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Le mobilitazioni danno i primi frutti e gli studenti lanciano nuove iniziative

Apertura sulla riforma dell'università e proroga su alcune misure per la scuola. Le manifestazioni di piazza stanno dando i loro frutti ma gli studenti non abbassano la guardia e rilanciano nuove iniziative contro i tagli all'università già presenti in questa Finanziaria

di Marta Ferrucci 6 novembre 2008
I primi effetti delle mobilitazioni studentesche cominciano a farsi sentire. Dopo l'annuncio del rinvio della riforma universitaria che sarà realizzata con un disegno di legge e non per decreto, al fine di cercare un confronto con studenti e professori, salta anche per il 2009 la chiusura degli istituti scolastici con meno di 50 studenti e l'obbligo per le Regioni di presentare il piano entro il 30 novembre 2008, con il conseguente commissariamento per quelle inadempienti. no 133 sesto fiorentino
Al Consiglio dei Ministri, invece, oggi si esamina la parte del decreto Gelmini sui concorsi universitari: blocco delle assunzioni nei prossimi dodici mesi per gli atenei con i bilanci in rosso ma deroga per le università che hanno i conti in regola, blocco dei concorsi già banditi e nuove regole per la nomina delle commissioni per le cattedre. Si passerà dall'elezione diretta dei quattro commissari al sorteggio. Gli altri provvedimenti saranno discussi in un disegno di legge.

Un'ulteriore segnale dal governo è arrivato ieri con il licenziamento (secondo quanto riportato da Italia Oggi)  di Tito Varrone, il consulente che ha aiutato il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, a realizzare il decreto sulla scuola e quello sull'università. Varrone sarebbe stato allontanato dal suo incarico perchè non avrebbe "risposto alle aspettative della Gelmini".

Nonostante i segnali di apertura gli studenti continuano la mobilitazione.  Oggi alle 9.30 la Facoltà di Economia della Sapienza ha svolto una lezione di all'aperto, in Piazza Montecitorio.
Si mobilita anche la Facoltà di Architettura dell'Università di Alghero che in un comunicato dichiara che "dopo l’assemblea generale di discussione avvenuta stamani mercoledì 5 nei locali del liceo scientifico Enrico Fermi per iniziativa del corpo studentesco, la Facoltà di Architettura promuove una prima giornata generale di incontro, di informazione e di confronto sulla preoccupante situazione nella quale non da oggi, ma oggi in modo particolarmente grave, si trova non solo l’Università italiana ma l’intero comparto della formazione e della ricerca pubbliche. L’invito è per domenica 9 novembre alle ore 10.00 in piazza Civica. Al Consiglio di Facoltà in piazza farà seguito una lezione di Silvano Tagliagambe, dal titolo “Una scuola senza progetto”.

Per oggi è la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Cassino ad organizzare un corteo che dalla stazione ferroviaria terminerà in P.zza De Gasperi. Gli studenti in un comunicato tengono a precisare i termini della loro protesta: "Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto molte attenzioni da parte dell’informazione locale, ma non sempre  tale attenzione è sintomatologia di corretta informazione. Molte volte vediamo usati i termini: “occupazione”, “protesta contro il rettore” e cose del genere, niente di più falso e tendenzioso. Essenzialmente siamo un gruppo di studenti preoccupati per la situazione che si sta creando attorno al sistema universitario italiano."

Anche dall'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani arriva un comunicato con le nuove iniziative per protestare contro i tagli all'università. L'associazione fa sapere che aderirà allo sciopero generale dell'Università e Ricerca di venerdì 14 novembre e annuncia un percorso di mobilitazione nazionale contro i tagli e il blocco del turn-over previsti nella legge 133/08.
"Come ADI - afferma il segretario dell’associazione, Giovanni Ricco - stiamo partecipando alle mobilitazioni sui territori e stiamo interagendo con quanto dottorandi e giovani ricercatori stanno organizzando. Nei prossimi giorni lanceremo diverse iniziative sul territorio nazionale perché consideriamo necessario continuare lo stato di informazione sulle conseguenze della 133".
"Sarà un Novembre denso di impegni per l'ADI – spiega Francesco Mauriello, presidente ADI e rappresentante CUN e CNSU -: il 5 a Torino e il 10 a Lecce ci sarà la giornata dell'Università alla Frutta, in cui i dottorandi saranno fra i banchi dei mercati per spiegare perché bisogna ritirare la 133. A Padova, l'8 Novembre, dottorandi, assegnisti, borsisti e docenti useranno dei poster per spiegare alla gente l'importanza che la ricerca riveste per la società; lo stesso giorno a Pisa i dottorandi e gli studenti dei corsi di perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore organizzeranno seminari, lezioni e altre attività dal titolo La ricerca del domani, nel laboratorio di oggi."

"Siamo disponibili a un dialogo su come riformare l'università e la ricerca, ma a patto che si metta da parte la logica puramente contabile e si cancellino i tagli previsti nella 133, per parlare di maggiori risorse per Università e Ricerca, legandole a sistemi di valutazione e a nuove procedure di reclutamento." - conclude Giovanni Ricco - "Per questo motivo invitiamo tutti i dottorandi e i gli aspiranti giovani ricercatori ad aderire allo sciopero del 14 e a partecipare alle iniziative di protesta e di informazione coordinandosi con tutte le realtà universitarie (studenti, precari, docenti e tecnici amministrativi) in mobilitazione."

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Commenti

Giuseppe giovedì, 6 novembre 2008

A tutti quelli che dicono

...o é solo una perdita di tempo, o un combattere una battaglia persa perché tanto il governo é forte e non cederà mai ai cortei di un gruppetto di liceali.
Quello di questi giorni é stato, ed é, un grande movimento di giovani che credono di cambiare le cose, un movimento di quelli come non se ne vedevano dal lontano 1990 con il movimento della Pantera.
Non un movimento di nicchie politicizzate e/o fancazziste, come lo volevano fare apparire i politici di centrodestra, ma una maggioranza.
Il dietrofront del governo é la dimostrazione che, se noi ci muoviamo compatti e numerosi, siamo forti e se siamo forti, possiamo vincere!
Ma ci sono ancora molte cose contro le quali dobbiamo lottare all'interno delle scuole e delle Università, dai baroni ai raccomandati e ai prof fancazzisti o, viceversa, terroristi.
Seule la lotte paie! Continuons le combat!
(x gli studenti di Bari&provincia: domani tutti quanti alle 11 in Piazza Umberto a lottare non solo contro la 133, ma contro il malcostume presente nelle Università)

n° 1
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