A giugno avevamo raccontato la storia di
Luca Rebeggiani, un ragazzo
italiano che dopo la maturità scientifica al Liceo Pitagora
di Roma aveva deciso di proseguire gli studi in Germania.
All'Università di Hannover
Luca aveva ottenuto una
laurea in Economics
and Business Administration ed un'altra in Storia. Sempre da
qui era iniziata una carriera folgorante che lo ha visto a
soli 24 anni occupare un posto di docente universitario. Oggi
è assistente
all’Istituto di Politiche Sociali della Facoltà di
Economia
e Commercio dell’Università di Hannover, docente alla facoltà di Lettere
Romanze e collabora con il “Center for Sports
Management”.
In Italia, ammetteva, questo non sarebbe mai potuto accadere. Non sarebbe
diventato docente a tempo pieno a 24 anni….da
straniero e senza nessun tipo di raccomandazione. E non avrebbe potuto
conseguire contemporaneamente una seconda laurea in Storia, visto che
in Italia non ci si può iscrivere a due facoltà
diverse. Luca elogiava la formazione impartita dalle
università italiane ma capiva anche il perchè i
giovani, dopo gli studi, volessero lasciare il paese: "Le università
italiane continuano ad offrire una formazione di alto livello
– la
famosa fuga dei cervelli significa d’altro canto che i nostri
laureati sono richiesti all’estero, no? Mica li assumono per
beneficenza…Quindi la laurea la prenderei tranquillamente in
Italia, magari facendomi un anno di Erasmus in
un paese straniero. Poi però consiglierei caldamente di fare
un’esperienza all’estero. Sia nel campo accademico
– prendendo
un Master oppure un dottorato – o lavorando nel privato".
"Vista in una prospettiva
internazionale" -aggiungeva Luca- "l’Italia
appare chiaramente il paese più lento nel reagire alle
necessità di cambiamento. Le cause sono
già state
menzionate in molte sedi: da un lato la granitica struttura delle
dirigenze politiche ed economiche, allergiche ad ogni ricambio
generazionale, dall’altro però anche i nostri
cattivi
costumi".
Qualche mese dopo questa intervista
abbiamo voluto sondare l'umore di studenti, laureandi e
laureati italiani per capire se qualcosa sta cambiando o se la fuga di
cervelli è un dato destinato a crescere. Abbiamo
chiesto ai giovani quali progetti hanno per il futuro, se dopo gli
studi rimarranno in Italia o cercheranno sbocchi altrove.
Daniele: "Per esperienza personale: se
sei raccomandato, allora rimani in italia, altrimenti ti tocca andare
in qualche nazione dove non è che ci siano
più posti di lavoro che qui, ma almeno guardano alla
meritocrazia vera
(che non è racchiusa unicamante nel voto di laurea, ma
è vagliata dalle
tue reali competenze). Naturalmente senza nulla togliere a tutti i
disservizi, le mancanze, le carenze, e la disonestà che
c'è in italia.
che la rende quela paese unico.
Marco: "Essendo della facoltà di fisica,
non ci sta qui in italia un lavoro
soddisfacente...per questo bisogna andare via...non lo si fa con
piacere...ma per vivere, è obbligatorio, specialmete,
ripeto, per
quelli delle materie scientifiche..."
Locatelli: "bella idea, restare qui dove il settore
pubblico è allo sfascio,
tagliando fondi alle istituzioni dello Stato (con l'unica eccezione
degli stipendi degli "onorevoli" delle Camere) per darne di
più ai
privati (...)".
L'immagine che hanno gli studenti del "sistema Italia" è
sempre più compromessa. Un'
inchiesta
ancora in corso rivela che
il 40% degli universitari dopo la
laurea cercherà di andare all'estero per specializzarsi
e rimarrà a vivere li. Un ulteriore 19% non
sceglierà master all'estero ma dopo la specializzazione in
Italia cercherà lavoro altrove.
Il 59% degli
intervistati, insomma, progetta di lasciare il paese.
>
Inchiesta
E dopo la laurea tu che farai?
mincia che botto...
Nano ma chi teneva a raggione adda fine?
tia o nuie?
e uora? ma cai a fari, senza legno cai a fari'
ma chiudi buffone, ca a ridere ci facisti
vulevi a fari u imprendituri u grande
e uora'
a u specchio addi guardarti, nano
a u specchio...u capisti?
Facili rivincite
E allora?
Comincia sempre così...gli stipendi nn pagati, i primi malumori, qualcuno che inizia a dire basta, ecc. ecc.
storie già viste, già sentite..
ma l'analfabeta penzava di cambiare il mondo, di fare il furbetto coi soldi (altrui)...e ora?
E lea, come farà lea adesso? psicodramma di un nano.
Nano a casa
Perchè stupirzi?
Sono dillettanti allo sbaraglio, sono creativi..hanno voluto fare passi più lunghi delle loro (cortissime ) ganbe, e ora chiudono, perchè all'interno hnno la rivoluzzione, e non solo a rOMA...
adda fine vincituri
U legno finì, i stipendi no se pagano ah...
la baracca accrollari sta, ah...a gente fugge
nano, ma cumè stu fatto??????