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Prof che non usano il Pc? "In pensione!"

Il Professor Corrado de Francesco insegna nuovi media a Reggio Emilia e da ottobre 2007 ha aperto un blog "per coinvolgere gli studenti, dare visibilità al loro impegno e socializzare le conoscenze"

a cura di Sergio Cardella

Il Professor Corrado de Francesco insegna Nuovi media e Editoria multimediale alla facoltà di Scienze della comunicazione e dell’economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia (sede di Reggio Emilia). Da esperto e appassionato del web ha deciso di creare un blog personale, http://cordef.wordpress.com/ , dove afferma: "Dal 2001 tutto quello che ho scritto ha avuto come obiettivo l’aumento degli information skills degli studenti universitari, Questo blog mi sembra la naturale evoluzione di quanto ho fatto sinora: trasferire conoscenze utili usando la tecnologia disponibile"

Professor de Francesco, quali sono le possibilità del web 2.0 applicate alla formazione, allo studio e al "tutoraggio" degli studenti?

I blog sono uno strumento straordinario per coinvolgere gli studenti, dare visibilità al loro impegno e socializzare le conoscenze.  Ho aperto un blog a metà ottobre 2007 >>> cordef.wordpress.com e sono molto soddisfatto dei risultati sia in termini di visite che di commenti. I Wiki mi incuriosiscono molto e da sempre promuovo Wikipedia ma per la didattica preferisco testi "firmati" ai testi "cooperativi".

Crede che l'Università Italiana sia pronta per proporre una vera e propria didattica "a distanza"? Quanti professori sanno come si crea un blog o più semplicemente si manda una mail? Non sarebbe l'ora di soppiantare le estenuanti e inutili file in segreteria?

L'università a distanza è sempre esistita in Italia: la maggior parte degli studenti considera da sempre la frequenza un optional. Il problema è fare in modo che gli studenti siano motivati a frequentare.  Vedo corsi a distanza basati su slide fitte di testo e su video di soporifere lezioni in cui si vede un tipo/a parlare stando seduto. Ne ho appena seguito uno (obbligatorio) sul tema della "sicurezza sul lavoro": un'esperienza istruttiva per capire come funzionano corsi FAD da noi e totalmente inutile per aumentare la sicurezza sul lavoro. Dio mi scampi dai corsi a distanza fatti così: a insegnare in aula mi diverto e gli studenti sembrano apprezzare. Ho segnalato il blog ai miei colleghi e ne ho cantato le lodi. L'impressione generale è che molti siano incuriositi ma temano la "perdita di tempo". Per esperienza diretta un blog aggiornato quotidianamente e che non sia un semplice diario personale richiede più di un'ora al giorno. Diciamo 500-600 ore all'anno. Quanti docenti sono disposti a investire così tanto tempo in un sussidio didattico? Pochini >>> http://cordef.wordpress.com/2007/11/29/i-corsi-universitari-e-i-blog/

La questione delle mail ai docenti potrebbe essere il tema di una tesi di laurea che misuri:

- la risposta
- il tempo di risposta
- la congruenza della risposta
- la charezza e correttezza del testo di risposta
- la presenza di coordinate del docente (tel. ecc.)
- l'oggetto, ecc.

Per i problemi di segreteria molto potrebbe essere fatto in forma di blog FAQ: le FAQ in forma di semplice elenco senza commento servono poco. Le segreterie, spesso, usano e-mail e word processor in modo parziale e limitato. Difficile però cambiare qualcosa in luoghi di lavoro caratterizzati da assenza di incentivi e sanzioni.

Lei cosa racconta e cosa insegna tramite il blog ai suoi studenti? E loro cosa le chiedono?

Seleziono notizie, novità e materiali che possono essere utili e interessanti. La domenica il post riguarda la montagna. Evito di usare il blog come un diario e faccio in modo che  non ci sia continuità tra un post e la'ltro. La continuità viene  creata tramite le categorie dei miei post: Produttività, Università, Didattica, Tesi e tesine, Hardware e software, La passioner si sente, ecc. Invito gli studenti a inviare commenti e i commenti arrivano >>> http://cordef.wordpress.com/2007/12/28/i-commenti-degli-studenti/. Spesso pongo esplicite domande e le risposte diventano per me un ulteriore elemento di valutazione

Domanda antipatica: non pensa che con gli appuntini da scaricare, tesine e non più tesi scopiazzate dal web, dispense e non più libri, e troppi esami a risposta chiusa (quiz), si rischia di perdere una delle vere utilità dello studio universitario, cioè la capacità di decodifica e rielaborazione orale di un testo? Il rapporto "face 2 face" con il docente verrà soppiantato da sterili quiz e da libri digitali?

Dipende: io leggo le tesi e tesine degli studenti e ho la presunzione di accorgermi se sono copiate >>> http://cordef.wordpress.com/2007/12/30/tanto-il-prof-non-legge/ Per quanto riguarda i libri: un libro cartaceo scritto per motivi concorsuali e poi imposto agli studenti per autogratificarsi  non dà nessuna garanzia in più rispetto ad un testo elettronico. Trovo bizzarro insegnare i nuovi media usando la carta. E' per questo motivo che a suo tempo avevo scritto un e-book per i miei corsi >>> Testi e nuovi media (e-book pdf) >> http://www.apogeonline.com/ebook/88-503-1028-5/scheda e' per lo stesso motivo che oggi uso un blog.

Di testi digitali che meritino di essere chiamati e-book in giro ne vedo pochini mentre vedo terabyte di file pdf fatti con i piedi e contenenti "slide appunti". I quiz a risposte multiple sono una autentica buffonata: da tre anni ho eliminato gli esami scritti e faccio solo esami orali. Verifico il saper fare degli studenti tramite i file che gli stessi devono preparare per gli esami e al momento dell'esame facendogli usare pc e web. Controindicazioni? Sì: fare esami in questo modo richiede un sacco di tempo rispetto ai quizzini ma così capisco davvero chi ho di fronte.

Nel suo blog racconta che il 95% delle piccole aziende americane non ha un blog e poi invece esalta spesso le capacità delle università Usa di proporre didattica all'avanguardia. Avere un blog non fa businness o gli atenei non danno davvero il buon esempio?

Le migliori università USA  ammettono il 10% degli studenti che fanno domanda, gli studenti sono  "i primi della classe", la frequenza è obbligatoria, i docenti sono stimolati e valutati,  il rapporto  studenti/docenti è spesso inferiore a 10, ci sono i teaching assistant, ecc. ecc. Da sempre le università USA investono pesantemente in informatica e i risultati si vedono: siti, guide dello studente, sillabi, risorse varie. I blog però richiedono un intervento diretto e continuo del singolo docente e non tutti, anche là, sono così disposti a socializzare quanto sanno. In più il blog è uno strumento nuovo che richiede che chi lo usa sappia davvero sfruttare la logica dei link e delle categorie.  Si impara in fretta ma bisogna avere voglia di farlo.

Un consiglio ai suoi colleghi professori e uno agli studenti meno avvezzi all'uso del Pc:

Ai docenti che non usano il PC e il web e magari se ne vantano direi solo "vai in pensione". Agli studenti direi "se non impari non potrai mai andare in pensione": comprati un portatile e usalo!

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