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"Se le cose non cambiano, in tanti andranno via": uno studente sulla ricostruzione

"C'è angoscia, ma anche tanta tenacia. E manca la vita che gli studenti portavano nel centro storico". Ecco l'intervista ad Armando Coia, rappresentante degli studenti di Economia all'Università dell'Aquila. Ad un anno dal terribile terremoto che ha colpito l'Abruzzo, ecco cosa sta succedendo tra gli studenti dell'ateneo aquilano che hanno deciso di non abbandonare la Regione e di continuare a studiare nella stessa facoltà senza chiedere il trasferimento ad un altro ateneo italiano

di andrea maggiolo 22 marzo 2010
noncrolloArmando Coia è uno dei rappresentanti degli studenti di Economia all'Università dell'Aquila. Dopo aver sentito il punto di vista di Giovanni De Gasperis, che all'università insegna, ecco il punto di vista di uno studente sulla realtà dell'Aquila a un anno dal terremoto. "C'è angoscia ma anche tanta tenacia", ci racconta. ". E sulle prospettive future: "Sarà più duro studiare a l'Aquila nei prossimi anni.. lo splendido centro storico, in cui vivevano la maggioranza degli studenti, non c'è più e con esso la tanta vita che gli studenti portavano". E il pendolarismo pesa, ogni giorno di più. Ecco l'intervista completa.

Il 70 % delle strutture dell'Università dopo il sisma era inagibile. I tempi promessi dal governo per la ricostruzione saranno rispettati?
Delle vecchie strutture la priorità è la ricostruzione in centro e su questo ci sono seri dubbi, non solo per quel che riguarda le sedi universitarie.

Si sono iscritti 23.000 studenti per quest'anno accademico, una variazione minima rispetto ai 23.000 dell'anno passato. Che ne pensi?

E' un dato fortemente falsato dall'esensione delle tasse. Il numero delle seconde lauree e delle persone con una elevata età è molto grande.

La mancata apertuta della casa dello studente di Casale Marinangeli, pronta da anni. Quale è il tuo pensiero?
Casale Marinangeli potrebbe ospitare al massimo quaranta studenti; non cambierebbe di molto la situazione.

Il centro storico è immobile (la rimozione delle macerie è iniziata appena adesso). La "rivolta delle carriole" può essere un punto di partenza per dare un vero futuro al centro storico?

La "rivolta delle carriole" ha aiutato a smascherare il fatto che la ricostruzione in centro storico non è affatto iniziata e i nuovi quartieri non hanno nemmeno dato la risposta abitativa di cui la città ha bisogno.

L'Università dell'Aquila ha reso gratuita per tre anni l'iscrizione: è una misura sufficente o serve ben altro per ripartire?
E' un valido aiuto, ma l'Università dell'Aquila per avere un futuro ha bisogno di un serio ridisegno dell'offerta formativa, invece, in molte facoltà, si continuano solo a difendere piccole rendite di potere.

Per tantissimi studenti e insegnanti che vivevano nel centro storico è inizita una vita di pendolarismo da Avezzano, Scoppito, Montereale, Capitignano, Torimparte. Come vivono questa nuova realtà?
Gli studenti hanno capito le difficoltà degli aquilani e per quest'anno si stanno sacrificando. Ma se non cambierà qualcosa, l'anno prossimo ci saranno ancora moltissimi trasferimenti verso altri atenei.

Si sente la mancanza di luoghi di aggregazione (mense, biblioteche, ecc.). Sarebbe stato utile destinare almeno due o tre MAP a queste esigenze?

C'è la mancanza, soprattutto in alcune facoltà, per esempio quella di Lettere e Filosofia, di servizi minimi, come mense e biblioteche, ma non è certo una soluzione utilizzare delle palazzine del Progetto Case. Per quanto riguarda invece i luoghi di aggregazione è un problema fortemente sentito; anche per questo problema è fondamentale la riapertura del centro storico.

L'offerta formativa quali variazioni sostanziali ha subito dopo la tragedia? Lo sforzo dei docenti, visto da lontano, appare encomiabile. Giusi Pitari, prorettrice dell'Università dell'Aquila sostiene che "il ministro Gelmini ci ha sostenuto in tutti i modi". Si sente questo sostegno nella vita quotidiana d'ateneo?
I cambiamenti nell'offerta formativa sono proseguiti secondo i progetti pre-sisma e questo è stato un grave errore. Lo sforzo del ministero è stato eccezionale.

La facoltà di Ingegneria di Roio, solo per fare un esempio, è inagibile. Quale sarà il suo futuro?
La facoltà di Ingegneria sarà ricostruita con i fondi del Rotary Club, ma secondo me è assurdo che si torni a Roio in un posto fortemente periferico. Invece oggi è nel cuore della "nuova città".

La morte di 55 studenti ha profondamente colpito l'opinione pubblica e il mondo della politica. Le istituzioni fanno sentire il loro concreto apporto o dopo tante parole sono stati in pochi a "rimboccarsi" le maniche?
L'istituzione che ha più competenze e che quindi poteva fare di più è la Regione Abruzzo, che invece secondo me è stata completamente assente.

Il corpo docente è rimasto quello del pre-terremoto o sono stati necessari dei tagli?
E' rimasto lo stesso.

Le tre aziende per il diritto agli studi universitari (Adsu) abruzzesi, compresa l'Adsu dell'università dell'Aquila, che ha il compito di costruire e gestire le case dello studente, sono state commissariate. Come giudichi questa politica di gestione della ricostruzione?
L'Adsu fa quel che può ma essendo un ente regionale necessita di fondi regionali, che sono molto scarsi. Invece sarebbe stato necessario un fondo straordinario per il nostro ateneo.

Che valore aggiunto in senso sia simbolico che formativo può avere per uno studente conseguire la laurea all'ateneo dell'Aquila di qui in avanti? Cosa si sente di dire ai fuorisede che sono tentati dall'idea di andare a terminare gli studi in un'altra città?
Sicuramente sarà più duro studiare a l'Aquila nei prossimi anni. Lo splendido centro storico, in cui vivevano la maggioranza degli studenti, non c'è più e con esso la tanta vita che gli studenti portavano.

La candidatura della città alle Universiadi del 2017 potrà dare nuovo slancio alla città?
Non saranno certo le Universiadi a fare dell'Aquila una grande università.

Quale è lo stato d'animo oggi tra gli studenti dell'Aquila?
A volte c'è angoscia per i disagi che ci sono, ma c'è anche una grande tenacia.

Chi vuole aiutare concretamente gli studenti dell'Università dell'Aquila, cosa può fare?
Denunciare la condizione di pendoralismo a cui sono stati costretti gli studenti.

Link utili
Intervista a Giovanni De Gasperis, docente all'Università dell'Aquila

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