Il Professor Salvatore Casillo è ordinario di Sociologia industriale e Direttore del Centro Studi sul Falso dell'Università di Salerno. Da anni si occupa (e scova) falsi in ogni campo: dall'arte all'import di merce contraffatta. Ha raccolto tanto materiale da farci addirittura un "museo del falso". I suoi studi e le sue ricerche minuziose si sono rivolte anche all'università e alle mille anomalie che si possono riscontrare nella formazione pre e post laurea. Corsi di laurea e master dai nomi e dalle tematiche "fantasiose", costi esorbitanti, didattica spesso assente o molto carente. Il Professor Casillo insieme ai colleghi Sabato Aliberti e Vincenzo Moretti ha dragato a fondo la (preoccupante) situazione dell'università e ha scritto un libro sul triste stato del sapere accademico: "Come ti erudisco il pupo - rapporto sull'università italiana". Ce ne parla con rassegnata ironia e ci svela il consiglio che da ai suoi studenti: "non sprecate tempo e soldi per fare master!"
Nel suo libro racconta di un proliferare di corsi di laurea quantomeno "bizzarri"
Prof. S.C.: La fantasia della cosiddetta "offerta formativa" non sembra conoscere limiti. Si spazia dalle "Scienze del fiore e del verde" alla "Filosofia delle forme", da "Scienze e tecnologie della ristorazione" a "Scienze e tecnologie del packaging", da "Scienze per la pace" a "Scienze e turismo alpino". Circa 1.100 denominazioni di laurea diverse per più di 3.000 corsi di laurea. Tutto è cominciato con la (si fa per dire) riforma introdotta dal Decreto Ministeriale 509/1999 che, concedendo l'autonomia alle Università, ha avviato anche la "competizione" tra loro ed ha aperto spazi per il proliferare di università promosse da soggetti privati che hanno fiutato l'affare lauree. Molti atenei, inoltre, hanno ritenuto possibile rimpinguare i bilanci attirando il maggior numero di studenti ricorrendo all'espediente delle laurea "civetta" o "specchietto per le allodole".
Esistono attualmente oltre 47 classi di laurea e la normativa ha purtroppo consentito l'attivazione di una pluralità di corsi dai nomi suggestivi all'interno di una stessa classe. Per fare un esempio: chi si laurea in "Scienze dell'allevamento, dell'igiene e del benessere del cane e del gatto" o in "Scienze equine", oppure in "Tecniche dell'allevamento del cane di razza ed educazione cinofila crede di laurearsi un qualcosa di unico in Italia mentre si laurea in realtà in "Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali". La specificità della laurea collegata alla denominazione suggestiva si basa solo su pochi crediti, relativi ad esami che non sono altro che quelli che un tempo chiamavano "complementari".
Dopo la laurea c'è anche la forsennata ricerca al master più "originale". Perchè?
Prof. S.C.: Gli studenti fanno una corsa per laurearsi nel più breve tempo possibile "cacciando crediti" (elargiti per la verità in modo molto prodigo) ma giunti al termine del percorso di studio da una parte non trovano lavoro e dall'altro si rendono conto che non è stata fornita una preparazione adeguata. Ecco, allora i master, che non offrono quasi nulla in termini di formazione ma ... che hanno qualche altra attrattiva.
Qual è questa attrattiva?
Prof. S.C.: Attraverso questi master – organizzati sia da soggetti extra universitari che da atenei pubblici e privati d'intesa con aziende ed enti vari - la speranza di tanti iscritti, che si rivela spesso vana, è quella di arrivare al "contatto" con qualche azienda o ente che può essere utile per trovare lavoro.
Molti master, però, prevedono borse di studio per gli iscritti che hanno un alto voto di laurea e un buon curriculum?
Prof. S.C.: Non so quante borse di studio vengono attribuite realmente. Mi risulta, invece, che a molti neolaureati con buoni voti non venga concessa la borsa di studio perchè viene subito detto che è stata attribuita a qualcuno ancora più bravo. Poi avviene che pur di "venire loro incontro" gli organizzatori offrono agli studenti uno...sconto (detto "mezza borsa"). Pratiche da bazar!
Lei ha cercato e catalogato i corsi di laurea più assurdi. Quali sono invece i master più fantasiosi?
Prof. S.C.: Presso l'Università Telematica "Guglielmo Marconi" di Roma c'è un master in "Educazione Cinofila" (1.500 ore a €. 2.900) , uno in "Conduzione in attività di pet terapy" (stesso prezzo) ed un corso di alta formazione in "Comunicazione ipnotica, che, per quel che riguarda la durata nel sito internet dell'Ateneo si legge «150 ore (dodici mesi)»[!] ad un costo di € 2.000 per l'"indirizzo manageriale. L'Università Europea di Roma offre un master in "Architettura, arti sacre e liturgia" (1.500 ore a €. 2.500) e l'Ateneo San Pio V di Roma ne svolge uno in "Traduzione e adattamento delle opere audiovisive e multimediali per il doppiaggio e sottotitolaggio" il cui quantitativo di ore non è specificato nel sito dell'Università, mentre è chiaro il prezzo: €. 4.000.
L'Università Kore di Enna propone invece il master per "Esperti in pratiche filosofiche e programmazione didattica transdisciplinare" («220 ore in presenza più lezioni a distanza», a €. 1.200). Questo per le Università private, ma anche le università le pubbliche non scherzano quanto a fantasia. Per esempio quella di Parma propone un master di secondo livello in "Medicina termale" e "Operatore ambientale per il tempo libero"; quella di Pisa offre "Etologia degli animali di affezione" (380 ore a €. 2.500), mentre quella di Siena "Le rotte del gusto, esperti in turismo gastronomico e in comunicazione massmediatica di culture culinarie e prodotti di nicchia" (durata 16 mesi e costo € 4.000).
Quali sono a parer suo i requisiti che dovrebbe possedere un master "serio" sia pubblico che privato?
Prof. S.C.: Oggi i master si presentano come prodotti in esposizione sulle scaffalature di un supermercato dotati di confezioni accattivanti, prezzi per vari target di clienti, nomi di imprese sponsor ammiccanti e presenze di docenti che spesso sono professori blasonati o esponenti di aziende che forse "potrebbero" anche assumere i "masterizzati". Ma chi controlla la serietà di questi master, la loro consistenza formativa, la reale partecipazione alle attività didattiche di quegli accademici blasonati che figurano nei loro organici? Per non parlare della qualificazione di tanti professionisti chiamati come "docenti a contratto" che poi si fregiano sulla loro carta intestata del titolo di «professore dell'università XY» per farsi pagare parcelle più alte nelle loro ordinarie prestazioni professionali... Che valore ha un master se nessuno ne certifica la qualità ed il corretto svolgimento?
Al Ministero dell'Università (nonché alla Guardia di Finanza ed all'Autorità giudiziaria) è mai venuto il sospetto che nell'alluvione di master che ha sommerso l'Italia ve ne sia una parte costituita da iniziative finalizzate solo a consentire ai loro organizzatori di incamerare denaro?
Lei cosa consiglia ai suoi studenti che sono interessati a fare un master?
Prof. S.C.: Io consiglio loro di studiare meglio e di più nell'università ed evitare di iscriversi a dei master. Almeno sino a quando questi corsi non saranno corredati da una seria certificazione di qualità rilasciata da soggetti attendibili. E' vero che si esce deboli dalle università ma non è certo con un master che si sopperisce alle lacune di una formazione carente acquisita nell'università. E non si deve per forza pagare migliaia di euro per sperare di farsi notare da qualche impresa coinvolta nell'organizzazione di un master per avere una chance in più ed ottenere un colloquio di lavoro.
Qual è la soluzione?
Prof. S.C.: C'è bisogno di una vera riforma del sistema universitario. L'università era malata prima del varo del Decreto legislativo 509 del 1999 e quest'ultimo come i provvedimenti del ministro Moratti hanno aggravato la malattia che i proclami del nuovo ministro non hanno sino ad ora minimamente lenito.
Master vero
Io ho seguito il Master in Architettura Arti Sacre e Liturgia ed è stato 1) Utilissimo, 2) Fenomenale, 3) Origanizzatissimo, 4) Perfetto.
Forse ci vorrebbe un altro master in "Non fare di tutte le erbe un fascio" oppure "Non fsare di tutte le erbe un falso".
Saluti.
master basati sul niente..
E pensare che io mi sono iscritta a un master solo per approfondire e conoscere... già lavoro, e anche bene... il master in questione è basato su un metodo, ancora in corso d'opera,sul quale non ci sono testi... inoltre è interamente basato su una disciplina nella quale io non sono formata e quindi...vi lascio immaginare cosa posso aver colto.. viaggio per frequentarlo.. e ho già speso 5000 euro... per fortuna è in conclusione... che dire, l'università è la nostra formazione più importante, ma per quanto mi riguarda era una maratona per dare tutti gli esami in tempo... e così ciò che rimane non è molto...pensiamo di risolvere rifugiandoci in un master, ma poi...Buona serata
master truffa
salve!mi chiamo Giovanna e sono ''vittima''di un master truffa.Mi sono iscritta nel dicembre del 2008 ad un master storia,cultura,turismo in area mediterranea,indetto a Marsala.Ho pagato 4.000 euro.Dalla prima lezione mi sono accorta della carenza delle lezioni e dell'organizzazione,ho deciso di ritirarmi.Non ho frequentato piu',mi sono rivolta ad un legale ,ma ancora non mi hanno risarcito della somma versata,e forse non mi risarciranno mai.
La truffa dei master
Riguardo ai master e al loro proliferare sono d'accordo così come con la necessità di fare una verifica seria, con indicatori adeguati,sia dei master offerti che dei corsi offerti dalle varie Facoltà/Università. Come i prodotti contraffatti minano l'economia così (e anche più) la pessima offerta didattica mina la fiducia nell'importanza della conoscenza tra i giovani. Concordo con il consiglio, comunque, di studiare meglio durante i corsi universitari.
Falsi anche in Politica?
Non è difficile rintracciarli,ritengo, partendo soprattutto dal loro profilo culturale e professionale (avvocati a parte).
Secondo voi un radiotecnico per corrispondenza,ministro, quale attendibilità può offrire?
Potrebbe essere un esempio di "falso", a meno che non sia un Genio...