Recentemente sono uscite due inchieste su questo tema che hanno cercato di capirne di più: una più ufficiale che si chiama
Eurostudent e una fatta dall'
Unione degli Universitari , il sindacato studentesco.
FUORISEDE ITALIANI, CENERENTOLE EUROPEE!!!
Eurostudent è un'inchiesta condotta dagli enti pubblici che si occupano di studenti di otto diversi paesi del vecchio continente.
E' stata condotta nel 2000 ed i dati sono stati elaborati nel corso del 2001. E' molto utile per fare un raffronto con i nostri colleghi europei.
Nella parte dedicata alla condizione sociale degli studenti scopriamo per esempio che gli italiani, insieme a francesi e finlandesi, sono tra quelli che lavorano di meno (si fa per dire): da noi gli studenti-lavoratori sono il 54% mentre per esempio in Olanda sono il 77% del totale.
In generale comunque con il lavoro si riescono a coprire meno della metà dei costi: si va dal nostro 35% al 51% degli irlandesi.
E il resto chi ce lo mette? Nella maggior parte dei casi la famiglia, con tutte le ingiustizie che questo comporta.
In Finlandia, dove gli aiuti statali coprono il 48% delle spese, il numero dei figli di operai che vanno all'università è proporzionato al peso di questa categoria sul totale della popolazione. Da noi lo Stato copre solo il 7% dei costi e se gli operai sono il 32% della popolazione totale, solo il 14% degli studenti universitari viene da quella categoria sociale.
FUORISEDE: UNA VITA MONASTICA...
Se Eurostudent ci fa capire quanto sia selettiva socialmente la nostra università, l'inchiesta dell'
Udu ci fa capire come ciò accade grazie ad un preciso calcolo del peso delle varie voci sul bilancio di un fuorisede.
Il sindacato studentesco ha calcolato unicamente le spese per la casa, per il mangiare, per i trasporti, per i libri e per le tasse. Il costo totale mensile per vivere da fuorisede è così di "modici" 474 euro, con i quali si fa una vita monastica senza mai divertirsi e senza mai acquistare nulla che non sia necessario alla semplice sopravvivenza.
Ma non finisce qui perchè ci sono grandi differenze da città a città: si va dai 620 euro mensili di Roma ai 345 di Palermo.
La casa si porta via più o meno la metà dei soldi, ed è per questo che nella prossima puntata di questa nostra inchiesta ci occuperemo del selvaggio mercato degli affitti e di come tutto potrebbe essere migliore se si attuassero le proposte delle associazioni studentesche.
La casa, per tutti gli studenti europei, è la spesa più grande e la preoccupazione più importante.
Secondo l'indagine Eurostudent (svolta dagli enti per il diritto allo studio dell'Unione Europea) gli studenti del vecchio continente spendono in media tra i 200 e i 300 euro al mese per l'affitto.
LA LEGGE DEL '98
La legge 431 istituiva i contratti-tipo per l'affitto agli studenti universitari.
In pratica si pagava di meno m a il proprietario aveva delle facilitazioni fiscali non da poco, in alcune città addirittura non pagava tasse su quegli immobili.
Secondo
l'Unione degli universitari (e secondo l'esperienza personale di tanti studenti) la legge non è stata quasi mai applicata e il 95% delle situazioni è assolutamente in nero o nel migliore dei casi la cifra stabilita nel contratto è molto più bassa di quella che effettivamente si paga.
E LO STATO NON CI AIUTA
Per venire incontro agli studenti fuorisede, in tutti i paesi civili lo Stato offre degli alloggi pubblici a basso costo oppure assegnati in base a criteri di reddito e merito.
L'Italia in questo campo è tra i fanalini di coda in Europa: a fronte di 400 mila studenti fuorisede ci sono poco più di 30 mila posti alloggio pubblici.
Tanto per fare due esempi, in Francia ci sono 150 mila studenti "ospitati" dallo Stato, in Germania 223 mila. In altri paesi le casse pubbliche forniscono contributi per pagare l'affitto:addirittura in Finlandia lo Stato paga 11 mensilità su 12!
Per questo l'Udu chiede da anni la costruzione di nuove case dello studente e norme per regolamentare il mercato.
I PREZZI E I MODI PER TROVARE CASA
Secondo
l'Unione degli Universitari , l'affitto medio per una stanza è sui 207 euro mensili con notevoli differenze a seconda delle città: si va dai 115 di Palermo ai 350 di Roma.
Sempre secondo l'Udu le cifre sono raddoppiate negli ultimi 2-3 anni dato l'aumento della domanda dovuto all'estensione sempre maggiore dell'obbligo di frequenza nelle facoltà a nuovo ordinamento.
Un problema non secondario è trovare un alloggio, anche nel caso si abbiano i soldi per pagarlo. Essendo il mercato in nero, le maggiori possibilità vengono dagli annunci in facoltà e dal passaparola (un vostro amico vi avverte che in casa sua si è liberata una stanza e cose del genere).
Un altro canale è rappresentato dalle agenzie immobiliari. Abbiamo provato a contattare una delle più famose: semplicemente per metterci in contatto con i proprietari degli immobili si prendono l'equivalente di un mese di affitto!
LA CAPARRA
Per chi viene da fuori c'è quindi da mettere in conto un po' di tempo ospiti di parenti o amici per dedicarsi alla ricerca.
A completare questo roseo quadro c'è la caparra: 2-3 mensilità da sborsare prima di avere le chiavi di casa che sommate al pagamento anticipato della prima mensilità fanno una bella cifra, solitamente tra i 700 e i 1000 euro.
Cioè praticamente uno stipendio dei vostri genitori impiegato solo per poter entrare dentro casa. Poi, se fate i bravi, una parte di questa cifra vi verrà restituita a fine rapporto.
COME DIFENDERSI
Se il mercato degli affitti è una giungla, tuttavia ci sono dei diritti che si possono tutelare, per esempio quello ad un contratto a norma e a dei livelli di sicurezza e comfort accettabili.
Vi consigliamo quindi di rivolgervi alla sede dell'
Udu della vostra città per saperne di più.