Sfigato,
squattrinato, intento a staccare i bigliettini degli affitti dalle
bacheche universitarie. Disegnare lo stereotipo dello
studente fuorisede è cosa assai semplice: quasi
mai si sbaglia e quasi sempre, almeno a settembre, si ha per un giorno
una prima pagina pronta.
Eppure gli stereotipi a volte cambiano, almeno in parte, figli dei
tempi ed in questo caso di un'evidente convenienza economica. E
così capita che il povero studente fuorisede si trasformi da
sfigato in furbetto, ovvero da inquilino ideale da sfruttare a
proprietario speculatore tra i proprietari speculatori.
E' in aumento la percentuale degli studenti che invece di
prendere un alloggio in affitto, convincono mamma e papà a
comprare casa. Lo evidenzia anche una nostra indagine svolta
sui forum di Studenti.it dove 4 studenti su 100, su un campione di 1300
intervenuti, hanno dichiarato di avere una casa di proprietà
nella propria città di studi.
Gli esperti confermano
“Molte famiglie, soprattutto dal Mezzogiorno”,
spiega Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi Tecnocasa,
“optano per l’acquisto piuttosto che per la
locazione di un immobile o di un posto letto in condivisione con altri
studenti. Questo avviene in particolare quando si ha più di
un figlio che studia lontano da casa il che comporterebbe il pagamento
di due o più canoni di locazione. In questo caso si
preferisce comprare e farli vivere insieme”.
Sulla stessa lunghezza d'onda c'è Guido Lodigiani,
responsabile ufficio studi di Gabetti. “Il trend
è senza dubbio questo e vale soprattutto per quelle
città più grandi, Milano e Roma, dove molti
studenti pensano di restare anche dopo gli studi per
lavorare”.
Matematica alla mano
Anche gli studenti che in realtà non possono permettersi
l'acquisto appaiono consci della convenienza, nonché del
potenziale investimento che l'acquisto di una casa può
costituire. A spiegarlo, con parole se vogliamo crude è Carlo,
un laureando a Roma Tre. “Matematica alla mano, se
io spendo 300.000 euro per comprare una casa e ci metto un ragazzo che
mi paga l'altra singola a 500 euro, con quei 500 euro ci pago il mutuo
ed io non pagherei l'affitto ed avrei solo le spese universitarie
classiche. Al termine dei 5 anni, la casa sarà passato come
minimo a 310.000 euro. I 10.000 euro non sono guadagnati, ma di sicuro
ci ho guadagnato di più rispetto ai vari investimenti che
posso fare e soprattutto ho risparmiato sui 5 anni di
università”.
Sul discorso investimento Pirovano di Gabetti però
è più cauto. “Per l'andamento attuale
del mercato una casa diventa un investimento solo sul lungo
periodo. Ora come ora, per scorgere significativi aumenti di
prezzo bisogna aspettare 4-5 anni. In questo senso noi consigliamo
sempre l'acquisto a persone che hanno un minimo di prospettiva di
stanzialità in quella città”.
Non è tutto oro ...
Abbiamo voluto testare la tendenza descritta da numeri e studi,
scendendo sul campo e parlando con un agente immobiliare della zona
Roma Nord, zona vicina alla Luiss, ma ben collegata anche con la
Sapienza. Roberto, nome di fantasia, conferma il trend, ma aggiunge un
elemento di non poco conto, soprattutto per quei fuorisede, la
maggioranza (il 95% secondo la nostra indagine sul forum di
studenti.it) che la casa l'affittano. “Chi compra
casa punta a pagare il mutuo con gli inquilini a cui affitta.
Ovviamente se la rata del mutuo aumenta, dovrà aumentare
anche la quota dell'affitto. Considera che gli inquilini di queste case
sono tutti in nero (la presenza in casa di uno studente proprietario,
trasforma di fatto in ospiti gli altri inquilini) e quindi non hanno un
contratto che li tutela e li protegge contro gli aumenti”.
Così da potenziale vittima lo studente diventa il carnefice.
Uno dei tanti.
L'Italian Dream: fare soldi, fittando case
In Italia affittare casa ai fuorisede conviene. I guadagni sono
altissimi, i costi bassissimi e le leggi attuali non fanno correre
rischi particolarmente grossi.
Ma perchè proprio gli studenti fuorisede sono visti
come una categoria da mungere?
Fuorisede, deboli perchè...
Spesso si sottovaluta come i fuorisede siano da un lato una categoria
debole (perchè obbligata a prendere un alloggio lontano
dalla casa d'origine) e dall'altro molto appetibile in quanto
foraggiata dai propri genitori che un reddito sicuro ce l'hanno. La
loro “debolezza” poi viene accresciuta dal fatto
che in Italia non si è sviluppata una vera e
propria edilizia universitaria. I dati del Miur raccontano di
appena 50.000 posti, a fronte del milione e 800 mila studenti
universitari.
In pratica si copre appena il 2,7 per cento del totale, quota che
colloca il Belpaese in fondo alle classifiche europee. Per avere il
polso della situazione, in Gran Bretagna i college servono uno studente
su tre, coprendo il 29 per cento della popolazione universitaria. In
Francia invece sono al 16 per cento, in Germania al 12, in Spagna all'8
per cento.
Deboli tra i deboli
“Oltre a tutto questo”, aggiunge Laura Mariani,
responsabile ufficio studi del Sunia (Sindacato Nazionale Unitario
Inquilini ed Assegnatari) “si sottovaluta che l'affitto
in condivisione è oggi una modalità obbligata non
solo per gli studenti, ma anche per i precari fuorisede
(laureati e non), oltre che per il sempre crescente numero di
immigrati. Il numero delle case da affittare, nonostante quanto dicano
le agenzie, è sempre lo stesso e ciò mette i
proprietari di casa in una condizione di inevitabile forza nel momento
della contrattazione”. Questi numeri consegnano quindi gli
studenti in mano al mercato immobiliare che, specie in tempi di crisi
come questi, si fa davvero pochi scrupoli. E certe situazioni arrivano
al limite del paradosso. Abbiamo raccolto una serie di segnalazioni
ricevute, per un quadro che ha del tragicomico.
“Affitto il vecchio, compro il nuovo”
Di solito se si ha una casa in pieno centro storico difficilmente la si
abbandonerebbe. Non la pensano icosì i perugini che hanno
consegnato il cuore della loro città agli studenti. “Affitto
il vecchio e compro il nuovo. La mia padrona di casa mi ha accolto con
queste parole”, racconta Giampiero che a Perugia ci
ha studiato, vivendo a ridosso del centro. “C'è
una zona, Porta Sole, in cui trovare una casa con dei perugini
è un evento. Eppure si tratta di case belle, che seppur
vecchie, hanno murature di assoluto rispetto. Per non parlare degli
scorci”. Ciononostante i perugini trovano talmente
conveniente affittare le proprie case per comprarne di nuove lontano
dal centro, che sono pronti a rinunciare a tutti questi
“benefit”.
L'aspetto comico sono le lamentele dei perugini (che sono tipiche di
città molto universitarie come anche Siena, Bologna o
Padova) che lanciano slogan contro i fuorisede al grido di:
“Perugia ai perugini”.
Incetta di case per affittarle
A Roma in zona Tiburtina c'è chi fa manbassa di case. Le
segnalazioni giunte sono diverse. A poche fermate di autobus dalla
Sapienza le società hanno trovato il loro harem,
comprando case da affittare a prezzi fuori mercato agli studenti.
Dopo la segnalazione abbiamo preso appuntamento per vedere una di
queste case. Un agente immobiliare mostrandoci la casa e credendoci
studenti ci racconta. “Come vedete qui stanno facendo ancora
dei lavori. Le tre stanze saranno poi arredate tutte con mobili nuovi.
La società proprietaria fa sempre
così”. Chiediamo di più di questa
società. “Qui in zona hanno parecchi appartamenti.
Il prezzo è identico per tutti i loro appartamenti, ovvero
1300 euro. Sai loro si possono permettere anche di non affittarlo. Per
questo il loro prezzo è questo e non scendono”. Ci
informiamo sugli aspetti burocratici, ovvero a chi dovremmo pagare
l'affitto e chi si occupa di manutenzione e quant'altro. “Di
questo non c'è da preoccuparsi. La società paga
una segretaria per occuparsi proprio di tutto questo: riscossione,
manutenzione e tutti i problemi che si possono presentare. Per tutto ci
si può rivolgere a lei”. Un business in
piena regola quindi. Che sia quello della speculazione
immobiliare il nuovo “italian dream” lo dimostrano
anche alcuni casi di cronaca che non vedono protagonisti mega
società o “furbetti del quartierino”, ma
comuni pensionati o dei classicissimi inquilini Aler (Azienda per
L'Edilizia Residenziale).
Insospettabili furbetti
A Bologna ad esempio è stata scovata una nonna di
84 anni che aveva 15 case affittate in nero, alcune a
studenti, alcune ad immigrati. Il tutto per un danno all'erario di 50
mila euro in 5 anni, ma soprattutto affitti fuori mercato per fuorisede
per case in zona Bolognina o Arcoveggio.
A Milano, un siciliano era per tutti un povero che viveva, stando a
quanto dichiarava, con un reddito pari a 15mila euro l'anno, soglia che
gli consentiva di avere un alloggio popolare. Peccato però
che in Sicilia avesse altri 10 appartamenti che affittava, ora a
studenti ora ad immigrati.
Ma cosa accadrebbe se tutto quello che abbiamo sopra descritto
non accadesse? Se ci fosse un numero di alloggi per gli
studenti equivalenti alla media europea? Se ci fossero delle leggi che
fungano da deterrente alla speculazione sugli affitti? Se i proprietari
di casa fossero costretti ad uno standard minimo di
vivibilità degli alloggi? Ci sarebbe una situazione di
mercato normale, in cui i prezzi degli affitti scenderebbero ed in cui
gli studenti avrebbero un minimo di potere contrattuale. Ma siamo in
Italia e per tanti la riscossione di un affitto rappresenta uno
stipendio.
Leggi l'intervista a Laura Mariani,
responsabile del centro studi del Sunia.
ognuno a casa propria
in calabria ci sono delle università con il fiore all'occhiello. perchè vengono tutti a Roma??? per fare i loro comodi. e bene che ognuno resta a casa sua, così non ci sono ne sfruttati ne sfruttatori
Re: ognuno a casa propria
in calabria??? università che sono fiore all'occhiello?
mai sentito parlare delle università calabresi, non hanno un nome, non hanno una reputazione, o in ogni caso non positiva. Ho l'impressione che tu abbia un modo di valutare la qualità delle cose estremamente, mmmh, "personale" (= incondivisibile da chi ha un minimo di oggettività in più)
P.S. Che ognuno RESTI a casa sua. Non "resta". Non te l'hanno insegnato questo, nella tua meravigliosa università calabrese?
P.S. Nessuna offesa per i calabresi. Credo che sia un problema comune a tutte le università del mezzogiorno, quella di mancare di servizi e di non poter realmente competere con quelle di Roma e Milano.
Re: ognuno a casa propria
"L'ampliamento di Malpensa deciso dalla Regione Lombardia è un affare colossale che rischia di far precipitare la vivibilità della zona. A chi non interessano la qualità della vita del cittadino? La salvaguardia dell'ambiente? Il bene sociale? Non interessano a quei partiti che sanno che con Malpensa gonfieranno le loro casse intrallazzando con la speculazione. Nell'interesse del popolo lombardo, la Lega Autonomista si impegna a intervenire perché i megaaeroporti imposti da questa vergognosa classe politica non possano più oltre degradarre l'uomo" (Umberto Bossi, leader della Lega Autonomista Lombarda, "Lombardia Autonomista", 1982. Citato in "Romanzo Padano", di Parenzo e Romano, ed. Sperling & Kupfer in uscita a metà settembre).
"La musica purtroppo non cambia mai per il Nord: schiavi di Roma eravamo e schiavi restiamo. Per questo Malpensa è la madre di tutte le battaglie per noi. E' necessaria una reazione forte a questa nuova violenza dello Stato romano che alza il tiro. Vogliono il Nord in ginocchio, penalizzato e più schiavo. Non bisogna cedere, però. Ora più che mai vogliamo al nostro fianco anche la società civile" (Umberto Bossi, leader della Lega Nord, "La Padania", 27 dicembre 2007).
Re: ognuno a casa propria
Ma sei normale o la testa la usi solo x tenerci attaccati i capelli, così puoi andare dalla parrucchiera a chiacchierare del ragazzo k si e trombato l attrice??
Re: ognuno a casa propria
mah..beato sarà ql ragazzo che s'è trombato qll attrice.
cmq i parrucchieri nn sono bravi, tagliano i capelli a caso= INCOMPETENTI
Re: ognuno a casa propria
brava, basta con qst ipocrisia
comprare casa?
Comprare casa?
E pensare che io lavoravo durante i week end e d'estate per pagarmi l'affitto dell'appartamento a Milano.....
Se penso che ci sono persone che si fanno comprare casa dal papi mi viene il nervoso.
Re: comprare casa?
Perchè ti deve venire il nervoso? Tutti i genitori che possono aiutare i figli lo fanno, ciascuno con i mezzi che ha. C'è chi può farlo pagandogli gli studi in un'altra città, c'è chi può permettersi di pagarli all'estero, c'è chi butta i soldi dalla finestra comprandosi borsette firmate e poi fa la spesa al discount e c'è chi magari ha fatto sacrifici tutta la vita per poter comprare una casa al figlio. Non ci vedo nulla di male. Acquistare una casa non è sinonimo di ricchezza. Molti lo fanno con enormi sacrifici.
> Comprare casa?
>
> E pensare che io lavoravo durante i week end e
> d'estate per pagarmi l'affitto dell'appartamento a
> Milano.....
>
>
>
> Se penso che ci sono persone che si fanno comprare
> casa dal papi mi viene il nervoso.
Re: comprare casa?
> Comprare casa?
>
> E pensare che io lavoravo durante i week end e
> d'estate per pagarmi l'affitto dell'appartamento a
> Milano.....
>
>
>
> Se penso che ci sono persone che si fanno comprare
> casa dal papi mi viene il nervoso.
Non vedo per quale motivo tu debba innervosirti...
Io sono uno studente fuorisede che per un anno ha pagato l'affitto in una stamberga a bologna: dividevo la stanza con un altro ragazzo e pagavamo un affitto esorbitante. Senza parlare del freddo e dell'umidità che c'erano d'inverno. Adesso, se sei una studentessa anche tu, avrai già sentito parlare di questi problemi.
Per risolverli abbiamo deciso di comprare casa: non è una cosa che fanno gli snob figli di papà, attenta! Semplicemente ci siamo sccorti che, anzichè pagare un affitto, si poteva pagare un mutuo...
Certamente lo sforzo economico è un pò aumentato... ma per questo dovremmo essere arrabbiati noi, non tu.
Non credere che chi compra casa abbia per forza i soldi... molti piccoli risparmiatori (come noi), che non vogliono letteralmente REGALARE soldi a chi specula sui giovani e sull'istruzione, ricorrono alle banche e si fanno finanziare a lungo termine...
Comprare casa
Non vedo l'utilità di comprare una casa solo per evitare di condividere l'affitto con altri studenti, si lavora l'estate e ci si paga la rata e i genitori pagheranno tutto il resto..ma non mi ci vedo proprio a chiedere ai miei di comprarmi la casa.
Non serve a nulla comprare una casa per esempio a Pisa (dove andrò a studiare io) dove non ti trovi bene...ma insomma vivere con gli altri studenti non significa fare feste tutte le sere, si deve studiare se vogliamo laurearci in arco di tempo decente e si impara anche a vivere a ad avere dei compiti ben precisi.
Mi meraviglio dei genitori che lo permettono...
Re: Comprare casa
Secondo me dipende dove vai a vivere e dalla disponibilità economica dei genitori. Innanzittutto, se si va in città grandi come Milano o Roma dove gli affitti sono alti, converrebbe sul LUNGO periodo avere una seconda (piccola)casa di proprietà: non paghi l'affitto, ma il mutuo il che è un qualcosa che alla fine ti fa avere una proprietà (sempre se poi riesci a estinguerlo..). É logico, senza un reddito decente dei genitori non si può fare e lo studente può sempre andare a fare qualche lavoretto come promoter/hostess/steward o altri per mantenersi in ogni caso senza un ulteriore aiuto di mamma e papà.. Logico che se magari non si ha la prospettiva di voler rimanere in quella città, allora non conviene. Ma se già la facoltà è una di 5 anni, pensi di prendere qualche master o di fermarti per fare esperienza in una realtà più grande..allora che ben venga la seconda casa!
Logicamente, mamma e papà permettendo!
Re: Comprare casa
i miei genitori nn navigano nell'oro, ma dati i costi d'affitto mensile che ho speso in questi anni si sono resi conto che se avessimo preso una casa fin dall'inizio i costi nn sarebbero certo stati questi. nn la prendo perchè nn so dove dovrò andare dopo la laurea a lavorare vista la penuria che c'è. ormai ho quasi finito l'università. cmq il fatto è lineare e basta una briciola di esperienza da fuorisede per intuirlo: comprano una casa con 2 o 3 stanze, ogni mese glieli tolgono dallo stipendio ma quei soldi precisis e sicuramente anche di piu, vengono resi mensilmente da chi è in subaffitto.
si il subaffitto è illegale ma via lo fan tutti. e poi ci sono padroni col contratto che tengono case nn a norma, quindi il contratto serve a ben poco.
dov'è in ciò l'essere viziati o quel che ho letto nei 3 commenti a quest'articolo? ma x piacere!!! sicuramente l'han scritto delle matricole che ancora nn han molta esperienza nel settore.