Home Page » Universita » Inchieste » Mi fumo il futuro

Universita

Mi fumo il futuro

Un sondaggio lanciato sul sito studenti.it rivela: 4 studenti su 10 affermano di fare uso di droga a scuola e all'Università. Maggiorenni e minorenni, di buona famiglia o provenienti da situazione di disagio, in tanti, nonostante le campagne di informazione sui danni e i pericoli derivanti dall'uso di sostanze stupefacenti continuano a fumare hashish e marjuana e, in diversi casi, non si accontentano di quelle che un tempo erano chiamate droghe leggere

a cura di Flavia Grossi

Motorini parcheggiati alla meglio, via vai di persone nell'andirivieni universitario. Il sole è alto, è una giornata delle tante qui alla Sapienza di Roma, sui prati del cortile si vede gente sdraiata a ripetersi le lezioni, due ragazzi si appartano sul muretto che sfugge alla vista ma non al naso. Ridono con occhi rosso fuoco in modo scomposto e si capisce subito che il fumo proveniente dalla loro direzione non è quello di una sigaretta. Ma qui non si fa più caso a quella che per molti ragazzi è la normalità. Così per i più piccoli. Fermata dell'autobus, in pieno centro, si sentono gli schiamazzi di alcuni adolescenti seduti al lato del marciapiede. Stanno lì, si guardano intorno e si passano lo spinello.

AGLI ONORI DELLA CRONACA
Media di qualunque tipo, online o cartacei, basta sfogliarli per leggere titoli come questi e rendersi conto del fenomeno. “Dosi a domicilio con una sorta di pony express: questo il sistema adottato da un gruppo di spacciatori minorenni di Bagheria” o “I militari avevano inizialmente scoperto un giovane di 18 anni vendere ad alcuni coetanei due dosi di marijuana” e ancora “Scoperta coppia di fidanzatini pusher. Ricevevano ordinazioni via telefono ed effettuavano la consegna a bordo del loro Suv” e infine: “Ostia: fermati due pusher minorenni. Gestivano lo spaccio di cocaina in Piazza Gasparri”. Quello del consumo e dello spaccio di droga tra i giovani è un fenomeno sociale che invade le pagine della cronaca, la vita delle famiglie coinvolte nel fenomeno, quella di tanti ragazzi che per problemi o per mancanza di stimoli ne fanno uso, e che arriva a coinvolgere direttamente i luoghi deputati all'educazione e all'insegnamento: la scuola e le Università.

DALLA STRADA AI LUOGHI DI STUDIO
Già perché quello che a lungo si è ritenuto un fenomeno riguardante determinati luoghi di aggregazione, come discoteche, locali, parchi o concerti si è espanso invadendo anche altri ambiti della vita giovanile. Da questi spazi non sono esclusi quei posti in cui gli studenti dovrebbero essere controllati e tutelati e in cui passano la maggior parte del loro tempo, ovvero le scuole secondarie e gli ambienti universitari. Tramite un sondaggio lanciato sul sito studenti.it abbiamo scoperto infatti che 4 studenti delle superiori su 10 affermano di fumare spinelli nella loro scuola. Lo stesso dato emerge rivolgendo la medesima domanda agli studenti universitari, che, in 4 su 10, affermano di fumare hashish o marjuana all'Università.
Ci dice Alessandra, 21 anni, universitaria: “Io vado a Scienze Politiche che è notoriamente un ricettacolo di gente che non sa che altro fare nella vita ma, costretta dai genitori o solo dalla società ha bisogno di un titolo di studio, motivo per cui al primo anno c'è un boom assurdo di iscritti e al secondo anno ne sopravvivono meno della metà. Aggiungiamoci anche che è una facoltà palesemente spostata a sinistra quindi favorevole a una generale liberalizzazione di queste cose. A conti fatti, direi che tanti, se non addirittura tutti, fumano hashish e marjuana all'Università. Non sto estremizzando, dico ciò che vedo.” Continua ancora rivelando qualcosa di inaspettato e che fa riflettere: “Io ho fumato molto di più all'interno del mio liceo durante la ricreazione di quanto fumo ora all'Università, ma potrebbe dipendere semplicemente dal fatto che non sono più una consumatrice accanita.” Affermazione che porta a chiedersi se l'uso di droghe sia così vasto anche nelle scuole. Risponde Veronica, 18 anni, studentessa alle superiori: “Nella mia scuola tanti, almeno la metà delle persone, fumano hashish e marjuana, soprattutto al triennio. Io non fumo più a scuola, perché ho smesso.”

A SCUOLA E ALL'UNIVERSITÀ
Da queste affermazioni e da quei 4 studenti su 10 che dal sondaggio di studenti.it affermano di fumare spinelli viene da chiedersi come entri la droga nei luoghi di studio e che uso ne facciano i ragazzi. Risponde chiaramente alla domanda Alessandra, la ragazza universitaria: “A scuola ho visto gente che spingeva (spacciava ndr.) è assolutamente normale. Ogni giorno, quasi. Routine. Se per università intendiamo la mia facoltà rispondo no, non ho mai visto nessuno vendere o comprare davanti a Scienze Politiche. Se intendiamo la città universitaria nel complesso assolutamente sì, spesso.” Ma quello che non ci si aspetta è che a spacciare siano gli stessi studenti che ne fanno uso e non estranei che entrano nei luoghi di studio. Spiega il “giro della droga” nelle scuole uno spacciatore che abbiamo intervistato (l'intervista intera è a pagina 12): “Chi spaccia non ha interesse a entrare dentro una scuola. Si vende in altri contesti esterni alla scuola, poi è lo studente a portarlo dentro. Chi ne fa uso, innanzitutto ha il “vizio”, pagarlo diventa difficile e per trovare i soldi per comprarlo per sé lo rivende agli amici di scuola a un prezzo più alto rispetto a quello a cui l'ha comprato.” Non molto differente è lo scenario che si prospetta dentro le Università: “Anche qui, non c'è interesse da parte dello spacciatore a entrare nell'Università, perché il contatto con lo studente che fuma c'è all'esterno. Poi, lo studente, per gli stessi motivi di quello delle superiori, comincia a crearsi le amicizie tra chi fuma. É una tecnica”.

UNIVERSITARI E MINORENNI
Continua la nostra fonte: “La differenza tra minorenni e universitari però c'è e deriva da diversi motivi. Nelle scuole c'è un controllo maggiore, professori, presidi, personale di servizio che verificano, per quanto possibile, cosa avviene nei vari luoghi scolastici e che sono dotati di “armi” per esercitare il controllo, quali i provvedimenti disciplinari e ovviamente, le comunicazioni ai genitori. Spesso però questo controllo non è sufficiente e i ragazzi lo stesso riescono a fumare spinelli”. Ci racconta Alessandra di quando era al Liceo: No, quale controllo? C'era una ex aula professori verosimilmente occupata da un ventennio dove si fumava liberamente. Anche all'esterno dell'edificio non ci si faceva scrupoli. Certo, non è che si sbattesse in faccia al preside la canna, e lui non se ne stava lì compiaciuto a lasciar fare, ma sicuramente non ci sono guardie ad ogni angolo.” Più controllata è invece la scuola frequentata da Veronica, anche se comunque chi vuole fumarsi il suo spinello trova lo stesso il modo: “È vietato fumare addirittura le sigarette, però si fuma lo stesso. Comunque no, non c'è molto controllo perché si fuma in bagno, negli spogliatoi della palestra, per le scale di sicurezza.”
All'Università invece, la situazione è differente perché negli spazi all'aperto, ma spesso anche al chiuso, i ragazzi fumano e nessuno controlla cosa ci sia nelle sigarette preparate, rischiando quasi di trasformare le città universitarie in luoghi protetti in cui sballarsi un po' senza farsi “beccare”.

I SOLDI FANNO LA DIFFERENZA
Un'altra differenza sostanziale tra l'uso che ne fanno maggiorenni e minorenni è di natura economica, fattore di non poco conto per chi deve acquistare le dosi. Gli Universitari dispongono di più soldi, spesso sono fuori sede con un budget stanziato dai genitori o lavorano per mantenersi, mentre i più piccoli hanno meno disponibilità. A tale proposito, ci spiega meglio lo spacciatore che ci fornisce un quadro preciso della situazione: “I ragazzi che vanno alle superiori vanno a “investire” quei 10, 20 euro che, al di fuori del contesto scolastico, possono essere per acidi che generalmente usano nei rave o nei festini mentre, all'interno della scuola, è più facile trovare il fumo o l'erba. Chi va all'Università ha una situazione economica differente. Inoltre, si tratta di ragazzi più grandi che non si accontentano più solo della canna, cercano nuovi stimoli che possono trovare nella cocaina. 0,6 grammi si trovano a 50 euro, magari con 80 euro si prendono un grammo e, se lo moltiplichi per le quattro settimane del mese, si arriva a una spesa di 320 euro al mese circa, per cui o sei un “figlio di papà” o hai un lavoro o la cocaina non te la puoi permettere”. Non conta solo il fattore economico quindi, ma anche il tipo di esperienza commisurata all'età e alle diverse possibilità, ci spiega ancora lo spacciatore: I minorenni tendono a 'sfasciarsi', prendono il fumo (hashish ndr.) per il weekend, non per un uso regolare e lo fumano in comitiva o durante la ricreazione. L'universitario ne prende di più perché è più libero, spesso vive da soli e non è controllato. All'Università, se stai in cortile nessuno controlla cosa fumi, a scuola invece c'è il bidello ad ogni piano, i minorenni sono più controllati.
Controllo, fattori economici e informazione, elementi importanti, ma evidentemente non sufficienti a debellare un fenomeno in continua espansione e che attrae anche i più giovani che, nonostante quanto si faccia per combattere questa piaga sociale, seguitano a esserne attratti e cercare le droghe.

APPROFONDIMENTI
- Intervista a studentessa che fa uso di droghe
- Intervista a spacciatore

Voto


Commenti
(3)

maria venerdì, 3 aprile 2009

mary

lasciateci fumare in pace vietate tutto il resto vietate l alcool

n° 3
venerdì, 20 febbraio 2009

ancora a parlà di droghe leggere....

ancora a parlà di droghe leggere...ragazzi fossero questi i problemi...Non vi siete accorti del consumo di EROINA (e derivati) che c'è tra i giovanissimi???le canne...certo, se si continua con questa politica antiproibizionista il fenomeno continuerà ad esserci(è matematico,più una cosa è vietata più attira ).non vi siete chiesti perchè non la legalizzano?visto che la gente la consuma anche se è illegale, perchè non si permettere di avere una piantina propria,così che i ragazzini non devono andà per strada e trovarsi in situazioni pericolose??questo graverebbe sui bilanci della mafia, quindi il governo si adopera in tutti i modi perchè questo non avvenga, salvaguardando il commercio dei suoi amici mafiosi.quindi invece di denunciare il fenomeno delle "canne tra i giovani" che è vecchio come il cucco e non è mai morto nessuno, parlate delle droghe "pesanti" casomai o della politica che sta dietro a tutto.

n° 2
Tricky giovedì, 19 febbraio 2009

neanche a farlo apposta...

Oggi dalle parti di casa mia hanno preso due studentelli che spacciavano. Quando si dice il caso

http://www.romatoday.it/municipio/4-montesacro/tufello/studenti-spaccia tori-via-val-dala.html

n° 1
kikk@ venerdì, 20 febbraio 2009

Re: neanche a farlo apposta...

> Oggi dalle parti di casa mia hanno preso due
> studentelli che spacciavano. Quando si dice il caso
>
> http://www.romatoday.it/municipio/4-montesacro/tufello/studenti-spaccia tori-via-val-dala.html

Io sono una studentessa della Sapienza e sinceramente non ho mai visto nè spacciare nè fumare spinelli...comunque sono sicura che queste cose avvengano...

Siamo 2.328.535 iscritti Iscriviti