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Prevenire i terremoti: è possibile?

Dopo la tragedia che ha colpito l'Abruzzo, i ricercatori si chiedono se è possibile riuscire a prevenire i terremoti: alcuni da anni stanno studiando possibili soluzioni, mentre per altri è impossibile riuscire a sapere in anticipo quando sta per verificarsi un sisma imponente

di Barbara Leone 8 aprile 2009

terremoto a L'AquilaDopo il violento terremoto che ha colpito l'Abruzzo, provocando 250 morti, migliaia di sfollati, danni incalcolabili a monumenti ed abitazioni, ci si interroga se sarebbe stato possibile prevedere questa tragedia ed intervenire in qualche modo per evitare un simile dramma. Il ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Giampaolo Giuliani, aveva previsto la possibilità di un violento terremoto nell'area tra L'Aquila e Sulmona. Previsione effettuata grazie all'utilizzo di un apparecchio che misura il gas radon. Il suo appello però non è stato preso in considerazione e l'uomo è stato denunciato per procurato allarme. Ma sono molti i ricercatori che studiano il gas radon e la possibilità di utilizzare la misurazione di questa sostanza per prevedere terremoti.

All'Università di Bari sono state realizzate 25 centraline per la misurazione del gas, ma il progetto è attualmente fermo per mancanza di fondi. Pier Francesco Biagi, insegnante di Fisica presso l'ateneo pugliese, da anni si sta dedicando allo studio del radon e ritiene che "i sistemi per prevedere un terremoto già esistono, ma mancano i soldi per perfezionarli. A differenza dei miei colleghi sono convinto che non è impossibile prevedere un sisma, ci riusciremo. Nel 2005 abbiamo presentato un progetto al la Regione per l’installazione di 25 centraline per il rilevamento di radon e stazioni radio a bassa frequenza (alcune anche nel Gran Sasso). Per un punto siamo stati esclusi dalla graduatoria e le prime centraline sono state disattivate".

L'Università degli Studi di Pisa ha elaborato un progetto per il monitoraggio nelle acque sotterranee della Garfagnana e della Lunigiana. Il progetto è seguito dal professore di Misure nucleari, Giorgio Curzio, che, insieme al suo gruppo di ricercatori, "ha elaborato uno studio di fattibilità per il monitoraggio del radon: stazioni prototipo che ogni sei ore dovrebbero trasmettere al dipartimento e alla Protezione civile i livelli". Nell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il ricercatore Calvino Gasparini, direttore del Museo geofisico di Rocca di Papa, si occupa da 4 anni di una centralina che misura il radon. Secondo Gasparini, "questo gas è un precursore dello stress sismico, ma per ora non ci dice il 'dove' e il 'quando' av­verrà un terremoto".

Ma non tutti i ricercatori si trovano d'accordo su questo punto. Secondo Naoshi Hirata, professore e componente dell'ufficio di direzione dell'Earthquake Research Institute dell'Università di Tokyo, un terremoto come quello che ha colpito l'Abruzzo è impossibile da prevedere. Secondo il docente giapponese, infatti, "l'intensità delle scosse preliminari, quando sono troppo basse, rende pressoché impossibile dire quando un evento sismico si può verificare". Al massimo si potrebbe arrivare a prevedere un sisma di "almeno 7/7,5 gradi della scala Richter", in quanto le onde preparatorie che "preannunciano" un terremoto di una simile entità sono "più facilmente interpretabili". In Giappone, ad esempio, nell'area di Tokai, dal 2007 è stato installato un sistema di prevenzione con il posizionamento di otto sismometri; inoltre sono stati posizionati altri nove rilevatori per i terremoti e quattro per gli tsunami. In questo modo si dovrebbe riuscire ad avvisare la popolazione entro 10/20 secondi dalle prime scosse, che precedono una scossa di entità maggiore. Il progetto è ancora in fase di lavorazione e finora sono stati ottenuti sia insuccessi che segnali incoraggianti, tanto che secondo Hirata "è comunque un servizio molto utile". 

Allo stato attuale delle ricerche svolte in Italia, sono diversi gli studiosi che sostengono l'impossibilità di riuscire a prevedere un terremoto, in quanto "i gas liberati improvvisamente dal terreno e captati dai rilevatori sono al massimo un indizio, forse utile ma più spesso ingannatore". Per Gianpaolo Cavinato, ricercatore dell'Istituto di geologia ambientale, "veri modelli previsionali si stanno perfezionando, anche grazie alle tecniche di rilevazione digitale. Ma piaccia o non piaccia si tratta di modelli sostanzialmente statistici, che vengono affinati man mano che si realizzano questi eventi". Quindi per ora l'unico modo per prevenire sarebbe quello di costruire vere strutture antisismiche ed insegnare i comportamenti da adottare in caso di sisma.

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Alex mercoledì, 8 aprile 2009

Scandalo: il crollo dell'ospedale de L'Aquila

L'ospedale "San Salvatore" de L'Aquila
Iniziato nel 1972, (quasi) terminato nel 2002. Costi moltiplicati per nove rispetto al previsto. Crollato come un castello di sabbia.
A quando una seria inchiesta? Sarà vana la morte di 272 persone?

n° 1
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