La
conferma viene direttamente dagli investigatori privati che,
interpellati da Studenti Magazine,
confermano un business in netta crescita. “Sì,
c'è un forte aumento della domanda di indagini sui
fuorisede da parte dei genitori”, ci racconta Miriam
Tomponzi, titolare dell'omonima agenzia investigativa.
“E' una tendenza degli ultimi 3-4 anni, con una richiesta
quadruplicata rispetto al passato. Del resto basta accendere la tv per
vedere ogni giorno scene di cronaca con protagonisti giovani e
giovanissimi. E' normale che un genitore si impaurisca di fronte a tale
situazione e, quando non può stare al fianco del figlio in
prima persona, si rivolge a qualcuno che possa controllarlo per lui.
Inoltre molti genitori hanno capito che il fai da te non funziona e che
anzi può essere controproducente”. Sulla stessa
linea anche Salvatore Currenti, titolare della
“Currenti investigazioni” di Pavia,
città piena di studenti fuorisede, che aggiunge: “dopo
quel che è successo a Perugia un anno fa la richiesta
è sicuramente aumentata. I genitori temono che
episodi del genere possano ripetersi ed hanno ancor più
paura perchè non sanno cosa fanno i propri figli lontano da
casa”.
Prevenire per risparmiare
A vincere è un po' la logica del prevenire è
meglio che curare. “Non hanno paura che non
studino, ma che si droghino, che frequentino brutte compagnie o che in
generale prendano una cattiva strada”, sostiene
Currenti. E se i genitori hanno paura, il mercato delle agenzie
investigative si adegua, sviluppando sempre più spesso
settori ad hoc del proprio business. Così è ormai
abitudine vedere, accanto ai classici spionaggio aziendale e alle
indagine per infedeltà matrimoniali, anche il cosidetto
“controllo giovani”. Per rendersene conto basta
scandagliare i vari siti internet di queste agenzie. Curiosa, ed in
qualche modo esemplificativa di questa tendenza, è il
messaggio che si legge sul sito della Aldo Pirri
investigazioni. “Prevenire significa risparmiare
molto ed evita problemi futuri con la legge e nel lavoro. Hai
dubbi sulle amicizie e sulle persone che frequentano i tuoi figli?
Ricordati che la droga e la delinquenza sono pronte ad approfittare
della debolezza dei giovani: prevenire è meglio
che curare”.
Sospetti quasi sempre confermati
Le bugie dei ragazzi però spesso sono anche più
banali, ma, forse anche per questo, più sconcertanti. Sono
infatti tanti, come confermano sia la Tomponzi che Currenti, gli
interventi richiesti per scoprire se un ragazzo mente sugli esami
universitari. “Una volta – racconta Currenti
– abbiamo scoperto un ragazzo che per i genitori
era prossimo alla laurea e che in realtà non aveva dato
neanche un esame. Chiaramente non è il problema
principale che ci viene chiesto di risolvere, ma esiste”.
Nella maggior parte dei casi quando un genitore si rivolge ad
un investigatore quasi sempre poi si scopre qualcosa di negativo.
Spiega Miriam Tomponzi: “purtroppo i genitori oggi sono
assenti nella vita dei ragazzi e si svegliano quando la frittata
è già fatta. Noi interveniamo in quel momento e
quasi sempre purtroppo dobbiamo solo confermare ai genitori quelli che
erano i sospetti che li hanno portati a rivolgersi a noi”.
Le tecniche
Per un business in crescita, c'è anche un know how, delle
tecniche, sempre più sviluppate che consentono ai
professionisti del settore di ottenere i risultati per cui sono
ingaggiati. E se la Tomponzi ci spiega che “il suo
è un know how speciale, frutto di anni e anni di studi e di
affinamento delle tecniche”, ma non ci rivela niente dei suoi
metodi, Currenti racconta di “metodi assolutamente
leciti, certificati e autorizzati dalla Prefettura. Essendo
il target però piuttosto particolare, è normale
che nei locali è consigliabile mandarci dei collaboratori
più giovani (debitamente formati), che non destino sospetti,
piuttosto che quelli un po' più in là con gli
anni”. Chiaramente non si tratta di tecniche improvvisate,
anche perchè l'ambito è piuttosto delicato.
Esiste infatti un regolamento codificato dalle singole prefetture,
oltre ovviamente a leggi che tutelano la privacy del cittadino,
circoscrivendo nello stesso tempo, l'ambito d'intervento investigativo.
“La nostra prima regola è quella di non
violare mai i principi della privacy e tutti i nostri modi
operandi devono attenersi a questa regola base”, spiega
Miriam Tomponzi, che continua: “noi arriviamo ad avvalerci
anche di psicologi proprio perchè l'ambito dei giovani e dei
ragazzi è particolarmente delicato e per capire determinate
dinamiche il supporto di operatori specializzati è
fondamentale”.
I prezzi
La codifica delle tecniche non è l'unica cosa che bisogna
dichiarare alla prefettura. Infatti il professionismo in questa
professione passa anche per un tariffario certo, che si basa su servizi
e orari precisi. “Nella nostra professione molti si
improvvisano investigatori”, spiega Currenti. “In
realtà bisogna essere autorizzati dalla prefettura. In molti
si nascondono dietro a generiche società di servizi, ma non
hanno alcuna licenza e praticano prezzi stracciati ed offrono un
servizio che non sempre è all'altezza. Per portare
a termine un servizio di investigazione medio nell'ambito del controllo
giovani occorrono mediamente 3-4 giorni, per una spesa di 1000/1500 euro”.
In base al tariffario nazionale, per un'ora di servizio occorrono tra i
35 e i 70 euro, spese escluse. C'è però anche la
possibilità di prezzi forfettari che possono ridurre i
prezzi dei servizi.
Leggi l'inchiesta di Studenti Magazine sulle bugie che gli studenti
raccontano ai genitori.