Andare a studiare lontano da casa per liberarsi dei genitori. Una scelta di libertà per crescere lontano dalla protezione della famiglia, da cui però ci si fa finanziare. Per uno studente su tre la condizione di fuorisede è prima di tutto una fuga dalla famiglia. E' quanto emerge da un'indagine di StudentiMagazine sui forum di Studenti.it. Del 66% dei partecipanti che dichiara di fuggire dai genitori il 56% dice che lo fa per maturare, il 44% per non soffocare.
Mi chiamo Elena e ho 24 anni, attualmente studio lettere (curriculum in beni culturali) e sto facendo molta fatica e ho anche degli esami indietro e mia madre lo sa. Ho vissuto per un anno a Brescia dove studio lettere e mi sono trovata malissimo, mi mancava troppo la mia quotidianità e la mia famiglia e soprattutto era un grande dispendio economico. Comunque io non so come andranno le cose nei prossimi anni, perché non sono una cartomante, però il mio impegno ci sarà sempre. Voglio questa laurea completa non per diventare insegnante (io non sono il tipo e non ho pazienza) , ma per lavorare nel settore del turismo, aziende che organizzino eventi, fare concorsi pubblici e tanto altro. Io nel passato ho già lavorato come impiegata perché ho il diploma di ragioneria preso alla scuola serale con grande orgoglio e sacrificio, mi auguro di prendere pure questa laurea.
Ho imparato:
1) Nulla viene senza impegno
2) Purtroppo a volte gli eventi non vanno come vorresti e non ti senti soddisfatto (almeno per me è stato così).
3) Le conseguenze di certe scelte sbagliate le paghi a caro prezzo
Queste cose le ho imparate sulla mia pelle e l'università mi impegna così tanto che non lavoro in accordo con i miei genitori. Mi alzo alle tre e mezza per prendere la corriera alle cinque e venti e torno alle 7 di sera.
Ciao a tutti
L'articolo pubblicato rispecchiain pieno la realtà dei fatti.solitamente noi ragazzi racontiamo @#?*%$ate per sentirci piu'liberi,perchè crediamo di essere già a 19 anni padroni del mondo,ma tante volte le cose non sono realmente cosi'.Le bugie soventemente nascono per l'appunto perchè i ragazzi non capiscono l'operato dei genitori e perchè molte volte questi ultimi impongono dei sogni,delle idee,delle ambizioni che per forza maggiore non sono riusciti a raggiungere o ancora perchè vogliono che i loro pargoli continuino,nel caso di un mestiere o di uno sport,la tradzione familiare.
In famiglie del genere ecco che accade che il figlio ad esempio,si iscrive in una facoltà che alui non interessa,assecndando cio' che hanno scelto i genitori per lui,oppure scappano via di casa ,raccontano bugie o fanno le "pecore nere"facendo l'esatto opposto talvolta anche solo ome gesto d ribellione.
Il mio,ad esempio è il caso di una "pecora nera",pero' molto fortunata:-)
Mamma e papà sono entrambi avvocati,edio sin da piccolissima ho sempre nutrito una passione sfrenata per l'arte,le lingue,i viaggi e la scrittura.Attualmente sono iscritta alla specialistica in Scienze della Comunicazione e i miei genitori non mi hanno mai rinfacciato la scelta intrapresa;mio padre l'estate della maturità ha provato a farmi appassionare all'attività forense facendomi leggere qualcosa in materia,ma ho avuto sempr un rifiuto.Ha capito subito e non ha piu' insistito.
Mia mamma ha condiviso sin dal primo momento la mia scelta e devo dire che è molto appassionata degli miei studi,talvolta addirittura mi stupisco positivamente quando vuole leggere i miei libri o quando parlo di argomenti lontani da quelli che riguardano la sua professione.
A livello di rendimento,le cose vanno in maniera differente:sono molto esidenti e talvolta non hannp condiviso le mie scelte,come quella di incominciare a lavorare per apprendere qualcosa "dal vivo" perchè per loro io devo solo pensare a studiare.All'inizio è stata molto dura,ma poi hanno capito le mie motivazioni e seppur di controvoglia talvolta mi hanno lasciato sbattere la testa contro il muro,pagandone anche le conseguenze per poi sentirmi dire gli odiosissimi "te l'avevo detto".
Per quanto riguarda le bugie,non ho mai mentito sugli esami sia perchè non so affatto dire le bugie (e non so se è un bene o un male!)ma anche perchè principalmente puo' capitare di essere rimandati o di non sentirmi pronta nel sostenere l'esame...ci siamo passati tutti,genitori compresi;-)
Ok...il mio sarà anche un caso diciamo "normale" ma credo che la normalità si possa anche creare ,cercando di provare ad instaurare un legame basato sulla fiducia e prevalentemente sul dialogo.Oggi si parla tanto,si grida,si urla e talvolta non si parla affatto e ai genitori spetta il compito di fare un pògli "psicologi",cercando di capire cosa vuole il proprio figlio e ammettere gli errori commessi,cercando di non commetterli piu' in futuro...ma lo stesso vale anche per noi figli.
A voi ragazzi un consiglio:CERCATE DI AGIRE SEMPRE CON LA PROPRIA TESTA,SENZA AVERE MAI RIMPIANTI.SEGUITE I VOSTRI SOGNI E NON PERMETTIATE A NESSUNO DI SCEGLIERE PER VOI CIO' CHE FARA' DI VOI PERSONE PERENNEMENTE INFELICI.LA VITA E' E' COSì PREZIOSA DA ESSERE VISSUTA NEL MIGLIORE DEI MODI.
Auguri a tutti di cuore:-)
Voglio raccontarvi a tutti la mia esperienza, perchè forse sarà utile a qualcuno.
Io per ben due volte ho raccontato ai miei di essere vicinio alla laurea, in realtà non era vero !
Dicevo di fare 2-3 esami a sessione, invece ne facevo sì e no 1.
Volete sapere il perchè ? Non ho mai avuto un buon rapporto con i miei genitori, loro per amore, hanno sempre cercato di spingermi forse le scelte migliori e più difficili. Compresa l'università. E come si sa, i nodi sono venuti al pettine.
Mi hanno spinto a scegliere un università fuori casa che io non volevo andare, ma non sono riuscito a dirgli di no.
Volete sapere come è andata a finire ? Quando per la seconda volta mi sono trovato alle strette, ho capito che avevo davvero l'acqua alla gola. Sono tornato ad abitare a casa perchè ho capito che da solo non ce la facevo a regolarmi.
Ho smesso di trovare giustificazioni per il mio comportamento e ho detto "adesso finisco". Mi mancavano più di dieci esami, li ho fatti tutti in 9 mesi.
La cosa che mi ha lasciato più sconcertato è che i miei alla 2a volta, sono rimasti più delusi della serie di balle che avevo raccontato più che del fatto che le possibilità di non laurearmi erano molto concrete.
Certo, per finire ho fatto 9 mesi pesanti, studiavo 7-8 ore al giorno, con i miei che mi tenevano controllato e con pochi $ in tasca.
Però adesso ho finito gli esami ed ho la certezza di laurearmi. Sono contento. Sono dispiaciuto di come questa questione dell'università sia stata gestita. Però ho imparato tantissimo, ma veramente tanto. Sono maturato, mi sono fatto carico delle mie responsabilità (anche se non volute), ho imparato che con impegno e dedizione si può arrivare dappertutto.
Ho tratto questi insegnamenti:
1. anche non avendo dialogo con i miei (e tutt'ora persiste circa). I GENITORI SONO SPESSO PIU COMPRENSIVI DI QUELLO CHE NOI FIGLI PENSIAMO(io pensavo ad una catastrofe! invece non è successo niente. Solo un forte controllo da parte loro)
2. Bisogna fare scelte di cui noi stessi siamo convinti, perchè che siamo convinti o no, alla fine sono c***i nostri e non abbiamo giustificazioni.
3. Non esiste "non riuscire", con impegno e dedizione si possono raggiungere tutti gli obiettivi. la vita ripaga della fatica che le si da.
Ciao a tutti e in bocca al lupo !!
Voglio commentare il racconto di Nunzio per dirgli: non mollare!!! Io ho avuto seri problemi di approccio allo studio di diverse materie in giurisprudenza....ma non ho mollato l'università!! Ho solo capito che quella strada non faceva per me...e per capirlo ho impiegato 2 anni. Di bugie qualcuna l'ho detta anch'io ai miei ma poi era troppo palese il mio malessere....e ho confessato. Ora sono iscritta in un'altra facoltà ( che adoro )...e sto per laurearmi!! Non mollare!!!
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