In tempi di campagna elettorale, di comizi e di chiacchiere da
salotto
tv, la frase più ricorrente è senza dubbio stata:
“l'Italia ha bisogno di riforme”. Al solo sentir
pronunciare la parola riforma però agli universitari
italiani viene l'orticaria. Negli ultimi otto anni infatti ne hanno
dovuto sopportare una dopo l'altra, ognuna migliorativa dell'altra
sulla carta, ma nei fatti fonte di ulteriore confusione in quella che
ormai è diventata ormai una babele di ordinamenti
e regolamenti universitari, frutto della fantasia del
ministro di turno.
L'ultima
riforma partirà a settembre e porterà la firma
dell'ormai ex ministro Mussi che a causa della caduta del suo governo,
non è riuscito neanche a vedere applicati i suoi
provvedimenti. Una riforma della riforma, l'ennesima di cui gli
studenti saranno tra i principali fruitori, senza in realtà
saperne nulla. Infatti da un'indagine condotta da Studenti
Magazine sui forum di studenti.it, il 58%
degli intervenuti dichiara di non essere informato sulle
novità di questa riforma. “Questo accade
perchè anche questo ministro ha deciso di non confrontarsi
con gli studenti. Come in passato, questa riforma pioverà
sugli studenti senza sapere quelle che saranno le
conseguenze”, dicono i rappresentanti nazionali dell'Unione
degli Universitari.
Taglio agli esami
Il provvedimento sicuramente più visibile per gli
studenti
sarà la diminuzione del numero degli esami, mantenendo
però invariato il numero dei crediti. Il decreto Mussi
prevede infatti il passaggio al cosiddetto modello a Y,
ovvero 1+2+2, fissando un tetto al numero degli esami, mantenendo
invariato il numero dei crediti (180 per la triennale e 120 per la
specialistica). Un corso di laurea triennale così
dovrà avere un primo anno comune a quello dei corsi di una
stessa classe e gli altri due caratterizzanti il singolo corso. Il
tutto non oltrepassando il limite dei 20 esami.
Limite di esami che scende a 12 invece per le lauree specialistiche. E
già qui gli studenti, quelli dell'Udu in
particolare, non sono per niente d'accordo. “Nel
decreto ministeriale si dice che 'non possono essere previsti in totale
più di 20 esami o valutazioni finali di profitto' (12 per le
lauree specialistiche). Né nel decreto né nelle
linee guida si chiarisce cosa significa esame o valutazione
finale di profitto, per cui la riduzione a soli 20 esami
può essere solo formale ma non andare di fatto a cambiare in
nessun modo la vita concreta dello studente, che potrebbe continuare a
doversi confrontare con lo spropositato numero di verifiche
corrispondenti a pochissimi crediti. Infatti nulla vieta che le
università interpretino questo decreto riducendo
sì a 20 e a 12 rispettivamente le prove previste da piano di
studi e riportate nel libretto ma lasciando che ogni valutazione finale
sia composta da una miriade di prove intermedie, verifiche in itinere,
moduli e così via. Non si va per nulla nella direzione da
noi richiesta di mettere un tetto minimo di crediti corrispondenti a
ogni verifica”.
Una rivoluzione non da poco
Un cambio non da poco visto che in molte facoltà per
laurearsi si arrivava a sostenere anche più di 40 esami.
Accadeva, ad esempio, a Roma a Scienze della Comunicazione
dove per conseguire i 180 crediti di una triennale occorrevano ben 42
esami. E sempre a Roma alla facoltà d'economia 36 erano gli
esami necessari prima che si decidesse di partire già da
quest'anno con la riforma Mussi, passando in un colpo solo a 19 esami.
La rivoluzione dovrebbe far sparire quei microesami da meno di
4 crediti. Infatti si calcola che in media un'esame
dovrà valere come minimo 9 crediti.
Per capire lo sforzo richiesto agli atenei ci sono i dati del CNVSU
(Comitato nazionale valutazione studi universitari) secondo il quale in
Italia il 40% degli insegnamenti non dà più di 4
crediti. Tra gli atenei pubblici il primato spetta a Catanzaro con il
70% degli esami sotto i 4 crediti, seguita dalla Valle d'Aosta. Il
primato assoluto è però di una privata, la Lumsa
di Roma, dove 524 insegnamenti su 716 non superano i 4 crediti.
Metà
docenti di ruolo
E qui si entra in un altro aspetto della riforma Mussi,
ovvero
l'obbligo per un corso di laurea di avere almeno metà degli
insegnamenti tenuti da docenti di ruolo.
Il provvedimento mira a porre un freno alla proliferazione di
università senza professori, quelle con pochi
docenti di ruolo, magari condivisi con altri atenei, in cui i corsi
sono tenuti in piedi dai contrattisti. E per capire quanto diffusa sia
la tendenza basti dire che al momento del varo dei decreti Mussi solo
il 30% delle facoltà italiane, 177 su 580 era in regola. I
casi peggiori sono quelli delle 9 facoltà di Sociologia che
in nessun caso rispettano il limite del 50%. Seguono Lettere, Economia,
Scienze Politiche e Farmacia.
Più facili i trasferimenti
Più semplice dovrebbe essere invece il passaggio da
un'università all'altra, aspetto che avrebbe dovuto essere
tra i punti cardine delle riforme Zecchino-Berlinguer-Moratti. Il
decreto Mussi infatti obbliga le università a
riconoscere almeno il 50% dei crediti per passaggi nella
stessa classe e “il maggior numero possibile negli
altri” negli altri casi.
Inoltre è stato posto un freno al riconoscimento di crediti
per attività extradidattiche. Per le triennali possono
essere riconosciuti al massimo 60 crediti, per la specialistica invece
40.
Tutti vogliono partire subito
Una vera e propria cura dimagrante per attuare la quale le
università hanno tempo fino al settembre 2009. La maggior
parte però ha presentato richiesta per partire
già da quest'anno con il nuovo decreto. Al CUN, Centro
Universitario Nazionale, sono arrivati oltre 1800 corsi di laurea
modificati su cui l'ente è chiamato a dare entro fine aprile
un parere, per chiederne eventualmente modifiche.
Viene da chiedersi il perchè tutta questa fretta a partire
subito. La risposta più esauriente è quella
dell'ex sottosegretario Modica che a “L'Espresso”
ha dichiarato: “è meglio partire un anno
dopo piuttosto che partire male. Tuttavia le
università non hanno recepito il messaggio visto che la
maggior parte ha chiesto di partire subito. E questo anche per un
aspetto di marketing: si è diffusa l'idea che
così si vende meglio il prodotto cioè il corso
universitario”. In pratica quindi la paura delle
università è quella di apparire vecchi senza la
riforma. E apparendo vecchi, si rischia di perdere studenti e quindi
soldi.
I trucchi per passare
E in nome del marketing, e forse anche dei potentati accademici, gli
atenei sono pronti ad utilizzare tutti i trucchi possibili. Primo su
tutti la modularizzazione, ovvero la
possibilità lasciata dalla nuova legge di aggregare
i vecchi esami, prevedendo un solo voto finale, ma due o tre prove
intermedie, ciascuna col suo professore. Un'offerta che
permetterebbe di salvare capra e cavoli: stare dentro i nuovi requisiti
che fissano il tetto a 20 esami, senza alterare troppo gli equilibri
accademici interni. Se il CUN non riuscirà a bloccare gli
atenei più “furbi”, tutto come sempre
ricadrà sugli studenti.
la nuova riforma
Mi sono iscritta ad un corso di laurea magistrale(ex specialistica)....sono 12 esami ma ogni esame è composto da 2/3 moduli da superare entro l'anno accademico. Ogni modulo è insegnato da un prof diverso... E' davvero assurdo. Le università "rispettano le riforme" a danno degli studenti...
In definitiva prevedo che 2 anni di specialistica diventeranno minimo 3/4.
Non era meglio lasciare il vecchio ordinamento: 5 anni di studi ma una laurea completa????
cazzo che cambiamento
ma non dovevavcambuare l'univerzità? ora invesce pure il cepu cià la sua telematka, nn è 1 p0 tcoppo?
Re: cazzo che cambiamento
TI AUGURO VIVAMENTE di non frequentare nessuna università fino a che non avrai imparato l'itaGliano ... vai a studiare ignorante maleducato ...
> ma non dovevavcambuare l'univerzità? ora invesce
> pure il cepu cià la sua telematka, nn è 1 p0 tcoppo?
mussi bastaaaaaaaaaaaaaa
Skandalo: nn è possibbile ke nn sono riconosciuti + di 60 o 40 krediti x le attività estradidatike, ma xkè? ma dove siamo? invece di fare 1 1verzità + leggera e + veloce passano ankora kueste pretese kulturali assurde del komunista mussi..ma ke aspetta Silvio? bisogna kambiare tutto, rikonoscimento krediti illimitato subbito!!!!!
crediti
scusate forse holetto male ma ... se gli esami sono venti.. e i crediti restano invariati.. come c arrivo a 180?!
Re: crediti
Il numero di crediti totale (180) rimane così com'è. Ogni esame varrà di più sicuramente, ragion per cui si vogliono eliminare, ragionevolmente direi, gli esami da pochi crediti.
Re: crediti
te lo cacci nel culo..
Re: crediti
> scusate forse holetto male ma ... se gli esami sono
> venti.. e i crediti restano invariati.. come c
> arrivo a 180?!
Dai venti esami, ma più grossi.
Re: crediti
Darai 20 esami da 9 cfu l'uno...oppure alcuni esami saranno più grossi di 9 crediti e altri più piccoli...
la riforma peggiore della storia italiana
Prima ci ha pensato la Berlinguer....
poi ha continuato la Moratti...
ora Mussi...
l'Università Italiana degli anni 90 "sfornava" pochi laureati, è vero, ma ricercati in tutto il mondo per la qualità.
Ora ci sono più laureati ma ben pochi preparati e davvero "Dottori".
La riforma iniziale e le successive modifiche hanno decretato la fine dell'eccellenza dell'università italiana.
E su questo destra e sinistra si sono comportate allo stesso modo.... riforme bipartisan... peggioramento bipartisan!
Re: facilitare lo scippo
sta qua lo sbajo...l'univerzità deve essere + facile, te deve konsetire di scippare la laura il prima possibbile senza rompere troppo li cojoni, altrimenti il tempo passa e quando svolti? Tanto dopo konta solo il calcio, e kuello sì ke tokka trovarlo, kuello sì ke ti fa svoltare...ma se passi anni a studià kose assurde ke nella vita vera kontano 0 è kiaro ke il business te lo skordi...basta ostakoli, forza Silvio basta co sto mussiiiiiiiiiiiiiiiii
Prima ci ha pensato la Berlinguer....
>
> poi ha continuato la Moratti...
>
> ora Mussi...
>
> l'Università Italiana degli anni 90 "sfornava"
> pochi laureati, è vero, ma ricercati in tutto il
> mondo per la qualità.
> Ora ci sono più laureati ma ben pochi preparati e
> davvero "Dottori".
> La riforma iniziale e le successive modifiche hanno
> decretato la fine dell'eccellenza dell'università
> italiana.
> E su questo destra e sinistra si sono comportate
> allo stesso modo.... riforme bipartisan...
> peggioramento bipartisan!
Re: facilitare lo scippo
> sta qua lo sbajo...l'univerzità deve essere +
> facile, te deve konsetire di scippare la laura il
> prima possibbile senza rompere troppo li cojoni,
> altrimenti il tempo passa e quando svolti? Tanto
> dopo konta solo il calcio, e kuello sì ke tokka
> trovarlo, kuello sì ke ti fa svoltare...ma se passi
> anni a studià kose assurde ke nella vita vera
> kontano 0 è kiaro ke il business te lo
> skordi...basta ostakoli, forza Silvio basta co sto
> mussiiiiiiiiiiiiiiiii
>
Se il risultato è produrre gente che parli come te, poveri noi!!!
Lo scopo dell'università è quello di preparare persone che sappiano mandare avanti il mondo, nel futuro...non farti prendere la laurea anche se non sai una cavolo!Semnnò i ponti che verranno costruiti un domani da uno pseudo-ingegnere crolleranno!!!!
Re: sì al vandalismo
ntanto mo so kazzi tua a kompagno
silvio e basta
sta qua lo sbajo...l'univerzità deve essere +
>> facile, te deve konsetire di scippare la laura il
>> prima possibbile senza rompere troppo li cojoni,
>> altrimenti il tempo passa e quando svolti? Tanto
>> dopo konta solo il calcio, e kuello sì ke tokka
>> trovarlo, kuello sì ke ti fa svoltare...ma se
>passi
>> anni a studià kose assurde ke nella vita vera
>> kontano 0 è kiaro ke il business te lo
>> skordi...basta ostakoli, forza Silvio basta co sto
>> mussiiiiiiiiiiiiiiiii
>>
> Se il risultato è produrre gente che parli come
>te, poveri noi!!!
>Lo scopo dell'università è quello di preparare
>persone che sappiano mandare avanti il mondo, nel
>futuro...non farti prendere la laurea anche se non
>sai una cavolo!Semnnò i ponti che verranno
>costruiti un domani da uno pseudo-ingegnere
>crolleranno!!!!
Giurisprudenza laurea magistrale
scusate,ma questo vale anche per giurisprudenza laurea magistrale?
Re: Giurisprudenza laurea magistrale
ma scusate posso chiedervi un parere c'entra poco:ma è meglio che si resti a scienze giuridiche + 2 ?
Re: Giurisprudenza laurea magistrale
> ma scusate posso chiedervi un parere c'entra
> poco:ma è meglio che si resti a scienze giuridiche
> + 2 ?
>
>
ti posso dire che molti studenti di scienze giuridiche che poi decidono di fare i + 2 si trasferiscono alla laurea magistrale (5 anni) per una questione di esami , da quanto mi dicono...
Re: Giurisprudenza laurea magistrale
> scusate,ma questo vale anche per giurisprudenza
> laurea magistrale?
mi domandavo la stessa cosa... chi frequenta il corso di laurea magistrale a ciclo unico ... è sottoposto alle stesse regole emanate dal decreto??
Re: Giurisprudenza laurea magistrale
Giurisprudenza è salva da questo ennesimo sfacello perchè si è già riformata per conto suo con l'1+4.
Giurisprudenza rimane quindi con l'ordinamento attuale 1+4, non cambia.
Tutti i problemi legati all'inflazione del titolo di studi ed alla precarietà però rimangono.
Re: Giurisprudenza laurea magistrale
> Giurisprudenza è salva da questo ennesimo sfacello
> perchè si è già riformata per conto suo con l'1+4.
> Giurisprudenza rimane quindi con l'ordinamento
> attuale 1+4, non cambia.
> Tutti i problemi legati all'inflazione del titolo
> di studi ed alla precarietà però rimangono.
>
intendi per caso il corso di laurea quinquennale e a ciclo unico cioè quello che ha sostituito il corso "spezzato" (3+2)?
Re: Giurisprudenza laurea magistrale
Yes