Il
2007 è stato l'anno dei “Venti
d'Erasmus”, quello in cui si è celebrato il
ventennale del programma Erasmus. Un anniversario che si
è chiuso però nel peggiore dei modi: l'omicidio
di Meredith, il caso di Maria Plagaro a Bologna, la
“fatwa” di Ilvo Diamanti su “La
Repubblica”
(studenti erasmus = studenti apolidi,
abitanti di non-luoghi privi di "istituzioni, regole,
autorità"), hanno trasformato i
“venti” in bufera, travolgendo gli oltre 14.000
studenti stranieri che ogni anno scelgono il Belpaese per il progetto
della Comunità europea. Tutti pronti ad emettere giudizi,
tutti pronti a dipingere lo studente erasmus come quello che
“fa festa - si ubriaca - fa sesso e distrugge la
città”, costruendo l'equazione Erasmus uguale
Orgasmus.
Nessuno però si è chiesto cosa questi
studenti pensano dell'Italia e del suo sistema universitario,
come vivono, quali difficoltà incontrano, se sono contenti o
delusi.
Studenti Magazine ci
ha provato. Lo ha fatto in collaborazione con ESN Italia,
la più grande associazione di studenti d'europa
insieme con la quale ha proposto un questionario per capire il rapporto
tra l'Italia e quella che tutti definiscono Eurogeneration.
E'
stato così
preparato un questionario con
20 domande, somministrato agli studenti attraverso il sito www.esn.it.
A rispondere sono state quasi 1500 persone, provenienti da 28
paesi diversi e afferenti a 27 diverse città italiane.
IL RITRATTO GENERALE
In generale vien fuori il ritratto di
un'Italia accogliente
ma non troppo, costosissima, incapace di garantire un alloggio a prezzi
contenuti e dove l'inglese è una lingua di cui si fa a meno.
Il tutto per un gradimento che rispetto all'arrivo scema paurosamente.
Se infatti all'inizio il 97% degli intervistati dichiara di aver scelto
l'Italia perchè “è un paese che mi
è sempre piaciuto”, alla fine del soggiorno la
percentuale di quelli che si dicono pronti a riscegliere il Belpaese ad
occhi chiusi scende al 60%.
CHE CONFUSIONE ALL'ARRIVO
“Quando arrivai in Italia non sapevo dove andare. Ho
alloggiato in albergo per qualche giorno, per poi trovare casa con dei
miei amici spagnoli: ora siamo in 5 in 2 stanze con soggiorno. Non
conoscevo una parola d'italiano e quando arrivai
all'Università non c'era nessuno a cui rivolgersi per
chiedere informazioni”. A parlare è
Enrique,
22enne studente spagnolo alla facoltà
d'Economia a Roma. Le sue parole ben descrivono la situazione tipo di
fronte alla quale si trova uno studente straniero.
La
confusione all'Università è non a caso
in cima alla lista delle difficoltà incontrate dagli
studenti insieme con i prezzi eccessivamente alti (per il 31,3%).
Seguono da vicino la ricerca dell'alloggio (27%) e la lingua (10,4).
UNIVERSITA': ACCOGLIENTE MA NON TROPPO

L'Italia
si conferma un paese accogliente, anche se gli italiani in generale lo
sono di più dell'Università stessa (77,6% contro
il 52,8% giudicano buona l'accoglienza). Ancora meglio va se
si chiede dell'accoglienza ricevuta dall'associazione ESN, giudicata
favorevole dal 90% degli intervistati.
Interessante anche la
risposta alla domanda “Rispetto al tuo paese gli stranieri in
Italia come sono trattati?”. Solo per il 18% degli
intervistati l'Italia è più ospitale del proprio
paese, mentre il 59% non vede differenze di trattamento. Il 14% avverte
invece un trattamento peggiore.
UNIVERSITA': PEGGIO CHE NEL MIO PAESE
Se per l'accoglienza l'università italiana è
promossa con qualche riserva, viene decisamente bocciata quando agli
studenti si chiede un confronto con il proprio paese di provenienza. Il
71% degli intervistati infatti dice che l'Università
è organizzata peggio, contro il 17% che non vede differenze
e il 12% che la giudica migliore.
La causa
principale di questa bocciatura è lo stato pessimo delle
strutture per il 39,6% degli intervistati, seguita dalla
scarsità dei servizi web per il 24,4%, la
difficoltà nel raggiungere informazioni per il 19,5% e il
livello dei professori 16,5%. Relativamente a questi ultimi,
quando si chiede un confronto con quelli del proprio paese il 59% non
vede differenze, il 25% li giudica peggiori e solo il 16% li vede
migliori.
ITALIA, QUANTO MI COSTI...
L'altro grande problema denunciato dagli studenti erasmus è
quello del caro vita.
Karola,
21enne ceca,
è particolarmente sensibile al problema.
“Rispetto a Praga spendo tanto di più. La borsa di
300 euro mi serve a stento per comprare il cibo. Mensilmente spendo tra
i 650 e i 700 euro. E per fortuna che facciamo molte feste in casa,
così risparmio un po' sul divertimento”.
Enrique, da buon spagnolo, è seguace del botellon.
“Qui in Italia rispetto alla Spagna i locali sono
costosissimi. A Barcellona una caña (una birra, ndr) costa
un euro e cinquanta. Qui a Roma non si trova una birra a meno di 5
euro. E' normale poi che l'alcol decidiamo di comprarlo al supermarket
e consumarlo fuori dai locali”. Il divertimento
è la voce più costosa per il 12,6%. A far dannare
gli studenti erasmus è soprattutto l'affitto, la voce
più costosa per il 69% di loro. Seguono il cibo (14,5%) e i
libri (4%). In generale però il dato più
significativo è quello che racconta che
l'83%
degli intervistati spende di più rispetto al proprio paese.
CASA, AMARA CASA
Oltre al danno c'è anche la beffa.
La casa oltre
ad essere costosa è difficile da trovare: ha avuto
problemi ben il 66% degli intervistati. La causa principale
è il prezzo elevato (per il 37,4%), seguita dalle cattive
condizioni della casa (per il 29,1%), dal razzismo dei proprietari che
non affittano a stranieri (per il 20,8%) e dall'assenza di un contratto
(per il 12,7%).
Quella della casa è un'anomalia
tutta italiana. Nei racconti Erasmus che Studenti Magazine mensilmente
pubblica, la ricerca della casa non è quasi mai un problema.
In molti casi (Danimarca, Francia, Svezia) è la stessa
università a trovare l'alloggio agli studenti. E
quando ciò non avviene, basta cercare per qualche giorno al
massimo per scovare l'alloggio giusto.
INGLESE, QUESTO SCONOSCIUTO

Altra
grossa difficoltà per gli studenti Erasmus è
quella linguistica. L'italiano, si sa, non è tra le lingue
più parlate al mondo.
In tanti, appena arrivati in
Italia, hanno avuto difficoltà. Il 47% giudica
insufficiente o scarsa la propria conoscenza della lingua, il
30,6% sufficiente, e solo il 22,4% la ritiene buona.
Quasi
tutti invece dichiarano di aver visto migliorare il proprio italiano
durante la permanenza nel Belpaese. Il merito però non
è stato certo dei corsi di lingua, bocciati dal 52,6% degli
intervistati, fra i quali il 30,6% non ha neanche cominciato
a frequentarli. Impietoso il giudizio sull'utilizzo della lingua
inglese in Italia. Appena l'1,4% lo ritiene indispensabile, contro il
46,6% che lo ritiene assolutamente inutile e il 53% che lo ritiene
utile, ma non fondamentale.
ITALIA TI SCEGLIEREI ANCORA, MA ...
Questo quadro a tinte chiaroscure non annulla completamente il
fascino dell'Italia che tuttavia viene inevitabilmente intaccato.
Se come abbiamo visto la maggior parte degli intervistati ha dichiarato
di aver scelto l'Italia perchè “è un
paese che mi è sempre piaciuto”, alla fine del
soggiorno la percentuale scende drasticamente. Qualcuno (il 35%)
però tornerebbe “nonostante le
difficoltà non siano poche”.
Non manca
infine chi (il 5%) in Italia non ci metterebbe più piede.
Antropologia dello studente Erasmus
Intervista a Nicola Alvaro, presidente di ESN
Italia
Erasmus in Italia: i risultati dell'inchiesta
Inchiesta sull'Università
Buonasera,
Sono uno studente di Scienze della Comunicazione presso l'università di Modena e Reggio Emilia.
Nell'ambito del laboratorio universitario "0FORMAT" tenuto da Loris Mazzetti in collaborazione di Fuori.tv, abbiamo realizzato un'inchiesta giornalistica sull'Università italiana.
Ecco il link dal quale poter vedere la video-inchiesta:
http://www.youtube.com/watch?v=99zLcgnrbkc UNIMORE VS OSLO
Si tratta di un'inchiesta che vuole confrontare l'Università italiana con quella europea, prendendo come esempio l'Università di Modena e Reggio Emilia -risultata prima in Italia secondo il Sole 24 ore- e l'Università di Oslo. E'un confronto che analizza come le stesse problematiche (Alloggi, servizi, tasse..) vengono trattate dalle 2 diverse realtà universitarie. Non si tratta di un servizio di critica ma propositivo: l'inchiesta termina con alcune proposte che in concreto potrebbero essere realizzate dall'Università per migliorare i servizi agli studenti e per migliorarsi.
Crediamo che nel nostro lavoro vi siano degli spunti interessanti che debbano essere presi in considerazione.
Da studenti sarebbe per noi importante che voi guardaste la nostra inchiesta, che ne teneste conto e che ci faceste pervenire un'opinione.
Grazie per l'attenzione
Mattia
risp a mildave...
tafazzi di questi cazzi!!
Il tuo commento sembra scritto da Tafazzi :-)
Sinceramente non capisco perché giudicare "impietoso" il giudizio degli studenti stranieri sull'uso dell'inglese in Italia. Pensi che vengano nel nostro paese per parlare inglese?
Solo il 10% risponde che all'arrivo la difficoltà maggiore è stata la lingua. Evidentemente sanno che in Italia abbiamo la stravagante abitudine di parlare italiano.
Per quanto riguarda il giudizio complessivo sull'esperienza, non mi pare negativo: il 95% ha risposto di non essere pentito.
Re: Il tuo commento sembra scritto da Tafazzi :-)
Non ho mai usato la parola "impietoso" per giudicare qualcuno, e neanche qui. ho solo riportato la mia esperienza toccando tutti i punti analizzati nell'articolo..cmq 95% in quest'articlo non compare mai, e quello a cui ti riferisci forse è l'idea che gli stranieri hanno prima di venire qui. Comunque già il titolo dell'articolo è negativo per l'Italia, visto che ci bocciano in tronco. Io ho solo testimoniato che questa cosa non succede solo qui, ma anche da altre parti...senza giuducare alcuno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Re: Il tuo commento sembra scritto da Tafazzi :-)
Mi riferivo infatti all'articolo, che è un commento all'esito del sondaggio. Non mi riferivo al tuo commento.
Mi sono spiegato male, chiedo scusa.
Qua mi spiego meglio:
http://mildareveno.ilcannocchiale.it/post/1827857.html
Per quanto riguarda il 95%, alla domanda "Potendo tornare indietro sceglieresti ancora l'Italia" le risposte sono state:
- Si, è un paese meraviglioso 60,2%
- Si, anche se le difficoltà non sono poche 34,8%
- No, l'Italia è troppo disorganizzata 5%
60,2 + 34,8 = 95
vale anche viceversa però
io l'erasmus l'ho fatto, 9 mesi in francia, e potrei dire esattamente le stesse cose... università peggiore di quella in cui studio (che m rendo conto non sia ottima a livello organizzativo), problemi nel trovare l'alloggio (m son dovuta attivare 6 mesi prima di partire, e il giorno che sono arrivata ho avuto la stanza solo perchè alla hall della residenza c'era uno studente straniero che faceva le 150 ore e non sapeva bene come funzionavano le cose), per il divertimento idem, compravamo bottiglie al supermarket perchè nei locali costavano come in italia e facevamo festa nel parcheggio della residenza...eppure l'erasmus è un'esperienza stupenda che rifarei subito, anche li dove sono stata!!!! e poi son potuta partire solo perchè ho passato l'esame in lingua francese, perchè se nn l'avessi passato avrei dovuto fare un corso e rifare l'esame e, nel caso in cui nn l'avessi passato, non sarei potuta partire...mentre c'erano parecchi ragazzi dell'est europeo che se ne sono sbattuti, sono arrivati senza sapere una parola di francese e sono partiti senza averne imparata neanche una, sperando solo di essere compresi per l'inglese...ok, l'inglese è la lingua universale, ma nn si dovrebbe imparare anche la lingua del paese in cui si sceglie di vivere, anche se per un periodo breve?per non parlare dei francesi, le persone meno disponibili che abbia mai incontrato!!!!
R: vale anche viceversa però
Sono stato anch'io in Francia, e confermo la tua esperienza. L'alloggio è difficile da trovare e costoso, l'organizzazione dell'università non impeccabile (l'assistenza è affidata al buon cuore dei diversi impiegati, e quelli disposti ad aiutare sono proprio pochini). In compenso, la qualità di certi corsi è incredibile (senza possibilità di analogie in nessuna università italiana).
A proposito della lingua, anche nella mia esperienza l'assegnazione della borsa Erasmus è avvenuta solo dopo aver superato l'esame di lingua, mentre ho incontrato diversi studenti extra-europei che non conoscevano nemmeno i rudimenti del francese. Evidentemente chi è arrivato in Italia sperando di poter parlare inglese non aveva ben capito lo spirito dell'Erasmus.
x gaia
francesi tt al rogo! vieira alla gogna..domenech nell'acido! W la ghigliottina, l'invenzione + importante mai inventa...za!! un colpo e via!
... come vengono visti invece i studenti stranieri
E' veramente difficile che uno studente Erasmus italiano vada in Spagna, in Francia o in Inghilterra se non conosce un minimo la lingua parlata nel paese che lo accoglie.
E ad essere sinceri gli studenti stranieri in Italia spesso non hanno cura di imparare l'italiano, ma preferiscono parlare in inglese che però non è la nostra lingua.
Per gli alloggi vale lo stesso, noi prima di andare troviamo un posto dove abitare, loro arrivano qui e cercano... abbiamo problemi anche noi qui in Italia.
Re: ... come vengono visti invece i studenti stran
> E' veramente difficile che uno studente Erasmus
> italiano vada in Spagna, in Francia o in
> Inghilterra se non conosce un minimo la lingua
> parlata nel paese che lo accoglie.
> E ad essere sinceri gli studenti stranieri in
> Italia spesso non hanno cura di imparare
> l'italiano, ma preferiscono parlare in inglese che
> però non è la nostra lingua.
> Per gli alloggi vale lo stesso, noi prima di andare
> troviamo un posto dove abitare, loro arrivano qui e
> cercano... abbiamo problemi anche noi qui in Italia.
Invece di fare tanto la nazionalista, usa l'articolo determinativo appropriato;)