E' balzata all'attenzione dei media come "l'università dei suicidi" la Cornell University di Itaha, Stato di
New York. E non poteva che essere così: un numero impressionante di studenti dell'ateneo si è tolto la vita negli ultimi anni. E nell'ultimo periodo l'escalation ha subìto addirittura un'impennata: sono ben 6 gli studenti che si sono suicidati negli ultimi sei mesi.
Uno studente della facoltà di ingegneria, William Sinclaire, si è ucciso poche settimane fa. Meno di una settimana dopo è stato trovato il cadavere di Matthew Zika, che si è suicidato lanciandosi da un ponte della zona universitaria.
Ma la lunga scia di suicidi parte da lontano. 11 studenti si sono suicidati prima del 2000, 5 tra il 2002 e il 2005
. Il New York Times si era occupato della vicenda nel 1994, quando due iscritti all'ateneo si erano suicidati a distanza di pochi giorni.
David Skorton, preside dal 2002 della Cornell assicura all'agenzia di stampa Apcom di aver affrontato il problema: "
Analizziamo caso per caso per vedere se avessimo potuto aiutare in modo migliore e come comportarci in futuro". Sono stati intensificati i controlli nelle vicinanze dei ponti, e l'orario per le consulenze psicologiche per studenti è stato reso più flessibile.
Il
responsabile dei servizi di
assistenza psicologica dell'ateneo, Greg Eells, vuole però smontare il mito dell'universita "dei sucidi": "La statistiche dicono che non siamo lontani dalla media degli altri campus, ma
ogni volta che succede qualcosa qui da noi i media si scatenano, e nell'opinione pubblica aumenta la percezione negativa della nostra università".
Alla Cornell University studiano
circa 20.000 studenti, e nel corso della sua storia sono transitati da lì, come alunni o come docenti,
40 premi Nobel. Nella classifica del Times sulle migliori università del mondo nel 2009, la Cornell University era ottimamente posizionata al quindicesimo posto.