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Libri di testo: e l'assistente universitario si trasforma in "ghost writer"

Parla Daniele, "assistente di fatto" al Dams di Roma Tre: un suo lavoro di ricerca è diventato parte integrante di un libro poi firmato dal professore per cui lavora. "Il prof ha scritto l'introduzione, però ci ha citati come autori dei capitoli"

di Matteo Scarlino 8 maggio 2008
Studenti Magazine - la rivista degli Studenti!Laureato al Dams di Roma Tre, Daniele (nome di fantasia) è uno dei tanti “assistenti” non riconosciuti dalla facoltà e dalla Legge, ma su cui i professori tanto fanno affidamento per le proprie attività, dalla didattica, alla stesura dei libri di nuova pubblicazione. Daniele ci ha raccontato qual è stata la sua esperienza con il professore con cui tuttora collabora e del quale anche per questo non vuole fare il nome.

Daniele, come hai cominciato la tua collaborazione con la cattedra?

Ho fatto la tesi con quel professore. E' uno dei più influenti in facoltà e l'argomento che mi ha proposto era parecchio interessante, diverso da quello della triennale, ma per me molto stimolante.

E come sono andati i mesi della tesi?

Molto bene. Con lui ho instaurato un rapporto molto positivo: mancava solo che ci dessimo del tu. E' stato in quei mesi che mi ha chiesto di dargli una mano agli esami. Così mi sono ritrovato ad interrogare quelli che fino a qualche settimana prima erano dei miei compagni di corso.

La discussione com'è andata?
Ho ottenuto il massimo dei voti.

E poi?
Il professore mi ha fatto un discorso molto chiaro. Mi ha detto che lui teneva alla mia collaborazione alla cattedra, ma che non c'erano i fondi per darmi un compenso. Mi promise però che avrebbe provato ad aiutarmi, sfruttando i suoi tanti contatti con l'esterno. Fu quasi naturale proseguire il percorso iniziato con lui.

Quindi hai approfondito le tematiche della tua tesi?

No. Insieme ad un'altra neolaureata mi è stato affidato un altro progetto che mi ha portato parecchie volte fuori Roma per esperienze dirette sul campo. Abbiamo osservato e riportato un caso estremamente interessante relativo al tema che ci era stato dato da affrontare.

Questo progetto è poi stato oggetto del libro?

Non esattamente, o meglio non esclusivamente. Diciamo che è diventato un capitolo di questo libro, uno dei sette del testo.

Gli altri li ha scritti il professore?
No. La sua cattedra ha tanti collaboratori e ognuno ha firmato un capitolo.

Anche gli altri erano come te “volontari”?
Non tutti. Dei sette che hanno collaborato al libro, tre erano suoi assistenti ufficiali. Altri sono stati piazzati in fondazioni, associazioni, società, aziende in cui il Prof. ha in qualche modo contatti. Io e la mia compagna di avventure siamo gli ultimi arrivati e siamo in attesa anche noi di una “sistemazione”.

Arriverà?
Dalla mia laurea è passato ormai un anno e le promesse si rinnovano di mese in mese, di incontro in incontro. Sono fiducioso perchè visti i precedenti con gli altri collaboratori ho tutti i motivi per esserlo.

Tornando al libro, il professore in poche parole pur firmandolo non ha scritto una sola riga, ho capito bene?
Ha scritto l'introduzione. E' stato un po' il collante di tutto il progetto.

Quindi vi ha seguito?
A noi ultimi arrivati sì. I più esperti sono andati più per conto loro.

Resta però il fatto che ha firmato un libro scritto da altri.
Noi siamo stati comunque citati come autori dei diversi capitoli.

Quindi hai percepito qualcosa per la tua opera?

No, niente. Da parte mia spero che il mio compenso sia l'avverarsi delle sue promesse
.
Pensi di poter collaborare ad altri progetti con la cattedra, magari anche dopo la “sistemazione”?
Spero di sì. Al di là di quello che sembra, questo progetto è stato molto stimolante.

Testi d'esame e conflitti di interesse: quando i professori adottano i propri libri

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