Per capire come i ragazzi, maggiorenni e minorenni, entrano in possesso di sostanze stupefacenti, abbiamo parlato con uno spacciatore che ci ha svelato i meccanismi dell'ingranaggio con risvolti molto interessanti. Se da un lato il consumo esiste anche nelle superiori, qui è soprattutto esterno perché il controllo è maggiore, all'Università invece il fumo è più libero. Ecco come arriva la droga ai ragazzi.
C'è differenza tra l'uso di droghe fatto dai ragazzi che vanno a scuola e quelli che sono all'Università? Sì, ed è soprattutto economica. I ragazzi che vanno alle superiori, essendo piccoli e non avendo la possibilità di lavorare, vivono con i soldi che gli danno i genitori. Quindi vanno a “investire” quei 10, 20 euro che, al di fuori del contesto scolastico, possono essere per acidi che generalmente usano nei rave o nei festini mentre, all'interno della scuola, è più facile trovare il fumo o l'erba. Di marjuana se ne trova di meno perché costa di più al grammo ed è più difficile trovarla, mentre l'hashish è più economico, è più facile trovarlo e quindi è più diffuso. Con 15 o 20 euro quanto fumo si prende? Sono pezzi standard. Con 10 euro ci si fanno al massimo 3 0 4 canne, in linea di massima 2.
E gli universitari? È un discorso differente. Chi va all'Università ha una situazione economica differente: ha dietro una famiglia che gli paga gli studi e la vita o lavora, per cui ha più soldi rispetto alla paghetta di un minorenne. Inoltre, sono più grandi quindi non si accontentano più solo della canna, cercano nuovi stimoli che possono trovare nella cocaina. 0,6 grammi si trovano a 50 euro, magari con 80 euro si prendono un grammo e, se lo moltiplichi per le quattro settimane del mese, si arriva a una spesa di 320 euro al mese circa, per cui o sei un “figlio di papà” o hai un lavoro o la cocaina non te la puoi permettere. L'uso predominante all'Università qual è? È difficile dirlo, perché dipende dal tipo di persona, dalla disponibilità economica.
Le droghe entrano nelle scuole? Se sì, come? Non c'è una grossa organizzazione così come si può immaginare, non c'è interesse a entrare a scuola. Chi vende in grandi quantità lo vende a chi poi lo piazza: persone che ne fanno grande uso o che hanno tanti amici che fumano. Tra questi sicuramente ci sono studenti che hanno la disponibilità per andarlo a prendere in grande quantità. Questo vuol dire che prendendone grandi quantità si abbattono i costi e poi quella persona lo va a rivendere con un rincaro del 50% in più.
Quindi lo spacciatore non entra a scuola? Non ha interesse a entrare dentro una scuola, ma ha i contatti con gli studenti che ne fanno uso. Nelle scuole sono gli studenti stessi che ne fanno uso a portarlo dentro. Lo studente che ne fa uso, innanzitutto ha il “vizio”, pagarlo diventa difficile e per trovare i soldi per a comprarlo per sé lo rivende agli amici di scuola a un prezzo più alto rispetto a quello a cui l'ha comprato. In questo modo arriva a prenderlo praticamente gratis per sé e ha anche un guadagno in più per farsi il telefono nuovo, comprarsi la catenina, uscire con la ragazza, andare in discoteca, insomma per divertirsi. Quindi, uno che non è iscritto in una determinata scuola non ci entra, non gli interessa. Si vende in altri contesti esterni alla scuola, poi è lo studente a portarlo dentro. E nelle Università? Il giro è sempre lo stesso. Gli amici te li porti dalle superiori e comunque le amicizie te le crei, soprattutto se devi vendere. Anche qui, non c'è interesse da parte dello spacciatore a entrare nell'Università, perché il contatto con lo studente che fuma c'è all'esterno. Poi, lo studente, per gli stessi motivi di quello delle superiori, comincia a crearsi le amicizie tra chi fuma. É una tecnica. Va in cortile prepara una canna e la fa girare, una, due volte, fino a mandarli sotto (creargli il desiderio di farne ancora ndr.). Si manda sotto la persona regalandoglielo e poi quella ti cerca perché ne vuole ancora.
Che tipi sono i ragazzi che conosci che ne fanno uso: vengono da famiglie e situazioni disagiate o sono di buona famiglia e senza problemi? Di tutti i tipi. Quello disagiato, a volte, per uscire dalla sua condizione si mette a “spingere” (spacciare ndr.), ma lo fa anche quello di buona famiglia. Anzi, quello che viene da famiglie facoltose è più facile che abbia il vizio perché se lo può permettere. L'uso non dipende dalla classe sociale, ma da quanto “stai sotto” (da quanto sei dipendente ndr.) per la droga e soprattutto dipende dal tipo di droga. Chi usa la cocaina sta sotto, non ha più il concetto della realtà, ne diventi schiavo e quando manca cresce la rabbia. Anche il fumo comunque dà dipendenza, già se lo usi per un mese di seguito, quando smetti hai la crisi e ti viene tanta rabbia.
Quanto uso di sostanze stupefacenti fanno i ragazzi? Dipende. Chi si fa, per esempio 5 canne al giorno tende a prenderne in quantità maggiori per abbattere i costi. Prendono la “tavoletta” o la “palla” (forme in cui l'hashish viene venduto ndr.) e poi lo smistano o se sono un gruppo di amici che ne fa uso, fanno un unico acquisto che poi dividono così lo pagano meno. Oppure ne comprano 100 euro e ci si fanno una quarantina di canne. Chi ne compra 100 euro lo compra ogni due settimane per una media di 4 o 5 canne al giorno.
Che differenza c'è nell'uso che ne fanno i minorenni e i maggiorenni? I minorenni tendono a “sfasciarsi”, lo prendono per il week end, non per un uso regolare e lo fumano in comitiva o durante la ricreazione. L'universitario ne prende di più perché è più libero, spesso vivono da soli e non sono controllati, all'Università se stai in cortile nessuno controlla cosa fumi, a scuola invece c'è il bidello ad ogni piano, i minorenni sono più controllati.