Il
Cnvsu, Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, ha analizzato la
situazione delle università telematiche italiane. Ed il quadro che viene delineato è decisamente negativo:
negli atenei online ci sono pochi insegnanti e la didattica non è eccellente. L'istituto di valutazione ha confermato i problemi che riguardano questo tipo di atenei che già erano stati sollevati in diverse occasioni. Attualmente
in Italia ci sono 11 atenei che offrono una didattica esclusivamente online, ai quali è iscritto poco più dell'1% degli studenti universitari, principalmente
studenti lavoratori con più di 25 anni. Dal Ministero dell'Istruzione ancora si attende un
decreto che stabilisca regole precise per questo tipo di università, in modo da risolvere tutti i problemi che le riguardano.

La
prima questione negativa sugli atenei online riguarda
il numero di insegnanti e la loro preparazione. Il Cnvsu fa notare infatti che molto spesso le lezioni sono affidate a
ricercatori a tempo determinato, a
personale a contratto che arriva dagli atenei tradizionali oppure a
professori che non possiedono i titoli accademici adeguati per quel ruolo, come spiega al quotidiano Il Messaggero
Guido Fiegna, rappresentante del Cnvsu: "
Ad oggi si può ricorrere a personale a termine per rientrare nei requisiti minimi. Ma la qualità della didattica decade e questi ambienti di apprendimento rischiano di configurarsi come dottorifici. Tre ministri, dalla Moratti in poi dovevano rimettere mano alla questione, ma nessuno l’ha fatto".