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Me la compri, papà? Inchiesta tra i fuorisede

Aumentano gli studenti fuorisede che invece di andare in affitto decidono di comprare una casa nella città dove studiano. Ma cosa c'è dietro il mercato degli affitti?

di Matteo Scarlino 17 settembre 2008

fuorisedeSfigato, squattrinato, intento a staccare i bigliettini degli affitti dalle bacheche universitarie. Disegnare lo stereotipo dello studente fuorisede è cosa assai semplice: quasi mai si sbaglia e quasi sempre, almeno a settembre, si ha per un giorno una prima pagina pronta.
Eppure gli stereotipi a volte cambiano, almeno in parte, figli dei tempi ed in questo caso di un'evidente convenienza economica. E così capita che il povero studente fuorisede si trasformi da sfigato in furbetto, ovvero da inquilino ideale da sfruttare a proprietario speculatore tra i proprietari speculatori.
E' in aumento la percentuale degli studenti che invece di prendere un alloggio in affitto, convincono mamma e papà a comprare casa. Lo evidenzia anche una nostra indagine svolta sui forum di Studenti.it dove 4 studenti su 100, su un campione di 1300 intervenuti, hanno dichiarato di avere una casa di proprietà nella propria città di studi.

Gli esperti confermano
“Molte famiglie, soprattutto dal Mezzogiorno”, spiega Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi Tecnocasa, “optano per l’acquisto piuttosto che per la locazione di un immobile o di un posto letto in condivisione con altri studenti. Questo avviene in particolare quando si ha più di un figlio che studia lontano da casa il che comporterebbe il pagamento di due o più canoni di locazione. In questo caso si preferisce comprare e farli vivere insieme”.
Sulla stessa lunghezza d'onda c'è Guido Lodigiani, responsabile ufficio studi di Gabetti. “Il trend è senza dubbio questo e vale soprattutto per quelle città più grandi, Milano e Roma, dove molti studenti pensano di restare anche dopo gli studi per lavorare”.

Matematica alla mano
Anche gli studenti che in realtà non possono permettersi l'acquisto appaiono consci della convenienza, nonché del potenziale investimento che l'acquisto di una casa può costituire. A spiegarlo, con parole se vogliamo crude è Carlo, un laureando a Roma Tre. “Matematica alla mano, se io spendo 300.000 euro per comprare una casa e ci metto un ragazzo che mi paga l'altra singola a 500 euro, con quei 500 euro ci pago il mutuo ed io non pagherei l'affitto ed avrei solo le spese universitarie classiche. Al termine dei 5 anni, la casa sarà passato come minimo a 310.000 euro. I 10.000 euro non sono guadagnati, ma di sicuro ci ho guadagnato di più rispetto ai vari investimenti che posso fare e soprattutto ho risparmiato sui 5 anni di università”.
Sul discorso investimento Pirovano di Gabetti però è più cauto. “Per l'andamento attuale del mercato una casa diventa un investimento solo sul lungo periodo. Ora come ora, per scorgere significativi aumenti di prezzo bisogna aspettare 4-5 anni. In questo senso noi consigliamo sempre l'acquisto a persone che hanno un minimo di prospettiva di stanzialità in quella città”.

Non è tutto oro ...
Abbiamo voluto testare la tendenza descritta da numeri e studi, scendendo sul campo e parlando con un agente immobiliare della zona Roma Nord, zona vicina alla Luiss, ma ben collegata anche con la Sapienza. Roberto, nome di fantasia, conferma il trend, ma aggiunge un elemento di non poco conto, soprattutto per quei fuorisede, la maggioranza (il 95% secondo la nostra indagine sul forum di studenti.it) che la casa l'affittano. “Chi compra casa punta a pagare il mutuo con gli inquilini a cui affitta. Ovviamente se la rata del mutuo aumenta, dovrà aumentare anche la quota dell'affitto. Considera che gli inquilini di queste case sono tutti in nero (la presenza in casa di uno studente proprietario, trasforma di fatto in ospiti gli altri inquilini) e quindi non hanno un contratto che li tutela e li protegge contro gli aumenti”. Così da potenziale vittima lo studente diventa il carnefice.
Uno dei tanti.

L'Italian Dream: fare soldi, fittando case
In Italia affittare casa ai fuorisede conviene. I guadagni sono altissimi, i costi bassissimi e le leggi attuali non fanno correre rischi particolarmente grossi.
Ma perchè proprio gli studenti fuorisede sono visti come una categoria da mungere?

Fuorisede, deboli perchè...
Spesso si sottovaluta come i fuorisede siano da un lato una categoria debole (perchè obbligata a prendere un alloggio lontano dalla casa d'origine) e dall'altro molto appetibile in quanto foraggiata dai propri genitori che un reddito sicuro ce l'hanno. La loro “debolezza” poi viene accresciuta dal fatto che in Italia non si è sviluppata una vera e propria edilizia universitaria. I dati del Miur raccontano di appena 50.000 posti, a fronte del milione e 800 mila studenti universitari.
In pratica si copre appena il 2,7 per cento del totale, quota che colloca il Belpaese in fondo alle classifiche europee. Per avere il polso della situazione, in Gran Bretagna i college servono uno studente su tre, coprendo il 29 per cento della popolazione universitaria. In Francia invece sono al 16 per cento, in Germania al 12, in Spagna all'8 per cento.

Deboli tra i deboli

“Oltre a tutto questo”, aggiunge Laura Mariani, responsabile ufficio studi del Sunia (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari)  “si sottovaluta che l'affitto in condivisione è oggi una modalità obbligata non solo per gli studenti, ma anche per i precari fuorisede (laureati e non), oltre che per il sempre crescente numero di immigrati. Il numero delle case da affittare, nonostante quanto dicano le agenzie, è sempre lo stesso e ciò mette i proprietari di casa in una condizione di inevitabile forza nel momento della contrattazione”. Questi numeri consegnano quindi gli studenti in mano al mercato immobiliare che, specie in tempi di crisi come questi, si fa davvero pochi scrupoli. E certe situazioni arrivano al limite del paradosso. Abbiamo raccolto una serie di segnalazioni ricevute, per un quadro che ha del tragicomico.

“Affitto il vecchio, compro il nuovo”
Di solito se si ha una casa in pieno centro storico difficilmente la si abbandonerebbe. Non la pensano icosì i perugini che hanno consegnato il cuore della loro città agli studenti. “Affitto il vecchio e compro il nuovo. La mia padrona di casa mi ha accolto con queste parole”, racconta Giampiero che a Perugia ci ha studiato, vivendo a ridosso del centro. “C'è una zona, Porta Sole, in cui trovare una casa con dei perugini è un evento. Eppure si tratta di case belle, che seppur vecchie, hanno murature di assoluto rispetto. Per non parlare degli scorci”. Ciononostante i perugini trovano talmente conveniente affittare le proprie case per comprarne di nuove lontano dal centro, che sono pronti a rinunciare a tutti questi “benefit”.
L'aspetto comico sono le lamentele dei perugini (che sono tipiche di città molto universitarie come anche Siena, Bologna o Padova) che lanciano slogan contro i fuorisede al grido di: “Perugia ai perugini”.  

Incetta di case per affittarle

A Roma in zona Tiburtina c'è chi fa manbassa di case. Le segnalazioni giunte sono diverse. A poche fermate di autobus dalla Sapienza le società hanno trovato il loro harem, comprando case da affittare a prezzi fuori mercato agli studenti. Dopo la segnalazione abbiamo preso appuntamento per vedere una di queste case. Un agente immobiliare mostrandoci la casa e credendoci studenti ci racconta. “Come vedete qui stanno facendo ancora dei lavori. Le tre stanze saranno poi arredate tutte con mobili nuovi. La società proprietaria fa sempre così”. Chiediamo di più di questa società. “Qui in zona hanno parecchi appartamenti. Il prezzo è identico per tutti i loro appartamenti, ovvero 1300 euro. Sai loro si possono permettere anche di non affittarlo. Per questo il loro prezzo è questo e non scendono”. Ci informiamo sugli aspetti burocratici, ovvero a chi dovremmo pagare l'affitto e chi si occupa di manutenzione e quant'altro. “Di questo non c'è da preoccuparsi. La società paga una segretaria per occuparsi proprio di tutto questo: riscossione, manutenzione e tutti i problemi che si possono presentare. Per tutto ci si può rivolgere a lei”. Un business in piena regola quindi. Che sia quello della speculazione immobiliare il nuovo “italian dream” lo dimostrano anche alcuni casi di cronaca che non vedono protagonisti mega società o “furbetti del quartierino”, ma comuni pensionati o dei classicissimi inquilini Aler (Azienda per L'Edilizia Residenziale).

Insospettabili furbetti
A Bologna ad esempio è stata scovata una nonna di 84 anni che aveva 15 case affittate in nero, alcune a studenti, alcune ad immigrati. Il tutto per un danno all'erario di 50 mila euro in 5 anni, ma soprattutto affitti fuori mercato per fuorisede per case in zona Bolognina o Arcoveggio.
A Milano, un siciliano era per tutti un povero che viveva, stando a quanto dichiarava, con un reddito pari a 15mila euro l'anno, soglia che gli consentiva di avere un alloggio popolare. Peccato però che in Sicilia avesse altri 10 appartamenti che affittava, ora a studenti ora ad immigrati.

Ma cosa accadrebbe se tutto quello che abbiamo sopra descritto non accadesse? Se ci fosse un numero di alloggi per gli studenti equivalenti alla media europea? Se ci fossero delle leggi che fungano da deterrente alla speculazione sugli affitti? Se i proprietari di casa fossero costretti ad uno standard minimo di vivibilità degli alloggi? Ci sarebbe una situazione di mercato normale, in cui i prezzi degli affitti scenderebbero ed in cui gli studenti avrebbero un minimo di potere contrattuale. Ma siamo in Italia e per tanti la riscossione di un affitto rappresenta uno stipendio. 

Leggi l'intervista a Laura Mariani, responsabile del centro studi del Sunia.

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12
Commenti

marina giovedì, 18 settembre 2008

ognuno a casa propria

in calabria ci sono delle università con il fiore all'occhiello. perchè vengono tutti a Roma??? per fare i loro comodi. e bene che ognuno resta a casa sua, così non ci sono ne sfruttati ne sfruttatori

n° 2
Arianna giovedì, 18 settembre 2008

Re: ognuno a casa propria

in calabria??? università che sono fiore all'occhiello?
mai sentito parlare delle università calabresi, non hanno un nome, non hanno una reputazione, o in ogni caso non positiva. Ho l'impressione che tu abbia un modo di valutare la qualità delle cose estremamente, mmmh, "personale" (= incondivisibile da chi ha un minimo di oggettività in più)

P.S. Che ognuno RESTI a casa sua. Non "resta". Non te l'hanno insegnato questo, nella tua meravigliosa università calabrese?
P.S. Nessuna offesa per i calabresi. Credo che sia un problema comune a tutte le università del mezzogiorno, quella di mancare di servizi e di non poter realmente competere con quelle di Roma e Milano.

de leghistorum coherentia giovedì, 18 settembre 2008

Re: ognuno a casa propria

"L'ampliamento di Malpensa deciso dalla Regione Lombardia è un affare colossale che rischia di far precipitare la vivibilità della zona. A chi non interessano la qualità della vita del cittadino? La salvaguardia dell'ambiente? Il bene sociale? Non interessano a quei partiti che sanno che con Malpensa gonfieranno le loro casse intrallazzando con la speculazione. Nell'interesse del popolo lombardo, la Lega Autonomista si impegna a intervenire perché i megaaeroporti imposti da questa vergognosa classe politica non possano più oltre degradarre l'uomo" (Umberto Bossi, leader della Lega Autonomista Lombarda, "Lombardia Autonomista", 1982. Citato in "Romanzo Padano", di Parenzo e Romano, ed. Sperling & Kupfer in uscita a metà settembre).
"La musica purtroppo non cambia mai per il Nord: schiavi di Roma eravamo e schiavi restiamo. Per questo Malpensa è la madre di tutte le battaglie per noi. E' necessaria una reazione forte a questa nuova violenza dello Stato romano che alza il tiro. Vogliono il Nord in ginocchio, penalizzato e più schiavo. Non bisogna cedere, però. Ora più che mai vogliamo al nostro fianco anche la società civile" (Umberto Bossi, leader della Lega Nord, "La Padania", 27 dicembre 2007).

. giovedì, 18 settembre 2008

Re: ognuno a casa propria

Ma sei normale o la testa la usi solo x tenerci attaccati i capelli, così puoi andare dalla parrucchiera a chiacchierare del ragazzo k si e trombato l attrice??

fibbia sabato, 20 settembre 2008

Re: ognuno a casa propria

mah..beato sarà ql ragazzo che s'è trombato qll attrice.
cmq i parrucchieri nn sono bravi, tagliano i capelli a caso= INCOMPETENTI

fibbia giovedì, 18 settembre 2008

Re: ognuno a casa propria

brava, basta con qst ipocrisia

Silvia mercoledì, 17 settembre 2008

comprare casa?

Comprare casa?

E pensare che io lavoravo durante i week end e d'estate per pagarmi l'affitto dell'appartamento a Milano.....



Se penso che ci sono persone che si fanno comprare casa dal papi mi viene il nervoso.

n° 1
Perchè? venerdì, 19 settembre 2008

Re: comprare casa?

Perchè ti deve venire il nervoso? Tutti i genitori che possono aiutare i figli lo fanno, ciascuno con i mezzi che ha. C'è chi può farlo pagandogli gli studi in un'altra città, c'è chi può permettersi di pagarli all'estero, c'è chi butta i soldi dalla finestra comprandosi borsette firmate e poi fa la spesa al discount e c'è chi magari ha fatto sacrifici tutta la vita per poter comprare una casa al figlio. Non ci vedo nulla di male. Acquistare una casa non è sinonimo di ricchezza. Molti lo fanno con enormi sacrifici.

> Comprare casa?
>
> E pensare che io lavoravo durante i week end e
> d'estate per pagarmi l'affitto dell'appartamento a
> Milano.....
>
>
>
> Se penso che ci sono persone che si fanno comprare
> casa dal papi mi viene il nervoso.

Vincenzo venerdì, 19 settembre 2008

Re: comprare casa?

> Comprare casa?
>
> E pensare che io lavoravo durante i week end e
> d'estate per pagarmi l'affitto dell'appartamento a
> Milano.....
>
>
>
> Se penso che ci sono persone che si fanno comprare
> casa dal papi mi viene il nervoso.


Non vedo per quale motivo tu debba innervosirti...
Io sono uno studente fuorisede che per un anno ha pagato l'affitto in una stamberga a bologna: dividevo la stanza con un altro ragazzo e pagavamo un affitto esorbitante. Senza parlare del freddo e dell'umidità che c'erano d'inverno. Adesso, se sei una studentessa anche tu, avrai già sentito parlare di questi problemi.
Per risolverli abbiamo deciso di comprare casa: non è una cosa che fanno gli snob figli di papà, attenta! Semplicemente ci siamo sccorti che, anzichè pagare un affitto, si poteva pagare un mutuo...
Certamente lo sforzo economico è un pò aumentato... ma per questo dovremmo essere arrabbiati noi, non tu.
Non credere che chi compra casa abbia per forza i soldi... molti piccoli risparmiatori (come noi), che non vogliono letteralmente REGALARE soldi a chi specula sui giovani e sull'istruzione, ricorrono alle banche e si fanno finanziare a lungo termine...

Eartha mercoledì, 17 settembre 2008

Comprare casa

Non vedo l'utilità di comprare una casa solo per evitare di condividere l'affitto con altri studenti, si lavora l'estate e ci si paga la rata e i genitori pagheranno tutto il resto..ma non mi ci vedo proprio a chiedere ai miei di comprarmi la casa.
Non serve a nulla comprare una casa per esempio a Pisa (dove andrò a studiare io) dove non ti trovi bene...ma insomma vivere con gli altri studenti non significa fare feste tutte le sere, si deve studiare se vogliamo laurearci in arco di tempo decente e si impara anche a vivere a ad avere dei compiti ben precisi.
Mi meraviglio dei genitori che lo permettono...

marika mercoledì, 17 settembre 2008

Re: Comprare casa

Secondo me dipende dove vai a vivere e dalla disponibilità economica dei genitori. Innanzittutto, se si va in città grandi come Milano o Roma dove gli affitti sono alti, converrebbe sul LUNGO periodo avere una seconda (piccola)casa di proprietà: non paghi l'affitto, ma il mutuo il che è un qualcosa che alla fine ti fa avere una proprietà (sempre se poi riesci a estinguerlo..). É logico, senza un reddito decente dei genitori non si può fare e lo studente può sempre andare a fare qualche lavoretto come promoter/hostess/steward o altri per mantenersi in ogni caso senza un ulteriore aiuto di mamma e papà.. Logico che se magari non si ha la prospettiva di voler rimanere in quella città, allora non conviene. Ma se già la facoltà è una di 5 anni, pensi di prendere qualche master o di fermarti per fare esperienza in una realtà più grande..allora che ben venga la seconda casa!
Logicamente, mamma e papà permettendo!

luna mercoledì, 17 settembre 2008

Re: Comprare casa

i miei genitori nn navigano nell'oro, ma dati i costi d'affitto mensile che ho speso in questi anni si sono resi conto che se avessimo preso una casa fin dall'inizio i costi nn sarebbero certo stati questi. nn la prendo perchè nn so dove dovrò andare dopo la laurea a lavorare vista la penuria che c'è. ormai ho quasi finito l'università. cmq il fatto è lineare e basta una briciola di esperienza da fuorisede per intuirlo: comprano una casa con 2 o 3 stanze, ogni mese glieli tolgono dallo stipendio ma quei soldi precisis e sicuramente anche di piu, vengono resi mensilmente da chi è in subaffitto.
si il subaffitto è illegale ma via lo fan tutti. e poi ci sono padroni col contratto che tengono case nn a norma, quindi il contratto serve a ben poco.
dov'è in ciò l'essere viziati o quel che ho letto nei 3 commenti a quest'articolo? ma x piacere!!! sicuramente l'han scritto delle matricole che ancora nn han molta esperienza nel settore.

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