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Destra, sinistra o liberi dalle ideologie?

Per il 78% degli studenti, fascisti e comunisti sono ancora attuali e scuole e l'università divengono il luogo del confronto/scontro

di Flavia Grossi 21 aprile 2009

studenti magazineDestra e sinistra, due contrapposizioni politiche più vive che mai, soprattutto a scuola e nelle Università. Qui tanti sono i ragazzi che si riuniscono in associazioni, movimenti, laboratori, assemblee e che aderiscono a realtà più radicate e vicine alla “vita di partito”. Intorno a loro, la maggioranza degli studenti che la politica non la vive attivamente e se ne distacca, ma che convive e “subisce” passiva gli scontri, da quelli moderati e di dibattito, fino a quelli più violenti. Entriamo quindi nelle nuove e meno nuove leve politiche studentesche di questi giorni

“I bluejeans che sono un segno di sinistra, con la giacca vanno verso destra. Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...”. Già Giorgio Gaber, nei primi anni '90 si poneva la domanda fatidica sulla contrapposizione tra i due schieramenti. Da allora la situazione, sia politica, sia sociale, è profondamente mutata, ma la domanda rimane attuale. I fatti di cronaca lo confermano: Alleanza Nazionale, per anni simbolo della destra, più dura e intransigente, si scioglie per confluire, nella destra, quella nuova, moderna e moderata del Popolo della Libertà. Dall'altro lato, dopo la scomparsa parlamentare della sinistra radicale, il Partito Democratico, a suon di scossoni di leadership continua la sua strada democratica. Quindi, ci poniamo nuovamente la domanda: che cos'è la destra, cos'è la sinistra? O meglio, che cosa sono oggi, la destra e la sinistra?
Una risposta, forse, possiamo trovarla, spostando la nostra attenzione dai palazzi delle istituzioni e dalle sedi dei partiti per scendere più in basso nella scala dell'attivismo politico, ovvero, nelle scuole, ma soprattutto nelle Università dove nascono e fanno la gavetta alcuni dei possibili politici di domani e dove la politica si fa “faccia a faccia” a suon di volantini, iniziative, cortei, raccolta firme e, specie in questi mesi, scontri tra le fazioni opposte. Qui la destra e la sinistra, appaiono, paradossalmente, in modo molto più nitido.

Fascisti e Comunisti: ancora attuali
Alla luce degli scontri tra studenti di destra e sinistra nelle Facoltà di diversi Atenei italiani avvenuti a marzo, abbiamo cercato di capire come gli studenti di oggi vedano rappresentata la politica nei luoghi di studio, per capire se la contrapposizione ideologica tra i due schieramenti, tipica del '900, sia definitivamente tramontata o meno. Attraverso una inchiesta lanciata sul sito Studenti.it abbiamo quindi chiesto agli studenti se la distinzione tra fascisti e comunisti sia ancora attuale. Il dato che emerge rivela un'immagine della politica che forse farà sobbalzare qualche leader di partito. Il 78% dei partecipanti ha infatti risposto di vedere la contrapposizione tra gli schieramenti attuale, contro il solo 28% che ha risposto negativamente. La contrapposizione è dunque viva, destra e sinistra ancora antagoniste e attive tra una lezione e l'altra. Ma se, i ragazzi ammettono l'attualità di questa distinzione, emerge anche un altro aspetto: ne sono distaccati. Messaggi come questi, inseriti nel sito, lasciano capire quale sia l'umore in merito alla situazione: “Non credo che tutti quelli che si dichiarano 'fascisti' o 'comunisti' sappiano realmente cosa significhi”, risponde un altro utente del forum: “Sinceramente non vorrei mai che la nostra generazione si apoliticizzasse perché così facendo avremmo del tutto dato ragione a quella classe politica fatiscente e decrepita (sia a destra che a sinistra) che non accenna a modificarsi. Per quanto riguarda i fantomatici fascisti e comunisti mi sembrerebbe anche strano se non ci fossero filoni che continuano a portare avanti certe idee...” e infine: “Diciamola francamente non a tutti interessa la politica, sento spesso dire 'ah ma sono tutti uguali tanto' oppure quelli che si astengono 'un voto quanto può valere? non è che cambia molto'”.

L'Unione degli Universitari
La politica quindi è ancora parte attiva, non gode più della partecipazione degli anni '70, ma è ancora in vita. Chi fa politica oggi? Sostanzialmente troviamo una situazione estremamente eterogenea che si colora e connota in modo diverso a seconda della città, Ateneo e Facoltà a cui si guarda. A sinistra, l'Unione degli Universitari (UDU), il sindacato degli studenti, ovvero un'associazione nazionale che unisce altri gruppi a livello locale. Ci dice Federica Musetta, Coordinatore Nazionale dell'UDU: “La nostra associazione ha tra i suoi principi fondanti la non violenza e quindi non possiamo condividere che uno scontro politico si trasformi in uno scontro fisico. Anche perché in questa maniera non si fa altro che fare il gioco di coloro che anziché parlare delle reali rivendicazioni degli studenti parlano solo di questi episodi, peraltro isolati”. Seguono una rete fitta di collettivi, laboratori e associazioni che operano nelle singole Facoltà.

Collettivi, laboratori, assemblee e antifascismo
I movimenti a sinistra hanno ripreso linfa vitale con gli ormai soprannominati “movimenti di ottobre”, quelli per intenderci, contro la legge 133, quei movimenti che battezzarono l'Onda. Un movimento nuovo, certamente non di destra, che poneva davanti a sé gli interessi della scuola e dell'Università e che, almeno inizialmente, sembrava apolitico. L'Onda oggi si è modificata, propagandosi nelle città in modi diversi, arrivando e portando energie ai collettivi già esistenti e creando un'altra fittissima rete di movimenti, in cui blog e siti accolgono intere costellazioni di movimenti; la Rete degli Universitari, gli Atenei in Rivolta, quelli del No 133, l'Onda milanese, napoletana, romana, le liste di tutte le facoltà italiane, insomma un piccolo universo di iniziative, comunicati, azioni che, al grido di “Noi la crisi non la paghiamo”, si muove e fa politica. Un esempio di questa realtà ce lo offre Valentina C. del Laboratorio permanente di Psicologia alla Sapienza di Roma: “Il collettivo di psicologia esiste dal '90 e si è formato con la Pantera. Alcuni dei ragazzi che ci sono oggi sono arrivati durante il movimento dell'Onda, sono 35 studenti ventenni.” Il loro è uno dei tanti collettivi “tendenzialmente di sinistra, quanto basta antifascista” come lo definisce lei, che fa politica nell'Ateneo. Sono impegnati in battaglie sulla didattica, sul nuovo ordinamento e sul diritto allo studio. Riguardo alla contrapposizione con la destra parla chiaro: “Azione Universitaria dovrebbe essere esiliata da qualsiasi Ateneo insieme a Blocco Studentesco, insieme a tutti quei partiti di destra che si stanno infilando nelle Università. Da poco c'è stata l'aggressione prima a Roma Tre, poi a Tor Vergata. I Rettori devono prendere delle posizioni in merito. Rispetto le idee altrui, anche se diverse, ma dal momento in cui entri in un'aula con dei bastoni in mano, per quanto mi riguarda non c'è più dialogo.” Se le chiediamo se almeno a livello politico possano esserci punti di incontro tra i due schieramenti, Valentina risponde secca: “Mi dispiace dire questo, ma io non parlo con chi ha una mazza in mano. Possono anche avere idee condivisibili, ma, per esempio, io ho i dread e solo per questo, politicamente, io dal loro punto di vista non dovrei esistere.”

Azione Universitaria
Parallelamente a questo universo, si sviluppa e ne esiste un altro, diametralmente contrapposto, ma comunque organizzato e florido: quello di Azione Universitaria, il vecchio Fuan, che opera a livello nazionale. Abbiamo parlato con Giovanni Donzelli, il presidente: “Noi pensiamo che chi ha idee diverse dalle nostre, se è pacifico, ha diritto a manifestarlo sempre e comunque. Quelli dell'Udu la pensano come me, ma quelli dei collettivi, ti diranno invece che noi siamo fascisti e, in nome di un antifascismo militante, non dobbiamo esprimerci. Primo non è vero che noi siamo fascisti, secondo credo sia un criterio aberrante quello di non far esprimere chi la pensa in modo diverso da me.” Azione Universitaria, milita da anni nell'Università, ma parallelamente a lei, nuovi e meno nuovi movimenti di destra si fanno avanti.

Giovinezza, associazioni e liste nuove
Tra questi il Blocco studentesco, già attivo nelle scuole e dal 1° ottobre 2008 nelle Università. Dalle pagine del loro sito leggiamo: “Il Blocco Studentesco è un movimento studentesco che nasce nell’estate 2006 a Casapound, l’occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio. L’obiettivo è quello di portare lo stesso spirito d’avanguardia, lo stesso stile che ha contraddistinto l’esperienza delle occupazioni non conformi, nelle scuole. Giovinezza al potere! Una parola d’ordine, una volontà, un obiettivo.” Quelli del Blocco non sono soli, anche a destra si dirama un altro network di formazioni e associazioni che si rifanno alla destra estrema. Alcuni esempi: gli studenti della neonata lista Arcadia a Torino che sulle pagine di Repubblica si sono definiti “I fascisti del terzo millennio”. Ancora, tra scuole e Facoltà: Gioventù italiana, Lotta Studentesca, e, come sempre, Internet diviene il primo motore immobile della trasmissione delle iniziative.

Apolitici? No, grazie
Un quadro variopinto in cui il rosso e nero del secolo passato balzano all'occhio in slanci vitali e iniziative dal sapore nostalgico che però non prendono il sopravvento e rimangono minoranze rispetto alle organizzazioni radicate nel tempo e nel territorio. Politica e attivismo, di destra e di sinistra che si oppongono e contrastano da un lato e tutta la popolazione universitaria dall'altra, quella che “sbuffa quando c'è un volantinaggio” come dice Donzelli, quella che, secondo Valentina C.: “200 votanti alle elezioni degli studenti è grasso che cola. Anche per quanto riguarda la partecipazione alle assemblee dipende dall'argomento che si tratta, ne abbiamo fatta una sull'anticipazione delle lauree e c'erano 400 persone, altrimenti sono molto meno.”


Approfondimenti
Intervista a Federica Musatta, coordinatrice nazione dell'Unione degli Studenti
Intervista a Giovanni Donzelli, Presidente di Azione Universitaria

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8
Commenti

Chica martedì, 21 aprile 2009

Quando due litigano..

E tra i folkloristici cori "bastardo fascista,comunista di merda" il piano di rinascita democratica democraticamente procede...

n° 2
Mito martedì, 21 settembre 2010

R: Quando due litigano..

Cuba, vero e falso
Molte sono le cose che la stampa ed i mass media dicono di Cuba, ma tante di queste informazioni non corrispondono alla realtà. Ne citiamo alcune:
a Cuba non esistono elezioni libere e domocratiche: FALSO, a Cuba si svolgono regolarmente, ogni 4 anni, elezioni a cui possono partecipare, come candidati, tutti cittadini maggiori di 18 anni e, come elettori, tutti i cittadini da 16 anni in su. Il Partito Comunista non presenta candidati che sono presentati dalle assemblee locali e dall'Assemblea Nazionale. Gli eletti possono essere revocati dagli stessi cittadini dopo due anni. Il voto non è obbligatorio, ma registra percentuali di partecipazione del 97/98%.
A Cuba i dissidenti sono perseguitati e incarcerati FALSO: a Cuba chiunque può criticare, anche aspramente, il Governo e i suoi leader, senza sanzioni . La legge cubana condanna a pene detentive, coloro che ricevono compensi, in denaro o altri beni, da uno stato straniero allo scopo di sovvertire il sistema sociale e politico del Paese. In questo caso tutti i paesi del mondo (compresa l'Italia) hanno leggi molto severe che puniscono questo reato.
I Cubani scappano dalla loro Patria, in cerca di libertà, perchè il regime non li lascia partire. FALSO: il fenomeno dell'emigrazione verso gli Stati Uniti è comune a tutti i paesi dell'America Latina, non per motivi politici, ma economici. C'è un accordo del governo cubano stilato con l'amministrazione Clinton, in base al quale gli Stati Uniti concedono ventimila visti d'ingresso all'anno ai cittadini cubani. In realtà ne concedono non più di 700. Però concedono immediato asilo politico a tutti coloro che scappano da Cuba con mezzi di fortuna. Questo viene fatto con lo scopo di dimostrare che i Cubani scappano, perchè il governo non permette loro di partire.
A Cuba gli omosessuali sono perseguitati FALSO: a Cuba sono state promulgate delle leggi che condannano le discriminazioni contro gli omosessuali e permettono il matrimonio tra persona dello stesso sesso. Lo stato assicura interventi chirurgici gratuiti per cambiare il sesso e promuove nelle scuole l'educazione al rispetto ed all'accettazione degli omosessuali, sia maschi che femmine.

Domenico Esposito Mito martedì, 21 aprile 2009

L'Antifascismo oggi dal mio punto di vista

Un giorno mi domandarono: perché sei antifascista? All'inizio quasi non seppi rispondere,perché per me è talmente naturale esserlo che mi sembra innaturale non esserlo e dunque mi sembrava una domanda inutile, assurda.

Ebbene io voglio dire il motivo per cui sono antifascista:

Innanzitutto perché non è vero che il fascismo sconfisse la mafia. Per me il fascismo è mafia! Fu un altro tipo di mafia, infatti proprio come la mafia, si impossessò dell'Italia con la violenza. E proprio come la mafia, dava lavoro soltanto a chi ne faceva parte. Tralasciamo la solita storia delle leggi razziali, tralasciamo la guerra. Parliamo del fascismo nella sua forma "pura". Nella sua forma,per così dire originaria. Prima delle leggi razziali. Dato che oggi alcuni nostalgici del regime fascista ci dicono che (fortunatamente) non si riconoscono nelle leggi razziali,nell'antisemitismo. Allora parliamo di quel fascismo che piace a loro. Ricordiamoci che durante fascismo non c'è nemmeno la libertà di respirare,non c'era libertà nemmeno di pensiero. Ci si doveva salutare con il nome del duce. Gli scioperi veniva fermati con la repressione. Se dunque c'erano gli scioperi vuol dire che evidentemente qualcosa non andava così bene, come invece cercano di affermare, a torto, i fascisti. Quindi non è vero nemmeno che il duce pensava ai poveri. Infatti se c'è uno sciopero ,una protesta,bisogna capire il motivo per cui si sciopera, dunque arrivare alla radice del problema e cercare di risolvere,anziché usare metodi repressivi e violenti. E' una cosa,questa,che si dovrebbe imparare anche oggi. Infatti quando i carabinieri arrestano i ladri, non hanno risolto il problema. Perché se ci sono i ladri,vuol dire che c'è la povertà, e se c'è la povertà vuol dire che nel nostro sistema qualcosa va male.

Un 'altra domanda che mi fu posta, fu cosa vuol dire essere antifascisti? Cos'è l'antifascismo?

Io risposi naturalmente "combattere contro il fascismo"

Ma come si combatte oggi il fascismo?

Oggi la lotta antifascista è una lotta di tipo culturale,cioè far capire ai giovani il motivo per cui non essere fascisti. L'antifascismo oggi non è usare la violenza contro i giovani fascisti,così come facevano loro durante il Ventennio. L'Antifascismo non è bruciare le sedi di Forza Nuova, Cuore Nero e altri movimenti fascisti o neofascisti.

L'antifascismo non sono gli scontri di piazza Navona,dove in quanto studenti e in quanto la riforma Gelmini sia un problema che riguarda tutti e le proteste non dovevano essere proteste strumentali,come ritengono invece alcuni servi di partito della destra berlusconiana. L'antifascismo non è l'odio nei confronti di altri esseri umani con un'idea diversa, con idea naturalmente a nostro avviso sbagliata.

L'antifascismo è ricordare il male che portò il fascismo in Italia, l'antifascismo dunque è memoria.

Non è giocare a fare la Resistenza contro i giovani fascisti. I partigiani hanno combattuto il fascismo quando esso esisteva,dunque noi se vogliamo seguire il loro esempio dobbiamo combattere contro i problemi attuali,che tra l'altro sono tanti.

Le morti sul lavoro, la disoccupazione,la povertà che in qualche modo,cercano di risolvere anche i fascisti.

Se proprio volessimo combattere i fascisti ,impedire loro di aprire le sedi in cui si riuniscono, oppure impedire loro di fare cortei facendo saluti romani,inneggiando al duce,sfilando con croci celtiche,basterebbe far rispettare la Costituzione.

Qualcuno potrebbe dirmi "Sì e poi la libertà di espressione?"

Innanzitutto sappiamo bene che il fascismo è stato l'opposto della libertà di espressione. E comunque sia, la libertà di espressione ci deve essere ed è sacrosanta,però in una democrazia ci sono anche delle regole da rispettare.

La legge Scelba non è l'unica legge che viene infranta.

Se proprio non vogliamo rispettare le regole della Costituzione, allora aboliamola. Non mi sembra il caso di modificarla,dopo sessant'anni soltanto perché per i politici di oggi ci sono delle leggi scomode. Questo sarebbe un compito del governo, della polizia.

Ma naturalmente la polizia non può vietare un corteo autorizzato se non gli viene ordinato. Quindi io trovo giusti che i cortei antifascisti, ma non trovo giuste la maniere con cui a volte si protesta.

Certo è vergognoso che un presidente del Consiglio che si dice liberale non abbia il coraggio di dichiararsi antifascista e che dica che Mussolini non ha mai ammazzato nessuno.

L’antifascismo è quello che stiamo facendo noi oggi raccogliendo firme contro la vergognosa equiparazione tra partigiani e repubblichini che è una cosa indecente,per un semplice motivo: non è che i repubblichini non erano esseri umani come noi e come i partigiani,erano esseri umani anche loro,certo,ma il punto è che i repubblichini hanno combattuto per la dittatura,per la schiavitù,per la fama di potere, i partigiani hanno combattuto per la libertà. Il libro di Pansa ad esempio “Il sangue dei vinti”,è un libro a cui manca una cosa essenziale: le fonti,la bibliografia, non ci sono le note a piede di pagina: una cosa gravissima per un libro che affronta un argomento storico.

n° 1
Mito giovedì, 22 ottobre 2009

R: L'Antifascismo oggi dal mio punto di vista

Potevate almeno dire che l'autore sono io e citare almeno la fonte!
Va precisato comunque signori, che io, che sono il vero autore, condanno qualsiasi forma di potere, ma siccome viviamo in una democrazia e nella democrazia ci sono delle regole da rispettare, l'antifascismo viene prima di tutto.
Altrimenti,
ANARCHIA TOTALE!
Domenico Esposito Mito QUELLO VERO!

patrizia mainardi domenica, 27 novembre 2011

R: R: L'Antifascismo oggi dal mio punto di vista

scusami non volevo rubarti i pensieri anche se l'ho fatto
sti facendo il calendario dell'ANPI di salsomaggiore terme e ho utilizzato le tue risposte certamente metterò il tuo nome e dimmi se posso farlo
potrei poi spedirtelo
ciao patrizia

Domenico Esposito domenica, 27 novembre 2011

R: R: R: L'Antifascismo oggi dal mio punto di vista

> scusami non volevo rubarti i pensieri anche se l'ho fatto
>
> sti facendo il calendario dell'ANPI di salsomaggiore terme e ho utilizzato le tue risposte certamente metterò il tuo nome e dimmi se posso farlo
>
> potrei poi spedirtelociao patrizia

Ma certo che sì cara patrizia!

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