
Durante l'inaugurazione del nuovo anno accademico,
Luigi Frati, rettore dell'Università La Sapienza di Roma, ha lanciato l'allarme: alla fine del 2010 l'ateneo non sarà in grado di pagare gli stupendi al personale a causa della
"drastica riduzione di risorse legate al taglio dei fondi". Il rettore ha spiegato che per l'ateneo romano è prevista una riduzione, nello stanziamento dei fondi, di più di 50 milioni di euro. Per questo motivo il rettore è intenzionato a
chiedere al governo la nomina di un commissario il prossimo mese di marzo.
Questa la spiegazione del rettore: "Il taglio dei fondi di finanziamento ordinario del 9% nel 2010
per La Sapienza significa un minore introito di oltre 50 milioni di euro. Non saremo in grado di approvare il bilancio preventivo, di assumere un ricercatore, di finanziare i dottorati di ricerca, di stimolare la ricerca scientifica, di rinnovare le attrezzature didattiche o di ricerca e così via. Potremo andare avanti fino a marzo per dodicesimi di spesa rispetto al 2009 e poi chiederemo al governo la nomina di un commissario. In queste condizioni
La Sapienza, dopo aver economizzato quanto possibile, non sarà comunque in grado di erogare gli stipendi a fine anno 2010, perché nessuna istituzione può sopravvivere ad una così drastica diminuzione di risorse, come quella disposta dalla legge di programmazione finanziaria 2009/2012".
Ed il rettore continua così: "
I tagli previsti e sinora non corretti non sono sopportabili da parte di nessuna università. Anche dopo aver riformato la governance ed economizzato quanto possibile alla Sapienza restano due nodi finanziari che spiegano il
deficit 2010, stimato in circa 85 milioni di euro anche applicando la norma durissima del blocco di ricambio. Gli oneri impropri riguardano gli oneri retributivi di portantini, infermieri, tecnici di radiologia del Policlinico, pari a 35 milioni di euro se si esclude la percentuale di rimborso previsto sul Fondo di finanziamento ordinario.
Senza i tagli e regolando i rapporti con il servizio sanitario nazionale con le stesse regole delle Regioni virtuose,
la Sapienza sarebbe con il bilancio in pareggio".
non è la sola
Non faccio nomi, ma anche la mia universtià è in rosso, non so per colpa di chi.
W la Gelmini
Ancora una volta: W LA GELMINI!!!