E' una
brutta storia quella che si è conclusa con un licenziamento all'
Università di Palermo. Una
dipendente delle segreterie
caricava sul curriculum informatico di una studentessa della facoltà di Economia
esami mai sostenuti. Il licenziamento, una volta appurata la vienda, è stato immediato.
Altri
due dipendenti dell'Università di Palermo sono stati sospesi da servizio e retribuzione (uno per due mesi e dieci giorni, l'altro per due mesi) aver lasciato incustodita la loro
postazione dalla quale si caricano gli
esami sostenuti dagli allievi.
Era stato il
Rettore stesso dell'ateneo,
Roberto Lagalla, a denunciare la vicenda in procura e a costituire la
commissione d'indagine interna, che adesso è arrivata alle sue conclusioni. Il caso era venuto alla luce dopo i
controlli incrociati fatti dall'ateneo all'atto della domanda di laurea: nel
fascicolo della studentessa, che aveva anche autocertificato di avere sostenuto quegli esami,
non c'erano infatti gli
statini cartacei.

Il Rettore ha commentato così:
"Si tratta di provvedimenti adeguati alla gravità dei fatti; studenti e famiglie devono sapere - afferma Lagalla
- che il sistema di controlli incrociati che abbiamo istituito non consente a nessuno di aggirare le procedure e garantisce massima legittimità e trasparenza".
Dopo l'episodio, la
squadra che si occupa di verificare le carriere accademiche degli studenti è stata
potenziata. Oltre ai
controlli "a tappeto" su tutti gli studenti che fanno domanda di laurea, sono iniziate verifiche retroattive, cominciando proprio dalla facoltà di Economia.
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