Sei uno studente fuorisede in Lombardia? Raccontaci la tua esperienza. Quanto spendi ogni mese tra affitto e spese varie? Quale è il budget mensile sul quale puoi sempre contare? Ti bastano i soldi che ricevi dalla tua famiglia oppure hai bisogno di lavorare per incrementare le entrate economiche? Se hai deciso di lavorare, quale attività svolgi o che tipo di lavoro stai cercando?
Ecco le testimonianze di studenti fuorisede nelle università della Lombardia.
Elena: "Sono stata un anno fuorisede e abitavo in un pensionato della mia università, ho speso tanti di quei soldi. Per la cena d'inverno e d'estate, visto che era troppo tardi uscire, prendevo da mangiare alle macchinette (spendevo almeno 2 euro ogni sera). Ho fatto veramente fatica a stare lontano da casa, perché mi sono dovuta creare nuove abitudini e non potevo chiedere aiuto a mia madre quando ne avevo bisogno. Per quest'anno ho disdetto la stanza perché le rate sono troppo alte e non voglio mettere sulle spalle dei miei genitori il costo di un'abitazione. Poi ho visto sugli annunci per prendere in affitto una camera a Brescia, ma neanche a parlarne. L'affitto può essere di 200/300 euro (cifra indicativa) però mettici: il mangiare, le spese condominiali se non sono comprese, l'abbonamento del bus, bollette, libri, ecc. Ci sono state certe sere che non ho cenato per risparmiarmi i soldi della colazione e ve lo posso giurare. Poi, scusate, anche se si trova un lavoro part-time o quello che vi pare, quei soldi non basterebbero nemmeno per pagare mezza rata universitaria. Minimo si dovrebbero fare due o tre lavori. Poi il tempo di studiare dove lo si trova? Facendo due conti io spendevo per stare fuori casa, a parte le rate universitarie, 1000 euro al mese e mettendoci pure qualche libro che prendevo per l'università oltre che mangiare e tanto altro. Ora farò avanti indietro da Mantova a Brescia e da Brescia a Mantova e preciso che farò un sacrificio perché io soffro di bus e tutte le volte sto molto male con lo stomaco, ma pazienza perché voglio arrivare a prendere la laurea completa. E io non lavoro per il semplice motivo che non c'è la farei a finire gli studi".
Martina: "Sono siciliana, precisamente provengo dal sud del sud e mi accingo a frequentare il secondo anno alla Statale di Milano. Sono quasi in regola con gli esami (me ne mancano 3 per terminare il primo anno) ed ho lavorato, facendo un part time di 6 ore come call centerista Vodafone, dalla fine delle lezioni (quindi dalla seconda metà di maggio) fino a metà agosto! La paga era più che buona, prendevo in media 900 netti mensilmente (dipendeva dagli straordinari, potevo prendere un po' di più o un po' di meno ma la differenza era al massimo 50-60 euro). Purtroppo durante l'anno non ci si può permettere di lavorare, poichè si entra in facoltà alle 8.30 e si esce alle 18 quando va bene (a meno che ovviamente si facciano dei lavori all'interno dell'uni o serali, ma io impiego la restante parte della giornata per studiare e dormire un minimo). Ho raccimolato un bel po' di soldi sfruttando il periodo in cui non ci sono lezioni e mi sono pagata sia l'aereo per il ritorno a casa, che la prima rata della retta per il secondo anno e il seguente ritorno a Milano. Attualmente ho messo da parte quel che rimane per acquistare i libri che mi serviranno al secondo anno, saldare la retta, pagare le bollette e ho anche organizzato un viaggio (molto low cost) di 5 giorni a Dublino per il ponte dell'Immacolata. I miei genitori ormai da maggio mi pagano soltanto l'affitto, che è in soluzione trimestrale (totale comprensivo di condominio 960 euro, specifico che sono in doppia ma mi trovo in una zona adiacente a corso Buenos Aires... anzi di media si pagano 500 al mese a Milano, dunque ironicamente posso affermare che ho avuto fortuna). La mia è una famiglia monoreddito, composta da 5 persone, quindi è una tipica famiglia della classe media. Avevo già concordato con i miei genitori, prima che andassi a studiare a Milano, il fatto che mi avrebbero dato una cifra fissa mensile come mantenimento (spesa, bollette ecc) quindi mi versavano 350 euro ogni primo del mese. Attualmente ho ridotto la cifra a 250 poichè mi sono fatta carico delle bollette, inoltre ho proposto di pagare la prossima rata dell'affitto a metà dunque mi verseranno soltanto 480. Diciamo che ho alleggerito abbastanza il carico, inoltre posso anche usufruire della borsa di studio che mi è stata erogata in parte. Credo la seconda rata verrà fornita a dicembre e la terza a marzo, ad ogni modo è un totale di 1800 euro quindi non posso lamentarmi. Tirando le somme tra merito (borsa di studio) e lavoro (anche se non per tutto l'anno) sto coprendo le spese universitarie più una parte delle mie spese personali".
Lauretta: "Io sono siciliana e questo è il 3° anno che vivo da fuorisede a Milano. Vorrei essere la portavoce di un'esperienza molto positiva e incoraggiare, chiunque fosse indeciso, a provare... La mia "strategia di sopravvivenza" ha consistito e consiste tutt'oggi in un paio di accorgimenti e piccoli sacrifici. Dunque, l'iscrizione al primo anno è sempre un po' una batosta, considerata la cifra esagerata che viene richiesta (in Statale siamo arrivati a quota 682) e che va pagata a prescindere dalla fascia di reddito alla quale s'appartiene. Premetto che la mia non è affatto una famiglia agiata ed è per questo che ho sempre fatto in modo di riuscire a coprire da sola le spese e non dover far pesare a nessuno "il mio capriccio" di studiare a 1300km di distanza. Bè, per non chiedere i soldi dell'iscrizione, subito dopo il diploma (inizio luglio, praticamente) ho cominciato a lavorare ogni giorno presso un risto-pub in una zona turistica e sono riuscita a mettere da parte i soldi necessari alle tasse e ne sono anche avanzati. Per l'alloggio è stato molto semplice, ho fatto richiesta all'ente convenzionato con la Statale e la Regione Lombardia che eroga borse di studio e posti letto. Grazie al possesso dei requisiti sono riuscita ad avere sia la borsa di studio che l'alloggio gratis in studentato (pagato automaticamente detraendomi parte della borsa), nonchè il tesserino mensa. L'altra quota della borsa mi è stata data in 2 soluzioni (dicembre-giugno). Solitamente non acquisto libri ma li prendo in prestito in biblioteca, quelli che bisogna comprare "per forza" (tipo eserciziari etc etc) vedo di rimediarli di 2° mano e vi posso assicurare che in questo modo ho risparmiato un patrimonio ma le cose le ho apprese lo stesso. Un altro aspetto su cui risparmio è la spesa, ormai lidl eurospin &co. sono praticamente ovunque... e poi la bellissima sensazione di uscire da un supermarket con le buste piene e il portafogli che non piange è impagabile. Per quanto riguarda i mezzi pubblici, qui a Milano uno studente paga un abbonamento mensile da 17 euro. La cifra è ragionevole ma talvolta ci si rende conto di poterne anche fare a meno per un mese... tipo durante le sessioni d'esame o in altri periodi dell'anno. Ogni anno a luglio torno nuovamente in Sicilia per almeno 2 mesi durante i quali lavoro e metto i soldi da parte per poterli utilizzare per le tasse e per la vita quotidiana a Milano. Durante questi 2 anni ho anche avuto il piacere di partecipare alle collaborazioni studentesche indette dall'università; il bello di queste collaborazioni è l'alto rendimento (cioè poco impegno settimanale ma alta ricompensa in denaro), l'unico neo è che si può collaborare solo una volta durante tutto l'anno accademico. Per adesso queste strategie mi sono servite a sopravvivere per ben 2 anni fuorisede e a cominciare l'ultimo anno. Francamente, sconsiglio di trovare lavori part-time quando si è fuorisede. In fin dei conti se si sceglie di frequentare un'università in un'altra regione è perchè si ha voglia di studiare e di finire in fretta, non di perder tempo dietro lavori malpagati (molto spesso) che tolgono qualsiasi voglia di mettersi sui libri. Dopotutto una volta laureti ci toccherà lavorare una vita intera (se ci va "bene"), allora tanto vale godersi questi anni universitari evitandosi questo pensiero".