
Confrontate queste affermazioni dei tre leader, non trovate inquietanti similitudini?
Da Virgilio Notizie,
"Odio
Dicembre 28, 2009 in Politica"
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“E’ in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.”
Benito Mussolini, 1932.
“Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non è sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.”
Adolf Hitler, 1933.
“A furia di gridare ‘a morte il tiranno’, c’e’ chi ha cercato di uccidere il tiranno: questa aggressione e’ stata frutto di un clima d’odio. E’ normale poi che c’e’ stato qualcuno che ha compiuto questo gesto. Io non ho mai scaldato il clima, ho fatto solo notare la provenienza di alcuni organismi istituzionali che e’ una provenienza chiaramente di sinistra.”
Silvio Berlusconi, 2009.
Comunque sarebbe opportuno ricordare a tutti coloro che leggono questi articoli e che si laureano in Italia e si lamentano della riforma Gelmini che all'estero, anche nella civilissima Svezia, vengono praticate selezioni già dalla laurea triennale. In certe materie il numero di ammessi ogni anno è massimo 15 (e ciò non accade tutti gli anni). Per il master si parla in taluni casi di 8 posti all'anno - e non sempre, nonostante i numero delle richieste ne vengono 8, ma spesso dai 3 ai 6 a seconda delle candidature. I dottorati poi sono uno all'anno per ogni materia in ciascuna università con l'evenienza che vengano bloccati anche per 5 anni. Se facessero una cosa del genere in Italia chissà che discussioni salterebbero fuori sulla violazione del "diritto" allo studio.
Tutto questo solo per darvi un'idea di cosa potreste trovare fuori dall'Italia.
Meditate!
è la cavolata che ci hanno fatto credere in tutti questi anni, equiparando il mercato del lavoro a un qualsiasi mercato di beni. Come li le merci si muovono liberamente in funzione di domanda e offerta, anche nel mercato del lavoro gli individui dovrebbero fare così. Peccato che non siamo biscotti o salviettine per il sedere, siamo persone. Trasferirmi al'estero per me significa rompere con la mia fidanzata (che ovviamente non può seguirmi in capo al mondo), rinunciare alla famiglia, perdere il contatto con la mia terra, sacrificare tutto il mio attuale modo di vivere. Per cosa? per ritrovarmi solo in qualche città triste della Danimarca o dell'Inghilterra? La globalizzazione è un concetto che ha fallito, è nata come cura ed è diventata il cancro. Il Glocale è la vera cura. E mentre lo dico ancora qualche esimio professorone all'università mi ride in faccia
> è la cavolata che ci hanno fatto credere in tutti questi anni, equiparando il mercato del lavoro a un qualsiasi mercato di beni. Come li le merci si muovono liberamente in funzione di domanda e offerta, anche nel mercato del lavoro gli individui dovrebbero fare così. Peccato che non siamo biscotti o salviettine per il sedere, siamo persone. Trasferirmi al'estero per me significa rompere con la mia fidanzata (che ovviamente non può seguirmi in capo al mondo), rinunciare alla famiglia, perdere il contatto con la mia terra, sacrificare tutto il mio attuale modo di vivere. Per cosa? per ritrovarmi solo in qualche città triste della Danimarca o dell'Inghilterra? La globalizzazione è un concetto che ha fallito, è nata come cura ed è diventata il cancro. Il Glocale è la vera cura. E mentre lo dico ancora qualche esimio professorone all'università mi ride in faccia
Ma quali gloBalizzazione,gloCalizzazione e gloDalizzazione! Se ne stanno accorgendo i paesi latinoamericani, Bolivia, Venezuela, Nicaragua, che l'unica via è quella indicata da Marx, senza dittature com'è stato per URSS, Cina e così via, ma con un popolo che democraticamente elegge e rielegge presidenti in grado di cambiare il destino di una nazione!
> > è la cavolata che ci hanno fatto credere in tutti questi anni, equiparando il mercato del lavoro a un qualsiasi mercato di beni. Come li le merci si muovono liberamente in funzione di domanda e offerta, anche nel mercato del lavoro gli individui dovrebbero fare così. Peccato che non siamo biscotti o salviettine per il sedere, siamo persone. Trasferirmi al'estero per me significa rompere con la mia fidanzata (che ovviamente non può seguirmi in capo al mondo), rinunciare alla famiglia, perdere il contatto con la mia terra, sacrificare tutto il mio attuale modo di vivere. Per cosa? per ritrovarmi solo in qualche città triste della Danimarca o dell'Inghilterra? La globalizzazione è un concetto che ha fallito, è nata come cura ed è diventata il cancro. Il Glocale è la vera cura. E mentre lo dico ancora qualche esimio professorone all'università mi ride in faccia
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> Ma quali gloBalizzazione,gloCalizzazione e gloDalizzazione! Se ne stanno accorgendo i paesi latinoamericani, Bolivia, Venezuela, Nicaragua, che l'unica via è quella indicata da Marx, senza dittature com'è stato per URSS, Cina e così via, ma con un popolo che democraticamente elegge e rielegge presidenti in grado di cambiare il destino di una nazione!
Ciao a tutti, sono laureato in Ingegneria (max voti), innamorato della mia terra (Sardegna), da anni tento di trovare un lavoro che mi dia delle soddisfazioni, che mi dia la possibilità di costruire una vita. Oramai con 3 anni di esperienza lavorativa, sottopagato, umiliato, con giorni di straordinario mai pagati, con contratti da far ridere i polli, demoralizzato da una crisi economica infinita e peggio di tutti a giorni compirò 30 anni, ho deciso di abbandonare tutto e tutti, con la mia ragazza (Laureata in Economia Manageriale, max voti) emigreremo da qualche parte in Inghilterra...
La mia storia come tante altre...
...Una tristezza infinita...
Carissimo stessa situazione. Sono una Biologa molecolare, max dei voti, non mi avrebbe fatto tanto schifo restare in Italia, ma penso proprio che non ce la farò.Grazie a dio si sta convincendo anche il mio futuro marito,mi sposo a dicembre e alla soglia dei 30 anni tempo di non avere scelta...