Il
2007 è stato l'anno dei “Venti
d'Erasmus”, quello in cui si è celebrato il
ventennale del programma Erasmus. Un anniversario che si
è chiuso però nel peggiore dei modi: l'omicidio
di Meredith, il caso di Maria Plagaro a Bologna, la
“fatwa” di Ilvo Diamanti su “La
Repubblica” (studenti erasmus = studenti apolidi,
abitanti di non-luoghi privi di "istituzioni, regole,
autorità"), hanno trasformato i
“venti” in bufera, travolgendo gli oltre 14.000
studenti stranieri che ogni anno scelgono il Belpaese per il progetto
della Comunità europea. Tutti pronti ad emettere giudizi,
tutti pronti a dipingere lo studente erasmus come quello che
“fa festa - si ubriaca - fa sesso e distrugge la
città”, costruendo l'equazione Erasmus uguale
Orgasmus.
L'Italia
si conferma un paese accogliente, anche se gli italiani in generale lo
sono di più dell'Università stessa (77,6% contro
il 52,8% giudicano buona l'accoglienza). Ancora meglio va se
si chiede dell'accoglienza ricevuta dall'associazione ESN, giudicata
favorevole dal 90% degli intervistati. Interessante anche la
risposta alla domanda “Rispetto al tuo paese gli stranieri in
Italia come sono trattati?”. Solo per il 18% degli
intervistati l'Italia è più ospitale del proprio
paese, mentre il 59% non vede differenze di trattamento. Il 14% avverte
invece un trattamento peggiore.
Altra
grossa difficoltà per gli studenti Erasmus è
quella linguistica. L'italiano, si sa, non è tra le lingue
più parlate al mondo. In tanti, appena arrivati in
Italia, hanno avuto difficoltà. Il 47% giudica
insufficiente o scarsa la propria conoscenza della lingua, il
30,6% sufficiente, e solo il 22,4% la ritiene buona. Quasi
tutti invece dichiarano di aver visto migliorare il proprio italiano
durante la permanenza nel Belpaese. Il merito però non
è stato certo dei corsi di lingua, bocciati dal 52,6% degli
intervistati, fra i quali il 30,6% non ha neanche cominciato
a frequentarli. Impietoso il giudizio sull'utilizzo della lingua
inglese in Italia. Appena l'1,4% lo ritiene indispensabile, contro il
46,6% che lo ritiene assolutamente inutile e il 53% che lo ritiene
utile, ma non fondamentale.
Buonasera,
Sono uno studente di Scienze della Comunicazione presso l'università di Modena e Reggio Emilia.
Nell'ambito del laboratorio universitario "0FORMAT" tenuto da Loris Mazzetti in collaborazione di Fuori.tv, abbiamo realizzato un'inchiesta giornalistica sull'Università italiana.
Ecco il link dal quale poter vedere la video-inchiesta:
http://www.youtube.com/watch?v=99zLcgnrbkc UNIMORE VS OSLO
Si tratta di un'inchiesta che vuole confrontare l'Università italiana con quella europea, prendendo come esempio l'Università di Modena e Reggio Emilia -risultata prima in Italia secondo il Sole 24 ore- e l'Università di Oslo. E'un confronto che analizza come le stesse problematiche (Alloggi, servizi, tasse..) vengono trattate dalle 2 diverse realtà universitarie. Non si tratta di un servizio di critica ma propositivo: l'inchiesta termina con alcune proposte che in concreto potrebbero essere realizzate dall'Università per migliorare i servizi agli studenti e per migliorarsi.
Crediamo che nel nostro lavoro vi siano degli spunti interessanti che debbano essere presi in considerazione.
Da studenti sarebbe per noi importante che voi guardaste la nostra inchiesta, che ne teneste conto e che ci faceste pervenire un'opinione.
Grazie per l'attenzione
Mattia
Sinceramente non capisco perché giudicare "impietoso" il giudizio degli studenti stranieri sull'uso dell'inglese in Italia. Pensi che vengano nel nostro paese per parlare inglese?
Solo il 10% risponde che all'arrivo la difficoltà maggiore è stata la lingua. Evidentemente sanno che in Italia abbiamo la stravagante abitudine di parlare italiano.
Per quanto riguarda il giudizio complessivo sull'esperienza, non mi pare negativo: il 95% ha risposto di non essere pentito.
Non ho mai usato la parola "impietoso" per giudicare qualcuno, e neanche qui. ho solo riportato la mia esperienza toccando tutti i punti analizzati nell'articolo..cmq 95% in quest'articlo non compare mai, e quello a cui ti riferisci forse è l'idea che gli stranieri hanno prima di venire qui. Comunque già il titolo dell'articolo è negativo per l'Italia, visto che ci bocciano in tronco. Io ho solo testimoniato che questa cosa non succede solo qui, ma anche da altre parti...senza giuducare alcuno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi riferivo infatti all'articolo, che è un commento all'esito del sondaggio. Non mi riferivo al tuo commento.
Mi sono spiegato male, chiedo scusa.
Qua mi spiego meglio:
http://mildareveno.ilcannocchiale.it/post/1827857.html
Per quanto riguarda il 95%, alla domanda "Potendo tornare indietro sceglieresti ancora l'Italia" le risposte sono state:
- Si, è un paese meraviglioso 60,2%
- Si, anche se le difficoltà non sono poche 34,8%
- No, l'Italia è troppo disorganizzata 5%
60,2 + 34,8 = 95
io l'erasmus l'ho fatto, 9 mesi in francia, e potrei dire esattamente le stesse cose... università peggiore di quella in cui studio (che m rendo conto non sia ottima a livello organizzativo), problemi nel trovare l'alloggio (m son dovuta attivare 6 mesi prima di partire, e il giorno che sono arrivata ho avuto la stanza solo perchè alla hall della residenza c'era uno studente straniero che faceva le 150 ore e non sapeva bene come funzionavano le cose), per il divertimento idem, compravamo bottiglie al supermarket perchè nei locali costavano come in italia e facevamo festa nel parcheggio della residenza...eppure l'erasmus è un'esperienza stupenda che rifarei subito, anche li dove sono stata!!!! e poi son potuta partire solo perchè ho passato l'esame in lingua francese, perchè se nn l'avessi passato avrei dovuto fare un corso e rifare l'esame e, nel caso in cui nn l'avessi passato, non sarei potuta partire...mentre c'erano parecchi ragazzi dell'est europeo che se ne sono sbattuti, sono arrivati senza sapere una parola di francese e sono partiti senza averne imparata neanche una, sperando solo di essere compresi per l'inglese...ok, l'inglese è la lingua universale, ma nn si dovrebbe imparare anche la lingua del paese in cui si sceglie di vivere, anche se per un periodo breve?per non parlare dei francesi, le persone meno disponibili che abbia mai incontrato!!!!
Sono stato anch'io in Francia, e confermo la tua esperienza. L'alloggio è difficile da trovare e costoso, l'organizzazione dell'università non impeccabile (l'assistenza è affidata al buon cuore dei diversi impiegati, e quelli disposti ad aiutare sono proprio pochini). In compenso, la qualità di certi corsi è incredibile (senza possibilità di analogie in nessuna università italiana).
A proposito della lingua, anche nella mia esperienza l'assegnazione della borsa Erasmus è avvenuta solo dopo aver superato l'esame di lingua, mentre ho incontrato diversi studenti extra-europei che non conoscevano nemmeno i rudimenti del francese. Evidentemente chi è arrivato in Italia sperando di poter parlare inglese non aveva ben capito lo spirito dell'Erasmus.
E' veramente difficile che uno studente Erasmus italiano vada in Spagna, in Francia o in Inghilterra se non conosce un minimo la lingua parlata nel paese che lo accoglie.
E ad essere sinceri gli studenti stranieri in Italia spesso non hanno cura di imparare l'italiano, ma preferiscono parlare in inglese che però non è la nostra lingua.
Per gli alloggi vale lo stesso, noi prima di andare troviamo un posto dove abitare, loro arrivano qui e cercano... abbiamo problemi anche noi qui in Italia.
> E' veramente difficile che uno studente Erasmus
> italiano vada in Spagna, in Francia o in
> Inghilterra se non conosce un minimo la lingua
> parlata nel paese che lo accoglie.
> E ad essere sinceri gli studenti stranieri in
> Italia spesso non hanno cura di imparare
> l'italiano, ma preferiscono parlare in inglese che
> però non è la nostra lingua.
> Per gli alloggi vale lo stesso, noi prima di andare
> troviamo un posto dove abitare, loro arrivano qui e
> cercano... abbiamo problemi anche noi qui in Italia.
Invece di fare tanto la nazionalista, usa l'articolo determinativo appropriato;)