Laureato
al Dams di Roma Tre, Daniele (nome di fantasia) è uno dei
tanti “assistenti” non riconosciuti dalla
facoltà e dalla Legge, ma su cui i professori
tanto fanno affidamento per le proprie attività, dalla
didattica, alla stesura dei libri di nuova pubblicazione. Daniele
ci
ha raccontato qual è stata la sua esperienza con il
professore con cui tuttora collabora e del quale anche per
questo non vuole fare il nome.
Daniele, come hai cominciato la tua collaborazione con la cattedra?
Ho fatto la tesi con quel professore. E' uno dei più
influenti in facoltà e l'argomento che mi ha proposto era
parecchio interessante, diverso da quello della triennale, ma per me
molto stimolante.
E come sono andati i mesi della tesi?
Molto bene. Con lui ho instaurato un rapporto molto positivo: mancava
solo che ci dessimo del tu. E' stato in quei mesi che mi ha chiesto di
dargli una mano agli esami. Così mi sono ritrovato ad
interrogare quelli che fino a qualche settimana prima erano dei miei
compagni di corso.
La discussione com'è andata?
Ho ottenuto il massimo dei voti.
E poi?
Il professore mi ha fatto un discorso molto chiaro. Mi ha detto che lui
teneva alla mia collaborazione alla cattedra, ma che non c'erano i
fondi per darmi un compenso. Mi promise però che avrebbe
provato ad aiutarmi, sfruttando i suoi tanti contatti con l'esterno. Fu
quasi naturale proseguire il percorso iniziato con lui.
Quindi hai approfondito le tematiche della tua tesi?
No. Insieme ad un'altra neolaureata mi è stato affidato un
altro progetto che mi ha portato parecchie volte fuori Roma per
esperienze dirette sul campo. Abbiamo osservato e riportato un caso
estremamente interessante relativo al tema che ci era stato dato da
affrontare.
Questo progetto è poi stato oggetto del libro?
Non esattamente, o meglio non esclusivamente. Diciamo che è
diventato un capitolo di questo libro, uno dei sette del testo.
Gli altri li ha scritti il professore?
No. La sua cattedra ha tanti collaboratori e ognuno ha firmato un
capitolo.
Anche gli altri erano come te
“volontari”?
Non tutti. Dei sette che hanno collaborato al libro, tre erano suoi
assistenti ufficiali. Altri sono stati piazzati in fondazioni,
associazioni, società, aziende in cui il Prof. ha in qualche
modo contatti. Io e la mia compagna di avventure siamo gli ultimi
arrivati e siamo in attesa anche noi di una
“sistemazione”.
Arriverà?
Dalla mia laurea è passato ormai un anno e le promesse si
rinnovano di mese in mese, di incontro in incontro. Sono fiducioso
perchè visti i precedenti con gli altri collaboratori ho
tutti i motivi per esserlo.
Tornando al libro, il professore in poche parole pur
firmandolo non ha scritto una sola riga, ho capito bene?
Ha scritto l'introduzione. E' stato un po' il collante di tutto il
progetto.
Quindi vi ha seguito?
A noi ultimi arrivati sì. I più esperti sono
andati più per conto loro.
Resta però il fatto che ha firmato un
libro scritto
da altri.
Noi siamo stati comunque citati come autori dei diversi capitoli.
Quindi hai percepito qualcosa per la tua opera?
No, niente. Da parte mia spero che il mio compenso sia l'avverarsi
delle sue promesse
.
Pensi di poter collaborare ad altri progetti con la
cattedra, magari anche dopo la “sistemazione”?
Spero di sì. Al di là di quello che sembra,
questo progetto è stato molto stimolante.
Testi d'esame e conflitti di interesse: quando
i professori adottano i propri libri