Ha presentato alcuni giorni fa una mozione al Consiglio Universitario Nazionale denunciando connivenze tra società private di preparazione agli esami e università pubbliche.
Scusa la domanda, ma che c'è di male se professori, assistenti, ricercatori e rettori collaborano con delle società private di preparazione agli esami?
"Beh, insospettisce il fatto che un ateneo pubblico abbia interesse a collaborare con una struttura privata che supplisce alle sue inefficienze."
Chi è che secondo te si avvicina al Cepu e alle altre società private?
"Gente che se lo può permettere, persone per le quali la laurea è solo un pezzo di
carta . Hanno già in mente cosa fare da grandi: il papà o la mamma hanno un'impresa o uno studio professionale e loro lo
erediteranno . Certo che a gente così conviene spendere milioni per avere una laurea.
E poi bisogna dire che Cepu dà dei servizi che non si trovano all'università: luoghi dove
studiare in tranquillità, la possibilità di seguire conferenze e lezioni nelle loro sedi, navigazione
gratis su internet, iscrizione agli esami anche per chi non può matrialmente recarsi in facoltà. Così ti attraggono in sede e poi lì ti fanno firmare un contratto milionario.
Voglio citare un caso triste, quello di una studentessa portatrice di
handicap che non poteva andare all'università perchè lì c'erano le barriere architettoniche. Al Cepu non c'erano barriere e così ha deciso di seguire le lezioni da lì.
Queste società fanno un'attenta
analisi della situazione di ogni università e poi rispondono ai bisogni degli studenti con delle strutture meravigliose"
Da dove prendono i soldi, secondo te?
"Penso dalle tasche degli studenti"
Nella tua mozione parli di "connivenze" tra docenti universitari e società private di preparazione, dici che i prof "conniventi" riceverebbero delle riconoscenze. Spiega cosa intendi.
"Quando il tutor della società privata è parte della commissione d'esame dell'università la connivenza è fin troppo evidente, l'interrrogazione a quel punto è una farsa.
Abbiamo casi nei quali c'erano,presso le commissioni d'esame, delle
liste degli studenti che avevano seguito i corsi presso le società private. Alcuni studenti sono stati addirittura scambiati per studenti Cepu e quindi hanno
beneficiato di un trattamento migliore agli esami.
Ma c'è di più: in molte sedi Cepu ti dicono "conosciamo il prof., sappiamo le domande che fa". Ora, se loro conoscono il professore, anche lui conosce loro."
Ripeto, che c'è di male in questa "conoscenza"?
"C'è che la preparazione viene svolta solo in funzione delle domande che porrà il professore. E' la negazione della passione per lo studio e della crescita culturale. E' il trionfo del nozionismo."
Ma, secondo te, le società private vanno avanti solo per queste connivenze?
"No diciamo che ci sono due strade: la prima consiste nel fatto che una persona (il tutor) segue le lezioni per te, prende appunti per te, va al ricevimento per te. Fa in pratica da intermediario tra lo studente e l'università. Ma lo studente e tale se va all'università!
L'altra strada è il contatto diretto tra la società e il professore o uno dei suoi assistenti."
Hai prove di questi rapporti?
"Certo, ci sono le persone scambiate per studenti Cepu dai commissari d'esame ma non solo. Ci sono casi nei quali i tutor accompagnano i loro assistiti all'esame"
C'è differenza tra facoltà e facoltà?
"Sì, decisamente. Più la materia è tecnica, maggiore il nozionismo, più ampia sarà la clientela delle società private."
Ma ce l'avete solo col Cepu?
"No e ti spiego il perchè con un esempio. A Lecce un professore diceva "le mie lezioni non
bastano , seguite questi corsi". I corsi ovviamente sono tenuti da privati. Non tutti potevano permettersi di spendere alcune centinaia di mila lire per un esame solo.
Le cose sono due allora: o il professore non è capace e competente abbastanza per insegnare oppure insegna troppe poche ore e a troppi studenti. In ogni caso è
pazzesco : un insegnante che ammette la propria incapacità e dirotta gli studenti verso una
struttura privata a pagamento!
Lì il preside o richiama il professore a svolgere il suo lavoro oppure costruisce altri corsi complementari all'interno dell'ateneo."
Ma le società private hanno solo rapporti con i docenti?
"No, siamo convinti che ci siano delle connivenze anche nelle segreterie. Perchè queste società hanno i numeri di cellulare degli studenti? Perchè in alcune di queste telefonate
promozionali si fa cenno al fatto che uno studente è fuoricorso piuttosto che al fatto che è stato
bocciato all'esame x o a quello y? Chi può fornire tutti questi dati se non le segreterie delle università?"
Be' queste informazioni potrebbero averle avute da amici di questi studenti.
"E tu diresti tutte queste cose di un amico ad un estraneo? Gli daresti il numero di cellulare di un amico?"
Quindi secondo te c'è anche una violazione della legge sulla privacy?
"La legge prevede che per il trattamento dei dati personali sia necessario il consenso dell'intressato. Chi ha chiesto il consenso a questi studenti?"
Che fare allora?
"Prima di tutto il Ministro, i rettori, i presidi e i docenti non devono avere alcun contatto con le società private di preparazione agli esami perchè quelle società
speculano sulle loro inefficienze e perchè affermano un'idea sbagliata,nozionistica, della cultura.
Seconda cosa, bisogna mettere fine alle ineficienze delle università italiane cominciando per esempio dalla legge sul
tutoraggio . Noi lo chiedemmo alcuni mesi fa con i manifesti con la faccia di Del Piero ("Alex che cazzo ridi") che ora si possono ammirare in "
via Zanardi,33 ". La legge 390 stabilisce che il tutoraggio lo debbano fare gratuitamente le strutture pubbliche. In alcune università c'è già e funziona, il che vuol dire che si può fare.
E poi i docenti devono andare oltre le lezioni con il ricevimento ma anche dimostrandosi disponibili in qualsiasi momento a rispondere agli studenti. Alcuni lo fanno già, perchè gli altri no?
Infine servono i soldi:
soldi vincolati alle università per fare tutoraggio e orientamento perchè con la riforma ci sarà un gran bisogno di gente che consigli le matricole su come muoversi."
Ma il tutoraggio te lo faresti fare solo ai docenti?
"No, no. Per esempio penso che potrebbe essere un'ottima prima esperienza di lavoro per chi si è appena laureato."
E lo faresti fare anche ad associazioni e cooperative di studenti?
"Sì, però il principio è lo stesso che deve regolare i servizi dei privati cioè il tutoraggio è prima di tutto quello organizzato dalle università. Quello fatto dalle associazioni o dalle cooperative o dalle società private non può che essere complementare."
Comunuque con la riforma sono previsti i "corsi zero" per far recuperare chi alle superiori non ha ricevuto una buona preparazione.
"Non bastano, la consulenza e il tutoraggio servono per tutta la carriera accademica di uno studente e devono essere fatti anche da neolaureati, non solo da docenti."
Qualcuno ha risposto alla tua mozione?
"Il presidente della Conferenza dei rettori ha trasmesso una circolare a tutti i suoi colleghi invitandoli a troncare ogni rapporto con le società
private . Alcuni insegnanti e ricercatori del Consiglio Universitario Nazionale ci hanno dimostrato consenso e hanno messo a nostra
disposizione il loro tempo e le loro conoscenze.
Ora al Cun presenteremo un progetto sul tutoraggio che poi gireremo alle università."