Se in Italia si parla spesso di fuga dei cervelli, anche in altri paesi i laureati scelgono di trasferirsi all'estero. Ma sono veramente pochi quelli che decidono di trasferirsi in Italia. Secondo una recente statistica su 20 milioni di laureati nei paesi dell'Ocse che si sono trasferiti in un paese diverso da quello d'origine, soltanto lo 0,7% ha scelto l'Italia. Quindi il nostro paese oltre a far fuggire i propri cervelli non riesce nemmeno ad attirare i ricercatori stranieri. Ed è stato battuto in classifica anche dalla Turchia. Il rapporto sui ricercatori che vanno all'estero per continuare il loro lavoro vuole esaminare "le conseguenze della competizione internazionale per la manodopera altamente qualificata dal punto di vista dei paesi che ricevono i talenti". In realtà i dati sono stati raccolti nel 2001, ma soltanto adesso sono stati pubblicati i risultati.
Gli stranieri laureati che vivono in Italia sono il 12% del totale e solo l'1,8% ha una specializzazione post-laurea. Questo dato sarebbe determinato dal "sistema a quote che non mira a selezionare i lavoratori più qualificati". Tra i paesi che sono stati recensiti, l'Italia si ferma al gradino più basso della classifica. Inoltre, come si legge nel rapporto, "gli stranieri che arrivano nel nostro Paese sono mediamente più istruiti degli italiani, ma meno degli immigrati che si dirigono in altri Paesi europei, soprattutto in quelli che adottano politiche di immigrazione selettiva". In Italia è stato stimato che su cento laureati nazionali circa 2,3 sono stranieri, mentre la media degli altri paesi è del 10,45: negli Stati Uniti ce ne sono 11, in Austria 12, in Svezia 14, in Olanda e Gran Bretagna 16, in Nuova Zelanda 21, in Canada 25, in Irlanda 26 e in Australia 44. Basta fare un confronto tra i nostri laureati che hanno deciso di lasciare l'Italia ed i laureati stranieri che invece hanno scelto il nostro paese: i laureati italiani che si sono trasferiti all'estero 395.229, quelli stranieri che sono giunti in Italia 57.515, a cui si aggiungono 84.903 laureati che arrivano dai paesi non Ocse.
Quindi nel confronto tra i cervelli italiani in fuga ed i cervelli stranieri che al contrario arrivano qui da noi, l'Italia è in negativo di 252.811 unità. Ma in questo confronto non è l'unico paese ad aver chiuso in negativo: la Francia è sotto di 70.000 "cervelli", la Spagna di 43.000, l’Olanda di 84.000 e la Germania di 370.000. Però in questi paesi non sono calcolati i ricercatori che arrivano dai paesi non Ocse, grazie ai quali i dati possono tornare in positivo. L'Italia in questa classifica è riuscita a battere soltanto Corea, Messico e Polonia. Tra i paesi più richiesti ci sono il Canada, l’Australia e gli Stati Uniti. Quindi, ricapitolando, sono circa 20.426.737 i laureati dei paesi Ocse che hanno scelto un altro paese per continuare a svolgere la loro attività. Di questi, più della metà si sono trasferiti negli Stati Uniti, un settimo in Canada, un dodicesimo in Australia ed appena 7 su mille in Italia.
Una cosa è certa: se tutti i cervelli italiani fuggono all'estero e qui restano solo quelli senza cervello, rimarremo noi gli unici in tutto il mondo ad avere un bugiardo impostore mafioso corrotto plurindagato pluriprocessato pluricondannato col complesso di Dio a governare il nostro paese svendendolo per il proprio interesse senza esitare a farlo andare allo sfascio.
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