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Fuori sede 2012: le storie di chi partirà e di chi, invece, è costretto a rinunciare al suo sogno

Studenti.it anche quest’anno indaga nel mondo degli aspiranti fuori sede per conoscere la realtà di tutti quei ragazzi che ogni anno partono per studiare in un’altra città. Quanto ha inciso la crisi sui loro spostamenti? In quanti hanno rinunciato? Quali sono le città con i costi più bassi?

di 17 luglio 2012
“Sono costretta a rinunciare per i costi troppo alti”. Sono le parole di Pia, una ragazza che su Facebook ci ha raccontato come la crisi non le consentirà di realizzare il suo sogno: studiare in un’altra città.  La crisi c’è, dunque, e qualcuno la sente più di altri. D’altro canto i dati parlano chiaro: il Movimento dei consumatori ha infatti stimato che quest’anno mandare un figlio all’Università in una città diversa dalla propria inciderà sul reddito delle famiglie in una percentuale che oscilla tra il 26 e il 34%.

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valigia_1Cifre elevate che spiegano  la diffusione a macchia d’olio degli affitti in nero, meno cari ma anche meno sicuri, al punto da convincere la Guardia di Finanza a dare vita ad un’iniziativa ad hoc a Roma. Nella capitale, infatti,  i diecimila studenti delle tre Università statali sono stati sottoposti ad un censimento per sondare le loro attuali condizioni contrattuali di affittuari: quindici domande in cui descrivere quanto pagano, come, a chi e se con o senza contratto. E per chi non risponde, consegna in ritardo o mente sono previste sanzioni fino a 500 euro di multa.

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Uno scenario che però scoraggia solo alcuni studenti. C’è infatti chi sceglie la dura vita del pendolare come Allegra Giulia di Alessandria perché “I prezzi degli affitti sono troppo alti e così sono costretta a viaggiare in treno e dato che lavoro anche ho degli orari praticamente impossibili, esco di casa alle 7 del mattino e torno dopo le 8 o alle 9 e il tempo di studiare scarseggia”, e chi invece andrà comunque a vivere in un’altra città, scegliendo tra quelle meno care come Pisa come Enrico N. che farà ingegneria informatica insieme ad alcuni suoi amici dato che “i costi non sono poi così elevati”

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Infine, c’è chi ancora non ha deciso, chi ci chiede una mano per un lavoretto e chi, invece, tutto sommato spera di cavarsela lo stesso con un buon prezzo: “Effettivamente sono un po' cari, soprattutto a Milano ma se si cerca bene qualcosa di conveniente lo si trova! ;)” ci ha scritto Federica S. dando prova di un notevole ottimismo. I prezzi, che potete trovare nella tabella diffusa proprio dal Movimento Consumatori, non sono infatti  incoraggianti.

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Partire o non partire? Questo è il dilemma.
Voi cosa avete scelto? Partecipate al nostro sondaggio e, scriveteci su Facebook  o via mail per raccontarci la vostra esperienza.

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