Continua Campogrande: "Sempre di più anche le città attente a noi, per esempio quando apriamo le nostre sedi i rappresentanti istituzionali salutano la nostra presenza con entusiasmo, partecipazione e stima verso il nostro impegno".
- Come si concretizza questo lavoro?
"Non è sempre facile farlo capire all'esterno: nelle nostre sedi ci sono spesso ospiti culturali di rilievo, da Marcello Veneziani a Furio Colombo , a Margherita Hack , a Luca di Montezemolo , a Pietro Mennea, da Zamagni a Brunetta, agli esponenti di Amnesty International, trattiamo temi impegnativi e importanti come per esempio quelli dell'abolizione della pena di morte, del doping nello sport. Noi lavoriamo per tutti, in appoggio alle università e alle istituzioni "
- Cosa risponde a chi dice che il Cepu impartisce solo nozionismo e non cultura vera?
"Non è così, basta provare i nostri corsi. Ogni studente viene seguito da un solo docente , cosa che alle università non avviene. La nostra tutoria è sempre preparata , anche dal punto di vista del rapporto psicologico con gli utenti.
Secondo noi tante volte il problema più importante per gli studenti è proprio l'aspetto psicologico , l'insicurezza di sé stessi e della propria capacità di fare".
- Come ponete attenzione all'aspetto pedagogico allora in confronto agli atenei?
"Mi sembra che ci debbano essere delle sinergie tra pubblico e privato, perché chiunque può contribuire a migliorare la qualità della formazione. Vogliamo far capire agli studenti che studiare non è un obbligo ma un piacere: la pedagogia è un'arte, per noi è qualcosa d'appassionante".
- Cosa risponde a chi dice che lucrate sulle spalle degli studenti e grazie alle manchevolezze degli atenei?
"Noi le studiamo tutte per rendere più accessibile il servizio, anche se sappiamo che oggi non tutti possono permetterselo. Vogliamo lavorare con altre strutture per abbattere i costi. Per adesso abbiamo trovato in alcune parti d'Italia delle borse di studio per far studiare chi non se lo può permettere".
- Quali sono le prospettive di sviluppo di Cepu?
"Sempre più ci conoscono, sempre meglio ci apprezzano. Le possibilità sono infinite. Adesso stiamo lavorando con l'istituto di formazione della Fiat su un corso per meccanici e elettrauto. Qualsiasi spunto interessante può trovare dei partner e si può fare di più di quello che si fa all'università"
- Se lei dovesse riformare l'università cosa farebbe per prima cosa?
"I nostri bambini a scuola sono travolti da una società che li fa comportare in maniera diversissima e incontrollabile. Iniziamo a ricordiamoci che alla base di tutto stanno le persone con il loro nome e cognome, la loro identità. Dobbiamo avere un progetto organico che possa vedere interessati, ad ogni livello di studi, tutti i soggetti interessati alla formazione. Il lavoro che fa l' università viene fatto più che bene, ci sono solo cose da rivedere o ritoccare"
- Può essere in futuro che Cepu apra una sua università privata?
"Non lo escluderei, è importante che si faccia al meglio, sfruttando le energie dei giovani e delle loro idee, lavorando di olio di gomito e premiando la meritocrazia, cose che facciamo da sempre. Da noi la cultura dell'impiegato, con tutto il rispetto, non esiste".