo lottare all'interno delle scuole e delle Università, dai baroni ai raccomandati e ai prof fancazzisti o, viceversa, terroristi.
Seule la lotte paie! Continuons le combat!
(x gli studenti di Bari&provincia: domani tutti quanti alle 11 in Piazza Umberto a lottare non solo contro la 133, ma contro il malcostume presente nelle Università)