L'università è un ponte per il lavoro precario

Dopo il conseguimento del diploma si aprono due vie: l'università o la ricerca del lavoro. I maturandi del 2011 non credono molto nel futuro ma scelgono di continuare gli studi per una crescita personale

di Barbara Leone 5 luglio 2011
La maturità sta per terminare ed i "quasi" diplomati dovranno decidere cosa fare: iscriversi all'università o mettersi alla ricerca di un lavoro. Sono molti i giovani italiani ad essere disillusi nei confronti del mondo del lavoro e dell'importanza di una laurea. Ma anche se non hanno molte speranze, scelgono comunque di continuare gli studi, perché in fondo con una laurea si può avere qualche possibilità in più. E' questo il quadro che viene delineato da una serie di interviste realizzate da Repubblica Tv tra i maturandi nei giorni delle prove d'esame. Tutti sono consapevoli che li aspetta un futuro da precari. Ma nonostante questo sono ancora pronti ad inseguire i propri sogni.

ragazza_pensierosa_1L'università è considerata un "ponte per il lavoro", ma non per un lavoro sicuro e stabile, bensì per il lavoro precario. Questo perché secondo loro "viviamo in una società comandata da una gerontocrazia" e quindi il pezzo di carta (che sia un diploma professionale o una laurea) non ha alcun valore. Diversi studenti ritengono che la nostra sia "una società governata da una nicchia che non permette ai giovani di costruirsi un futuro solido". Troppo pessimismo? In realtà i maturandi, anche se non vedono il proprio futuro lavorativo molto roseo, vogliono provare a portare avanti le proprie passioni e a continuare a studiare, più per una crescita personale che per vedersi aprire le porte del mondo del lavoro.

Si dichiarano consapevoli che "il lavoro non si trova" e scelgono di continuare a studiare perché "forse da laureato hai qualche possibilità in più" e perché "l'università non sarà una garanzia ma almeno è una carta in più da giocarsi". Ed allora cosa studiare? Mentre c'è chi dice che le facoltà che garantiscono di trovare lavoro più facilmente sono Giurisprudenza ed Economia, la maggior parte dei maturandi vuole seguire le proprie passioni, privilegiando una facoltà che ritiene interessante piuttosto di una che offre maggiori opportunità di lavoro.

In fondo quindi, i giovani nutrono ancora qualche speranza per il futuro e vogliono provare a realizzare i propri sogni. Partendo dal presupposto che è difficile trovare lavoro, infatti, per loro è meglio "fare quello che ti piace e sperare" e "meglio buttarsi sulla passione piuttosto che su una facoltà che ti apre più strade", perché "se c'è la passione lavori comunque e il lavoro te lo inventi". Il punto di vista dei maturandi del 2011 sul futuro si può quindi sintetizzare con le parole di uno studente che dice: "A fronte di quello che può essere comunque un lavoro incerto, decidiamo di scegliere quello che ci piace e di proseguire quello che può essere un nostro sogno".

E tu cosa fari dopo il diploma? Ti iscriverai all'università o ti metterai alla ricerca di un lavoro? Meglio una facoltà universitaria che ti appassiona o una che ti offre maggiori sbocchi professionali?
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