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Gli studenti preferiscono le vecchie lauree

I corsi di laurea che vogliono formare nuove figure professionali sono aumentati a dismisura negli atenei di tutta Italia, ma gli studenti preferiscono le lauree più tradizionali. E i nuovi corsi sono spesso considerati solo un modo degli Atenei per ottenere maggiori finanziamenti

a cura di Barbara

redatto mercoledì 02.04.2008

Con la riforma ministeriale del 1999, che ha dato maggiore autonomia agli atenei, e l'introduzione del 3+2 sono aumentati a dismisura i corsi di laurea in tutte le facoltà italiane. Un modo per conquistare gli studenti, proponendo corsi più competitivi e di sicuro successo.
Si va dalle lauree interfacoltà, che offrono una preparazione più generica ma spendibile in diversi settori, a lauree specifiche, che formano nuove figure professionali di cui il mondo del lavoro ha sempre più bisogno.
colloquio di lavoroLo studente si trova così di fronte al dilemma: avere una preparazione generale, sapendo un po' di tutto, o specializzarsi in un settore particolare?
Bisogna però vedere se le nuove lauree aprono veramente le porte del mondo del lavoro o se servono solo a creare nuovi disoccupati che non sanno bene cosa fare dopo la fine degli studi.
Gli atenei presentano i nuovi corsi come le lauree del futuro, facilmente spendibili nel mondo del lavoro. Ma i possibili sbocchi professionali risultano spesso piuttosto generici, come a dire che con una simile laurea si può trovare lavoro in diversi settori, senza indicarne uno specifico nel quale c'è un'effettiva richiesta.

Sono molti ad esempio i nuovi corsi nati all'interno della facoltà di Veterinaria: tutela e benessere dell'animale; tecniche dell'allevamento del cane di razza ed educazione cinofila; scienze dell'allevamento, dell'igiene e del benessere del cane e del gatto; scienze equine.
educazione cinofilaLa prima impressione che si ha leggendo i possibili sbocchi professionali è che i laureati in queste materie potranno affiancare il medico veterinario. Ma allora perché non scegliere una laurea in veterinaria tradizionale, specializzandosi in un secondo momento?
I vari corsi di laurea diventano un modo per presentare in maniera diversa un unico corso, che fondamentalmente è lo stesso per tutti e si differenzia solo per alcuni esami. Come ha spiegato Salvatore Casillo, che nel libro “Come ti erudisco il pupo” ha analizzato l'aumento dei corsi di laurea, “chi si laurea in 'Scienze dell'allevamento, dell'igiene e del benessere del cane e del gatto' o in 'Scienze equine', oppure in 'Tecniche dell'allevamento del cane di razza ed educazione cinofila' crede di laurearsi in qualcosa di unico in Italia mentre si laurea in realtà in 'Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali'. La specificità della laurea collegata alla denominazione suggestiva si basa solo su pochi crediti, relativi ad esami che non sono altro che quelli che un tempo chiamavano complementari.”  

Nel settore alimentare ci sono lauree come Scienze gastronomiche e Scienza della produzione e della trasformazione del latte che assicurano un'ottima spendibilità nel mondo del lavoro: “il gastronomo è una nuova figura professionale che si inserisce nel mercato del lavoro con solide basi culturali, un'articolata conoscenza multidisciplinare della nutrizione e del controllo degli alimenti, oltre all'esperienza diretta dei luoghi e dei territori produttivi”; la laurea in scienza del latte “consentirà di passare subito al mondo del lavoro con una professionalità pienamente spendibile nel settore degli allevamenti da latte e delle industrie lattiero-casearie”.
Il Corso di laurea in Scienze e tecnologie del packaging, che permette di studiare la relazione tra struttura e proprietà dei materiali per l'imballaggio e la loro interazione con i prodotti contenuti, offre sicure possibilità lavorative: “il settore è in continuo sviluppo. Considerando che il Corso è unico in Italia ed uno dei pochi in Europa, si comprende bene che le possibilità occupazionali nei vari settori sono estremamente elevate”.   

Ma gli studenti come vivono questo fenomeno?
laureaC'è chi è contento di aver scelto uno di questi corsi, come Ori88 che si sta laureando in diritto immobiliare: “esco e ho subito un posto di lavoro certo... in un mondo pieno di avvocati io mi potrò distinguere”; o Muntagnina che vive ai piedi del Monterosa, già lavora e sta frequentando Scienze e cultura delle Alpi per specializzarsi e poter “collaborare con le scuole e gli enti come libera professionista o insegnante”.
E chi si è pentito di non averlo scelto: Angelo ha amici che hanno frequentato corsi di laurea stravaganti (come Ambiente, parchi e giardini o Tecnologie del legno) e lui pensava “ma che vanno a fare dopo? Che corsi sono?”. I primi laureati hanno trovato subito un “lavoro appagante”, anche economicamente, mentre lui sta finendo la triennale di Giurisprudenza e non ha idea di cosa farà dopo.

Ma la maggior parte di coloro che frequentano questi corsi, soprattutto quelli interfacoltà, sono pieni di dubbi sul proprio futuro lavorativo: Francesca è iscritta a Lingue e Culture per l'Impresa, scelta perché “presentavano il corso come la laurea del futuro”, si aspettava un corso di economia con il potenziamento delle lingue, invece si è ritrovata con un misto tra lingue, storia ed economia. Un corso che il prossimo anno sarà “declassato da corso di laurea 'interfacoltà' a semplice curriculum del corso di lingue” e che non facilita la ricerca di lavoro: molti imprenditori intervenuti nel suo ateneo si sono dichiarati più propensi ad assumere un laureato in economia che conosce solo l'inglese rispetto a un laureato di questo corso. Per questo Francesca dopo l'estate si iscriverà ad Economia. 
Valentina è laureata in Comunicazione interculturale e multimediale e non ha prospettive lavorative certe; Chiara frequenta il Corso in Comunicazione pubblicitaria, diventerà “un comunicatore” e già si chiede cosa farà, pur apprezzando il fatto che “questo genere di lauree stimolano i ragazzi ad inventarsi e reinventarsi la professione ed il proprio futuro, a far nascere figure professionali mosse dalla passione per ciò che si fa”.

tecnologie del legnoAbbiamo chiesto ai nostri utenti un parere sul boom delle lauree stravaganti e il pensiero comune è che non servono a nulla: il 45% ritiene infatti che le nuove lauree non sono utili ed è meglio scegliere una laurea tradizionale; il 31% considera questi corsi come un modo per aumentare la competizione tra gli atenei e per ottenere maggiori finanziamenti.
Infatti negli ultimi anni l'Università italiana ha attuato una vera e propria corsa per attrarre studenti e finanziamenti. Avere più corsi corrisponde ad ottenere più professori, più sedi e di conseguenza più soldi. Così dai 2.336 corsi di laurea pre-riforma siamo passati agli attuali 5.545 corsi. Una competizione tra atenei che non accenna a diminuire, come ha spiegato il professor Vittorio Vidotto, intervistato da Matteo Scarlino su Studenti Magazine: "La competizione dell'Università di oggi è cosa normale. Il problema sta a monte del sistema: fin quando non sparirà il principio che vuole i finanziamenti legati al numero degli iscritti, probabilmente gli atenei, e le facoltà dentro di essi, saranno giustamente in competizione."

Una minima parte dei nostri utenti, che hanno partecipato al sondaggio, è invece favorevole alle nuove lauree: il 17% le considera utili perché creano figure professionali specifiche e il 6% perché aumentano l'offerta formativa.
La tendenza generale è però quella di prediligere i corsi “classici”, che almeno non fanno venire il dubbio “cosa diventiamo con questa laurea?”, soprattutto perché andando ad analizzare i vari corsi di laurea innovativi si scopre che “di 1.000 corsi disponibili se ne potrebbero fare subito la metà perché sono perlopiù identici come formazione ma cambia solo il nome”. Un altro modo per aumentare l'offerta formativa ed attirare più studenti. 

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Commenti dal 1 al 3
(3)

Sms lunedì, 6 ottobre 2008

Sms

a regà lo piro è ito secco, questa è l'unika kosa ke konta

n° 3
Avvoltoio venerdì, 18 aprile 2008

alla grande Klaus

Klaus, veramente un grande, e vai...
l'unico che abbia il coraggio di dire quel che pensiamo tutti e ci vergognamo di dire...
che noia, che banalità le risposte scandalizzate ai suoi post, e poi: eccezionale il tuo linguaggio, troppo forte...

n° 2
Babi mercoledì, 23 aprile 2008

Re: alla grande Klaus

io avrai qualche dubbio sull'eccezionalità del suo linguaggio...

> Klaus, veramente un grande, e vai...
> l'unico che abbia il coraggio di dire quel che
> pensiamo tutti e ci vergognamo di dire...
> che noia, che banalità le risposte scandalizzate ai
> suoi post, e poi: eccezionale il tuo linguaggio,
> troppo forte...

karim mercoledì, 23 aprile 2008

Re: alla grande sì direi

Klaus, simbolo della Sapienza...un nome, un mito...
avanti per il Nuovo..



io avrai qualche dubbio sull'eccezionalità del suo
> linguaggio...
>
>> Klaus, veramente un grande, e vai...
>> l'unico che abbia il coraggio di dire quel che
>> pensiamo tutti e ci vergognamo di dire...
>> che noia, che banalità le risposte scandalizzate
>ai
>> suoi post, e poi: eccezionale il tuo linguaggio,
>> troppo forte...
>
>

antiniskasole mercoledì, 23 aprile 2008

viva la klaus

sono perfettamente d'accordo. meglio la laurea tradizionale. viva Klaus :-)

Klaus mercoledì, 2 aprile 2008

Solo Telematike

Ma quale laura tradizzionale, telematike subbito, scippare la laura e trovarsi il calcio "giusto" questo konta.

n° 1
professore giovedì, 3 aprile 2008

x klaus

ignorante e zappone..vergogna!!

Klaus venerdì, 4 aprile 2008

Re: anckora...

inzulta, inzulta, si te diverti..
però intanto vedi da studià, kosì arivi...bravo...
io ho già svortato e allora? te rode kosì tanto?
Fatte curà, a prof., 6 ridikolo, ela kosa + ridicola è ke nu o ka@#?*%$..


ignorante e zappone..vergogna!!

Prof giovedì, 3 aprile 2008

Re: Solo Telematike

Ma hai fatto apposta?
"laura" "tradizzionale" "telematike" "subbito" "konta"
Spero che tu abbia fatto apposta!

Dom581 giovedì, 3 aprile 2008

Re: Solo Telematike

Bravo Prof, ottima risposta! Klaus è il classico esempio di chi vorrebbe iscriversi ad una qualsiasi Università (e persino laurearsi!) pur avendo un livello culturale ridicolmente basso, e pur sapendo usare la lingua italiana come se scrivesse sempre un sms! Veramente penoso!

Klaus giovedì, 3 aprile 2008

Re: Solo Telematike, sempre e komunkue

Te 6 vergognoso/a, nn x l'assurdità politika de kuello ke stai a dì, ma benzì pe la defiscenza che dimostri..studia, studia, tanto poi, tra n ber pò de anni, ke ce fai?
Io intanto penzo a svortà na laura veloce, grazzie a Dio ce stanno le telematike, te sorpasso e nun butto er tempo, lo impiego a cercà er calcio politiko, poi vedemo..
ma lo voi da capì ndo viviamo o no?




Bravo Prof, ottima risposta! Klaus è il classico
> esempio di chi vorrebbe iscriversi ad una
> qualsiasi Università (e persino laurearsi!) pur
> avendo un livello culturale ridicolmente basso, e
> pur sapendo usare la lingua italiana come se
> scrivesse sempre un sms! Veramente penoso!

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