Oltre alle migliaia di matricole che ogni anno iniziano la loro carriera universitaria da fuori sede ce ne sono altrettanti che sono costretti a rinunciare a causa dei costi esorbitanti. Studenti.it ha chiesto a più di 350 giovani se proseguiranno gli studi nella propria città oppure hanno scelto un ateneo lontano da casa.
Il 56% degli intervistati è estremamente determinato e dichiara che studierà da fuori sede a qualunque costo. Il 14% inizierà questa avventura solo se riuscirà ad ottenere un alloggio dall'università mentre il 28% dichiara di aver dovuto rinunciare comunque per gli alti costi che questa scelta avrebbe comportato.
Accanto a chi, come Stella, dichiara che ho scelto la città in cui studiare ed ho già trovato un posto letto; sinceramente del prezzo nn me ne e' importato molto perchè pagano i miei genitori l'affitto, ci sono persone come Lara che, per mancanza di disponibilità economica, afferma che se non ottengo un posto da qualche parte dovrò rinunciare al mio sogno di studiare a Milano...
Infine c'è la dichiarazione di Fabio, una palese sconfitta del sistema di diritto allo studio: mi sono preso il diploma mentre lavoravo, ora ho cercato di andare all'università, lavorando, e non cel'ho fatta x i costi troppo alti. Ho dovuto rinunciare anche se ero dotato.
![]() |
Alterbativa all'accesso programmato? Perchè no!
A mio parere l'unica cosa migliore per uno "sbarramento" all'università è questa (come diceva Charles Darwin): LA SELEZIONE NATURARE. Mi spiego. Perchè non mettere al primo anno accademico di qualsiasi facoltà delle prove toste? In questo modo alcuni potrebbero farcela, altri no. E questi altri capirebbero da se che quella determinata facoltà non fa al caso loro. Così si farebbe in modo di evitare di tarpare le ali a chi potrebbe, una volta entrato al corso di studi, volare in alto. MINISTRO! E STAI ATTENTO UNA BUONA VOLTA!!!
Marco, da Ragusa