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E li chiamano ancora assistenti..

Sono aumentati con la Riforma Moratti in maniera proporzionale con il potere dei Baroni che li sfruttano a scapito degli studenti

di Matteo Scarlino 27 ottobre 2006

Senza gli assistenti l’università si fermerebbe. Ha ormai raggiunto livelli elevatissimi il ricorso a personale universitario precario per tamponare le falle dell’intero sistema. Una situazione in cui determinante è lo smisurato potere dei cosiddetti Baroni. E dire che la riforma Moratti prometteva di diminuirne la forza. “Sono stati colpiti i vantaggi dei quali hanno goduto certi professori fino ad ora”, dichiarava l’ex ministro e attuale sindaco di Milano all’approvazione della sua riforma. In realtà è accaduto l’esatto contrario.

La legge
Quelli che comunemente vengono chiamati dagli studenti assistenti possono in realtà appartenere a diverse categorie. Si può infatti trattare di borsisti, assegnisti, cultori della materia, dottorandi o tutor. Quest’ultima figura è stata quella introdotta dalla riforma Moratti. Per la nomina di tutte queste figure c’è direttamente o indirettamente la mano dei Baroni.

Come abbiamo visto nel caso di Cagliari per diventare cultore della materia basta ingraziarsi il professore nel periodo della tesi. Questa figura non è retribuita, ma può aspirare a vincere una borsa o un assegno di ricerca. La legge dice inoltre che i cultori della materia possono interrogare all’esame. A richiedere nuove borse o assegni è lo stesso professore.

Diverso è il discorso per i Dottorandi, i quali però teoricamente non potrebbero né  insegnare, né interrogare agli esami. A disciplinarne (si fa per dire) le mansioni c’è la legge 210/98. Nell’art.4 comma 8 si legge: “le università possono affidare ai dottorandi di ricerca una limitata attività didattica sussidiaria o integrativa (…) La collaborazione didattica è facoltativa, senza oneri per il bilancio dello Stato e non dà luogo a diritti in ordine all'accesso ai ruoli delle università”.

Il potere del Barone è scritto in quel “limitata attività didattica sussidiaria o integrativa”, mentre è pura presa in giro la libertà di scelta del dottorando. Da un lato infatti decidere cosa voglia dire limitata spetta all’Università e quindi anche ai Baroni, che sarebbero tenuti a registrare l’attività dei propri dottorandi su un registro. In pochi però lo fanno. Inoltre con l’introduzione della figura del Tutor, i dottorandi sono sottoposti ad ulteriore minaccia da parte del professore. Ad assegnare il tutoraggio (attività retribuita) sono i professori che spesso assegnano tali mansioni a borsisti, assegnisti e dottorandi di “fiducia”. Si capisce bene che quella che la legge chiama collaborazione facoltativa, diventa per i dottorandi obbligatoria per poter accedere ai pochi soldi in più offerti da un assegno da tutor.

I dati
Il peso di questo fenomeno è dato dalle cifre. Sono 37.000 i dottorandi in Italia e l’Adi (associazione dottorandi italiani) stima che tra assegnisti, cultori della materia, borsisti e tutor, siano almeno altre 30.000 le figure precarie dell’Università (il Miur non le censisce). Anche gli studenti hanno ben presente il peso di questo personale visto che un’inchiesta condotta da Studenti.it ha rivelato che per il 71,2% degli studenti ci sono troppi pochi professori. L’ultimo esame è stato sostenuto dal 84,3% dei ragazzi con assistenti o personaggi di cui non si sapeva bene la provenienza. Almeno per la tesi i professori sembrano impegnarsi un po’ di più visto seguono i laureandi nel 42,3% dei casi. Nel 41,8% invece sono assistenti a fare da guida ai tesisti, mentre il restante 15,9% è seguito da gente esterna alla cattedra.

Tutto questo va a far scadere la formazione universitaria. L’83,4% degli interpellati ritiene insufficiente le lezioni tenute dagli assistenti. Fra questi il 33,6 ritiene che la colpa sia della mancanza di metodo. In tutto ciò però non si considera che la stessa formazione dei dottorandi viene compromessa. Le ore impiegate nella didattica, vengono infatti sottratte alla ricerca.

Inchiesta tratta dal 2 °numero di StudentiMagazine, il free press universitario di Studenti.it

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Commenti

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Cibus giovedì, 17 maggio 2007

Non tutto quel che non luccica non è oro

Nella mia esperienza in università posso assicurare che non sono pochi i casi nei quali i collaboratori erano decisamente migliori dei docenti, persone magari preparatissime e di successo in ambito extra universitario, ma non adatti all'insegnamento. Se non ho ancora abbandonato gli studi lo devo proprio ad alcuni assistenti che hanno saputo far amare materia e mestiere(purtroppo non sono tutti così). Dimenticavo: studio economia aziendale..
Purtroppo da quanto leggo da me è un'isola felice o meglio l'eccezione che conferma la regola.

n° 16
Sabry lunedì, 13 novembre 2006

ma chi ha davvero competenze accademiche oggi?

Ma questo articolo alla fine “sostiene” quelli che vengono chiamati assistenti o no??
Io dico la mia: io vedo le cose dall'interno in quanto frequento l'università e sono abbastanza introdotta nell'ambiente, ma questo a volte mi fa diventare matta in quanto mi arrivano voci veramente aberranti.. è vero, gli assistenti sono sempre di più, ma quanti realmente se lo meritano o hanno le capacità? Pochi, davvero pochi.. e poi in quale senso assistono i docenti? addirittura alcuni lo diventano quando il giorno prima erano ancora semplici e sconosciuti studenti e magari avevano ridato esami più e più volte perchè proprio non riuscivano a passare.. chissà perchè fanno “carriera” così in fretta.. io dico solo una cosa, non chiamiamo professori quelli che non lo sono, sarebbe un'offesa per i veri professori con la P maiuscola.. e di quelli ce ne sono davvero pochi.. di quelli che amano davvero il loro lavoro e che ti trasmettono qualcosa quando fanno lezione o esprimono un parere, di quelli sì, ce ne sono pochi pochi pochi..
questa non è una critica, è solo la realtà dei fatti..
Ciao a tutti

n° 15
Monica lunedì, 13 novembre 2006

Re: ma chi ha davvero competenze accademiche oggi?

Ti quoto in pieno. Il livello sta scadendo sempre di piu'. E poi tutti questi pseudo assistenti si credono pure bravi e pensano di essere chissa' cosa.


> Ma questo articolo alla fine “sostiene” quelli che
> vengono chiamati assistenti o no??
> Io dico la mia: io vedo le cose dall'interno in
> quanto frequento l'università e sono abbastanza
> introdotta nell'ambiente, ma questo a volte mi fa
> diventare matta in quanto mi arrivano voci
> veramente aberranti.. è vero, gli assistenti sono
> sempre di più, ma quanti realmente se lo meritano o
> hanno le capacità? Pochi, davvero pochi.. e poi in
> quale senso assistono i docenti? addirittura alcuni
> lo diventano quando il giorno prima erano ancora
> semplici e sconosciuti studenti e magari avevano
> ridato esami più e più volte perchè proprio non
> riuscivano a passare.. chissà perchè fanno
> “carriera” così in fretta.. io dico solo una cosa,
> non chiamiamo professori quelli che non lo sono,
> sarebbe un'offesa per i veri professori con la P
> maiuscola.. e di quelli ce ne sono davvero pochi..
> di quelli che amano davvero il loro lavoro e che ti
> trasmettono qualcosa quando fanno lezione o
> esprimono un parere, di quelli sì, ce ne sono
> pochi pochi pochi..
> questa non è una critica, è solo la realtà dei
> fatti..
> Ciao a tutti
>

Claudio giovedì, 9 novembre 2006

Chiarimento

Vorrei capire bene le differenza tra studenti assistenti, borsisti, assegnisti, cultori della materia, dottorandi e tutor. Nella mia univ. una ragazza tiene un corso in un insegnamento e contemporaneamente! segue con me le lezioni di un altro insegnamento!!!!
Prima di leggere sto articolo pensavo fosse impossibile invece è normale?

n° 14
docente venerdì, 10 novembre 2006

Re: Chiarimento

- L'assistente è una figura che non esiste;
- i borsisti e gli assegnisti sono di norma, figure precarie che hanno concluso il dottorato di ricerca e continuano a lavorare nella prospettiva di diventare ricercatori;
- i dottorandi sono laureati che frequentano il corso di dottorato di ricerca (di norma triennale) e che quindi lavorano con un professore per lo svolgimento di attività di ricerca;
- i cultori della materia sono dei laureati che sono stati nominati da un Consiglio di Facoltà su proposta di un professore: possono far parte delle commissioni d'esame e, di norma, non percepiscono uno stipendio ma solo un gettone simbolico;

- l'attività di tutor di norma viene svolta dai dottorandi, dai cultori oppure (in casi rari) da docenti universitari.

Comunque, le uniche figure di ruolo che operano nelle Università sono:
-RICERCATORI
-ASSOCIATI
-ORDINARI

Quando avete un dubbio potete collegarvi al sito www.miur.it, andare su "professori e ricercatori" poi "organico" ed inserire il cognome del docente di cui volete avere notizie: se non compare nell'organico vuol dire che non è un accademico, ossia non è nei ruoli del Ministero dell'Università



> Vorrei capire bene le differenza tra studenti
> assistenti, borsisti, assegnisti, cultori della
> materia, dottorandi e tutor. Nella mia univ. una
> ragazza tiene un corso in un insegnamento e
> contemporaneamente! segue con me le lezioni di un
> altro insegnamento!!!!
> Prima di leggere sto articolo pensavo fosse
> impossibile invece è normale?

Tesista mercoledì, 8 novembre 2006

Chi segue la vostra tesi?

La realtà è davvero allarmante. Io sto per laurearmi e indovinate chi sta seguendo la mia tesi? Un mio ex-compagno di corso che si è laureato l'anno scorso. Non metto in dubbio la sue competenze, anzi è una persona in gamba. Tuttavia credo che una tesi, come tante altre mansioni, spetti al professore, che invece puntualmente se ne infischia delegando ai "collaboratori" il suo lavoro.

n° 13
zen giovedì, 9 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

io mi sono da poco laureata....e tutta la preparazione della mia tesi è stata seguita unicamente da una giovane assistente del prof.E' una ragazza preparata,in gamba..ma non credo che sia conveniente che arrivati alla seduta di laurea il prof sappia a mala pena cosa hai trattato nel tuo elaborato e quanta fatica hai fatto per cercare di fare un buon lavoro....,visto che non ti hai seguito di persona.Per fortuna ne sono cmq uscita molto bene,ma avrei voluto un pò più di considerazione da parte del mio relatore!!!

Valentina giovedì, 9 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

Io mi laureo lunedì e la mia tesi oltre a nn essere stata seguita dal prof nn è stata seguita nemmeno dagli assistenti, im poche parole se ne infischiano e io mi sono dovuta fare tutto da sola, lui si è limitato a dirmi che devo fare un discroso di 7minuti!!!
Quindi guarda nn ti preoccupare c'è sempre di peggio!

Marco giovedì, 9 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

Beh io ho fatto la tesi in totale solitudine e ho detto al prof (visto 3 volte) il voto che mi serviva ricevere, e che ho ricevuto credo senza lui nemmeno leggesse il mio lavoro.

E per la triennale nella mia uni nn era nemmeno prevista la discussione :D

Come risultato la mia tesi è stata una cosa del tutto insignificante ma io mi sono sbattuto anche molto poco. Inoltre ho potuto spendere il mio tempo a finire gli esami e preparare il trasloco via dall'italia per un master all'estero ^_^
E il prof mi ha pure scritto una raccomandazione per la nuova uni, per me è un grande!

Un altra info. Nella mia uni italiana i prof si beccavano (credo) 500 euro a tesista che seguivano. Colle tesine invece nn si beccano una lira in più.


Ciao
Marco

Fabio mercoledì, 8 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

ciao io mi sono lauraeto il mese scorso e per quanto riguarda la stesura della tesi ho dovuto arrangiarmi a farmela... purtroppo la prof, era spesso assente e quando c'era non dava indicazioni o le dava in maniera scorretta... Fatto sta che alla discussione non sapeva una mazza di quello che avevo scritto e abbiamo parlato di cose totalmente differenti.... Che degrado in certi settori universitari...

sunius martedì, 14 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

> ciao!io sto per laurearmi, la seduta è fissata per dicembre...e il mio prof, OVVIAMENTE, non ha la benchè minima idea di quello che ho scritto. se ne è fregato altamente,non mi ha mai risposto a una e-mail,e ho dovuto fare tutto da sola!è UN'INGIUSTIZIA! spero solo che la discussione non riservi sorprese....

isabella mercoledì, 15 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

>> ciao!io sto per laurearmi, la seduta è fissata
>per dicembre...e il mio prof, OVVIAMENTE, non ha la
>benchè minima idea di quello che ho scritto. se ne
>è fregato altamente,non mi ha mai risposto a una
>e-mail,e ho dovuto fare tutto da sola!è
>UN'INGIUSTIZIA! spero solo che la discussione non
>riservi sorprese....

Ciao, anche io sto scrivendo la tesi ma io devo fare ancora un esame... la mia data è fissata a febbraio... cmq io sono seguita da un assistente con cui ho litigato all'esame perchè la proff mi aveva messo trenta e lui nn voleva confermarlo per un suo puntiglio... ma dato che per loro siamo solo numeri di matricola.... ovviamente nn si ricordano neanche le nostre facce!!!
cmq.... almeno ho un argomento che mi appassiona!!!

ape giovedì, 9 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

Confermo, anche per me è stato così, in nove mesi di lavoro alla tesi ho parlato con la prof solo tre volte: per chiederle di seguirmi, per avere un consiglio durante il lavoro (consiglio che non mi è stato dato: mi ha suggerito di andare avanti per la mia strada e vedere che cosa veniva fuori! Ma grazie...) e per sapere a che ora fosse la mia laurea... lei non rispondeva alle mail, a ricevimento NON C'ERA MAI e quando le ho portato la tesi finita mi ha perfino detto di NON AVER VOGLIA di leggerla durante l'estate... (alla fine l'ha fatto, ma...!). Così la persona che mi ha seguita di più è un professore di tutt'altra facoltà, che per giunta insegna una materia diversa da quella in cui mi sono laureata e che incontro qualche volta in biblioteca... fate voi!

Franco giovedì, 9 novembre 2006

Re: Chi segue la vostra tesi?

> Confermo, anche per me è stato così, in nove mesi
> di lavoro alla tesi ho parlato con la prof solo tre
> volte: per chiederle di seguirmi, per avere un
> consiglio durante il lavoro (consiglio che non mi è
> stato dato: mi ha suggerito di andare avanti per la
> mia strada e vedere che cosa veniva fuori! Ma
> grazie...) e per sapere a che ora fosse la mia
> laurea... lei non rispondeva alle mail, a
> ricevimento NON C'ERA MAI e quando le ho portato la
> tesi finita mi ha perfino detto di NON AVER VOGLIA
> di leggerla durante l'estate... (alla fine l'ha
> fatto, ma...!). Così la persona che mi ha seguita
> di più è un professore di tutt'altra facoltà, che
> per giunta insegna una materia diversa da quella in
> cui mi sono laureata e che incontro qualche volta
> in biblioteca... fate voi!

Irene mercoledì, 8 novembre 2006

più cultura e meno lamentele

Che l'università sia ridotta male è assodato. Collaboro ormai da 3 anni ad un corso di ingegneria a Catania, pur non essendo ancora laureata, retribuita e non. Trovo che la figura del tutor sia molto importante, e non perchè è il ruolo che ricopro, ma perchè ritengo che nessuno meglio di uno studente possa interpretare appieno le esigenze di un altro studente. Fermo restando che ciascuno deve avere la possibilità di interagire direttamente col proprio docente. Non mi arrogo conoscenze che non ho, nè fingo di sapere. Sono una studentessa. E se sono all'università è per imparare. Ma mi rendo conto anche di quanto facile sia lamentarsi. Allora, se cercate un suggerimento su come cambiare le cose, bene, vi dico questo: mettetevi in competizione (sana) studiando e facendo valere due lire quelli che chiamate "gli incapaci" che avete davanti (anche a 4 occhi) con le competenze che da soli riuscite ad acquisire. L'università deve essere cultura. Non lamentela e chiacchericcio. E se ci arrendiamo noi...povero mondo....

n° 12
alex mercoledì, 8 novembre 2006

Re: più cultura e meno lamentele

sai qual'e' il vero problema...che quasi nessun tutor prende il lavoro seriamente come fai tu...la maggior parte lo fa per non so bene quale motivo ma di certo non per aiutare gli studenti...
quindi capisco benissimo ìl tuo punto di vista pero', purtroppo, la maggior parte degli assistenti si culla in una stupida saccenza e arroganza!



> Che l'università sia ridotta male è assodato.
> Collaboro ormai da 3 anni ad un corso di ingegneria
> a Catania, pur non essendo ancora laureata,

> retribuita e non. Trovo che la figura del tutor sia
> molto importante, e non perchè è il ruolo che
> ricopro, ma perchè ritengo che nessuno meglio di
> uno studente possa interpretare appieno le esigenze
> di un altro studente. Fermo restando che ciascuno
> deve avere la possibilità di interagire
> direttamente col proprio docente. Non mi arrogo
> conoscenze che non ho, nè fingo di sapere. Sono una
> studentessa. E se sono all'università è per
> imparare. Ma mi rendo conto anche di quanto facile
> sia lamentarsi. Allora, se cercate un suggerimento
> su come cambiare le cose, bene, vi dico questo:
> mettetevi in competizione (sana) studiando e
> facendo valere due lire quelli che chiamate "gli
> incapaci" che avete davanti (anche a 4 occhi) con
> le competenze che da soli riuscite ad acquisire.
> L'università deve essere cultura. Non lamentela e
> chiacchericcio. E se ci arrendiamo noi...povero
> mondo....

monica sabato, 11 novembre 2006

Re: più cultura e meno lamentele

O anche perche' vogliono qualcosa... Leggete il caso di Cagliari... orrore


> sai qual'e' il vero problema...che quasi nessun
> tutor prende il lavoro seriamente come fai tu...la
> maggior parte lo fa per non so bene quale motivo ma
> di certo non per aiutare gli studenti...
> quindi capisco benissimo ìl tuo punto di vista
> pero', purtroppo, la maggior parte degli assistenti
> si culla in una stupida saccenza e arroganza!

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