Quali sono i punti cardine che portano avanti alle elezioni studentesche i vostri candidati?
La meritocrazia, sia a livello della classe docente, sia studentesco. Una maggiore trasparenza nella selezione dei docenti, ma al tempo stesso vorremmo che ci fosse una maggior selezione all'interno del percorso di studi per permettere di arrivare alla laurea solo ai bravi e volenterosi. La qualità della didattica è legata al discorso della meritocrazia, ma anche l'efficienza: ci sono troppi sprechi, i soldi degli studenti vengono spesi inutilmente. Più dell'85% dei fondi che arrivano alle aziende per il diritto allo studio viene speso per mantenere le aziende stesse, solo il resto in servizi.
Quali sono i 3 più grandi problemi dell'Università?
Sono sintetizzabili nelle proposte che portiamo avanti e di cui ho parlato. Inoltre, un altro punto è che la maggior parte degli Atenei sfora il tetto del 20 % rispetto ai fondi di stanziamento ordinario per le tasse studentesche. Queste per legge dovrebbero essere entro il 20% dei bilanci dell'Ateneo e in realtà in molti sforano e quindi le tasse sono troppo alte.
Punti di forza invece?
Sai che non mi vengono in mente? Sicuramente ci sono delle ottime risorse umane, che non dipendono tanto dall'Università, ma dalle singole persone.
Cosa pensi dell'Onda?
L'Onda non è mai esistita, nel senso che è esistito un momento particolarissimo in cui ai collettivi si è unito l'interesse della classe baronale e accademica che ha spinto e trascinato in piazza tutto questo, compreso gli studenti, tanti e in buona fede, che andavano all'Università e il professore li portava in piazza a fare lezione. Da qui tutto questo marasma. Quando poi è emerso che insieme all'Onda si parlava anche del lato oscuro dell'Università, ovvero degli sprechi e dei concorsi truccati, elementi emersi fortemente in quei giorni, la classe accademica ha abbandonato il movimento che si è sgonfiato in un secondo.
Cosa condividi nella loro contestazione?
In generale, noi siamo d'accordo che servano più fondi per l'Università. Però chiediamo anche che vengano spesi meglio, finché non si risolve il problema degli sprechi, dare più soldi non servirebbe a migliorare le Università.
Qual è il tuo punto di vista sui recenti scontri tra Azione Universitaria e i ragazzi dei collettivi?
Ovviamente, la mia è una visione di parte. Non si tratta di scontri, nel senso che negli ultimi anni non è mai successo che a un'azione dei collettivi si siano presentati quelli di AU per impedirlo o disturbarlo, perché da parte nostra c'è la convinzione che la libertà di espressione sia sacrosanta, che sia di destra o sinistra. Questo non si può dire a parte invertite perché, soprattutto negli ultimi periodi, appena qualcuno di noi distribuisce volantini o raccoglie firme, quelli dei collettivi vanno a impedirlo. Per me, possono fare tutte le iniziative che vogliono, per loro non è così. In merito, ai recenti fatti accaduti a Scienze Politiche a Roma Tre, noi abbiamo chiaramente detto che stiamo cercando di capire come sono andate le cose. La versione dei ragazzi di AU è che sono stati aggrediti mentre davano dei volantini, per il famigerato armadietto (quello in cui sono state ritrovate catene e manifesti inneggianti alla destra estrema Ndr.) se fosse vero, noi saremmo i primi a cacciarli dal movimento perché quello mostrato in quell'armadietto è incompatibile con i nostri valori. AU non ha mai portato in piazza con spranghe e catene, a volto coperto o ha aggredito qualcuno.
Pensi che nelle scuole e soprattutto nelle Università si stia alimentando un clima di tensione?
Ad alimentare il clima di tensione hanno interesse solo quelle frange estreme, da una parte e dall'altra, che non hanno a che vedere con chi si occupa di problemi studenteschi. Come quelli del Blocco Studentesco per l'estrema destra e quelli dei collettivi per la sinistra estrema.
Che legami avete con i movimenti più radicali?
Tranne alcuni casi sporadici e limitati, non esistono movimenti di estrema destra nelle Università italiane. Ogni tanto ci provano ma svaniscono immediatamente, perché noi di AU abbiamo una forza e un radicamento tale che non rimane spazio alla nostra destra. Riguardo al Blocco Studentesco la pensiamo come per i collettivi, possono manifestare le loro idee, se sono pacifiche. Io, spesso non le condivido e non condivido il loro modo di fare politica, ma finché non danneggiano gli altri studenti e non sono violenti per me vale il principio che chiunque può manifestare la sua idea. Nel loro caso, oltre alle idee, credo che sia sbagliato anche il loro modo di approccio, infatti non riescono ad avere grandi consensi.
In cosa, a tuo avviso, Azione Universitaria, si differenzia dai suoi avversari politici?
Sicuramente per le idee. Per l'idea che abbiamo del rapporto che l'Università dovrebbe avere coi privati. Dalla sinistra questo viene visto come la fine dell'Università, invece per noi il rapporto coi privati potrebbe portare maggiori sbocchi lavorativi e ridare fiato all'Università. Siamo diversi anche nella prassi politica, nel radicamento nel territorio, per risolvere i problemi degli studenti e nello stare, a prescindere, dalla parte degli studenti. AU non scenderà mai in piazza per difendere presidi e baroni.