Controllo utente in corso...

Primato in negativo dei laureati italiani

Eurostat, l'ufficio statistico della Commissione europea, ha reso noti i dati di uno studio condotto tra i giovani laureati dei paesi europei e l'Italia si è classificata negli ultimi posti: solo 19 giovani su 100 tra i 24 ed i 35 anni sono laureati

di Barbara Leone 6 maggio 2009

uomo in classificaEurostat, l'ufficio statistico della Commissione europea, ha reso noti i dati del rapporto "Il processo di Bologna nell'educazione universitaria: indicatori chiave della dimensione sociale e della mobilità". Lo studio è stato condotto tra i giovani laureati dei paesi europei e l'Italia ha conquistato il "primato" in negativo. Infatti i giovani laureati italiani sono tra le ultime posizioni della classifica. Secondo la statistica tra gli italiani di età compresa tra i 25 ed i 34 anni solo 19 persone su 100 hanno la laurea. La media europea è molto più alta: nella maggior parte dei paesi è intorno al 30%, mentre in stati come Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Regno Unito arriva anche al 40%. Gli unici paesi che l'Italia è riuscita a battere sono Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia.

Facendo una distinzione per sessi, gli uomini italiani hanno raggiunto risultati peggiori delle donne: infatti, sempre nella stessa fascia d'età, soltanto 15 maschi su 100 hanno terminato gli studi universitari, mentre per le donne si parla di un 23%. Un dato molto basso soprattutto se confrontato con paesi come Cipro, dove invece il 42% dei giovani uomini è laureato. Il titolo di studio è determinato anche dalla famiglia di provenienza: secondo i dati raccolti uno studente che proviene da una famiglia di persone laureate ha maggiori possibilità di prendere a sua volta la laurea. Al contrario, le persone che provengono da una famiglia con un basso livello di formazione hanno minori possibilità di frequentare l'università e raggiungere il titolo di studio superiore.

I laureati provenienti da famiglie "a basso livello di formazione" sono soltanto il 9% di tutti i giovani tra i 24 ed i 35 anni; mentre per i giovani provenienti da famiglie istruite, la percentuale sale al 60%. Quindi i figli di laureati hanno una probabilità sette volte maggiore di prendere la laurea rispetto ai coetanei che appartengono a famiglie con un livello di istruzione molto basso. Anche in questo caso l'Italia non riesce a reggere il confronto con gli altri paesi europei: nel Regno Unito i figli dei laureati hanno una probabilità doppia di raggiungere la laurea; in Francia e Spagna la probabilità sale a due volte e mezzo, comunque ancora molto lontana da quella italiana.

Il "processo di Bologna nell'educazione universitaria" è un programma avviato nel 1999 che vuole portare a raggiungere una riforma per realizzare "uno spazio europeo dell'istruzione universitaria" entro il 2010. L'istruzione universitaria è infatti considerata "determinante per ottenere un impiego" ed influente per la retribuzione, in quanto "coloro che sono in possesso di un livello di istruzione superiore guadagnano in media il doppio dei lavoratori con un livello di istruzione debole". Per questo gli studi universitari assumono un'importanza notevole e devono poter essere sviluppati per dare la possibilità a tutti di portarli a termine.

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

33
Commenti

Pagina 1 di 3:
1 2 3 > »
Pirrolo domenica, 28 giugno 2009

Tutto sbagliato: i laureati sono TROPPI!

I laureati italiani sono pochi rispetto agli altri paesi europei, ma sono troppi per il nostro mercato del lavoro.

Se poi andiamo a vedere in che cosa si laurea la gente, vediamo che un buon 60-70% è laureato in materie umanistiche che non servono (lavorativamente parlando) assolutamente a niente: queste cose sono ovvie, è inutile che poi qualche laureato in "Filosofia della cucina uzbecka" si lamenti di non avere lavoro...
Lo sapete che circa il 40% degli psicologi europei è italiano? Però gli italiani non sono il 40% della popolazione europea, ma molto di meno... traetene le conclusioni.

n° 14
Impiegato informatico mercoledì, 17 giugno 2009

Che vergogna..

Sono laureato in ingegneria informatica, il mio capo è appena diplomato e lui guadagna il doppio di me...Non è assolutamente vero che una laurea influenza lo stipendio, al limite ti da la possibilità di essere rivenduto di più dai tuoi datori di lavoro.All'estero tutta un'altra storia, ma che ci sto facendo qui in Italia???Ah si, ho ancora il mutuo da pagare ma quando lo finisco, giuro che me ne vado ed anche di corsa...Bye bye a tutti

n° 13
Alessandro mercoledì, 17 giugno 2009

mi sono stancato

E' bello che siamo all'ultimo posto? chissà perchè...Ci sono le solite ingiustizie.I giovani si scocceranno di andare a bruciare una vita sui libri a rischio di non trovare lavoro,di sopportare prof che ti fanno sentire come in un campo di concentramento.Ma che diamine.Perchè i professori ci smerdano?forse perchè non siamo figli di laureati e forse perchè devi essere un loro parente.che schifo che schifo...certe volte per colpa loro penso di farla finita.Mi hanno rovinato una carriera.

n° 12
pippo mercoledì, 17 giugno 2009

In ITALIA ci vogliono troppi soldi per studiare e

La differenza è che in Italia ci sono cervelli, creatività e voglia di fare, ma ci vogliono troppi soldi per studiare e i governi rubano sugli studenti, sugli operai, e su chi vuole vivere onestamente.
Negli altri paesi studiare è più facile e economico.

n° 11
b4d venerdì, 19 giugno 2009

Re: In ITALIA ci vogliono troppi soldi per studiar

> La differenza è che in Italia ci sono cervelli,
> creatività e voglia di fare, ma ci vogliono troppi
> soldi per studiare e i governi rubano sugli
> studenti, sugli operai, e su chi vuole vivere
> onestamente.
> Negli altri paesi studiare è più facile e economico.

Cavolo! è proprio vero che l'aver appagato, grazie al welfare, la maggior parte dei bisogni dei cittadini italiani non può che portare ad un aumento delle loro richieste. Cmq lasciando perdere l'analisi polito/sociologica della tua richiesta posso dirti che 800-1000 euro come retta "ANNUALE" per una famiglia basso borghese( ricordiamo che in tutte le università i calcoli delle rette sono in base al reddito) a mio parere non sono tanti, soprattutto se pensi che quello che ti viene dato è un livello di istruzione universitario.
Ovviamente questa è 1 opinione personale...

DaNy giovedì, 18 giugno 2009

Re: In ITALIA ci vogliono troppi soldi per studiar

Quoto in pieno!
Bisognerebbe agire prima politicamente.. Tutti parlano e nessuno fa niente per cambiare le cose!! Non ci lamentiamo se la nostra fama in europa e nel mondo non è più bella come lo era prima..

eliana mercoledì, 20 maggio 2009

delusa

ho 24 anni appena compiuti e 2 lauree, la triennale e la specialistica in lingue straniere entrambe conseguite con relativa tesi e discussione ed entrambe con 110 e lode...sono disoccupata non riesco a trovare uno straccio di lavoro nonostante invii curriculum ogni giorno ovunque. tanti sacrifici, tanti anni e tante speranze x non avere assolutamente nulla in cambio...e allora non è meglio laurearsi dopo ma vedersene bene della gioventu?

n° 10
Chiudi
Aggiungi un commento a Primato in negativo dei laureati italiani...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori
Pagina 1 di 3:
1 2 3 > »