Perché consentire agli studenti fermi da 8 anni o più di iscriversi di nuovo all'università con il riconoscimento degli esami sostenuti? Beh, perché conviene , e a più soggetti.
In primis alle università : la riforma incentiva economicamente gli atenei con il maggior numero di iscritti, quindi più iscritti uguale più soldi . Inoltre la nuova iscrizione all'università per gli studenti in questione non è a costo zero, tutt'altro. Ogni ateneo stabilisce la cifra che occorre pagare per ogni anno che si è perso. Facciamo un esempio: se si è fuori corso da 8 anni e l'ateneo X decide per una tassa di 500 mila annue, lo studente che vuole riscriversi pagherà 4 milioni, senza fruire di alcuno dei servizi offerti dall'ateneo nell'arco di quei 5 anni.
Provate a fare il conto di quanti soldi incamera in questo modo un ateneo se i neoscritti sono in numero considerevole. Conveniente, no?
Passiamo ora al secondo soggetto che guadagna dalla scelta di reintegrare i fuori corso. Cepu , appunto, e i suoi confratelli .
"Potresti essere già laureato o forse bastano pochi esami contattaci per scoprire quanti. Noi ti faremo la ricerca..tu farai rinascere i tuoi studi".
Questa è la frase con cui Cepu cerca di accattivare coloro che a distanza di anni dall'abbandono degli studi vogliono ottenere la laurea. Immaginate quanti hanno bisogno di laurearsi per migliorare la loro posizione lavorativa, ma lavorando non hanno il tempo di informarsi sulle novità, tantomeno di seguire i corsi. Bene, qui arriva super Cepu , che a suon di monete risolve ogni problema.
Praticamente una manna per ogni gruppo del genere.