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Arresti eccellenti all'Università di Messina

Le ipotesi di reato per il preside della facoltà di Veterinaria sono di falso in atto pubblico e tentata concussione ai danni di un docente, per aver cercato di condizionare l'esito di un concorso a favore del figlio. Sempre in questo ateneo si era indagato sulla compravendita di esami, sugli appalti truccati e sull'assassinio di un docente

di Redazione Studenti 23 luglio 2007
Il professor Battesimo Consolato Macrì, eletto di recente preside di Veterinaria, è agli arresti domiciliari accusato di tentata concussione ai danni di un docente, per aver cercato di condizionare l'esito di un concorso per professore associato di chirurgia veterinaria e favorire il figlio Francesco.

Purtroppo non è la trama dell'ultimo romanzo estivo di Andrea Camilleri ma è quanto ha scoperto la Direzione distrettuale antimafia nell'inchiesta sull'Università di Messina. Sempre a Macrì sono contestate due ipotesi di falso in atto pubblico, commesse nella qualità di presidente della commissione di un concorso per ricercatore nel suo dipartimento.

In carcere sono finiti il professor Giuseppe Piedimonte, responsabile dell'area progettazione dell'Industrial liaison office (Ilo) dell'ateneo messinese; il professor Stefano Augliera, segretario amministrativo. Domiciliari, invece, per Eugenio Capodicasa, funzionario amministrativo del Rettorato; Ivana Saccà, moglie di Capodicasa e dipendente della società Unilav, in servizio nell'ufficio di Piedimonte. Le ipotesi di reato sono peculato diretto all'appropriazione di finanziamenti regionali e dell'Università destinati alla realizzazione del progetto scientifico Lipin. Al peculato sono connessi reati di falso in atto pubblico.

Già in passato inchieste analoghe avevano coinvolto l'ateneo messinese su presunti rapporti tra docenti dell'università e la cosca Morabito di Africo Nuovo, ma si era indagato anche sulla compravendita di esami, sugli appalti truccati, fino all'assassinio di un docente, il professor Matteo Bottari, genero dell'ex rettore Guglielmo Stagno D'Alcontres e titolare della cattedra di endoscopia, ucciso nel gennaio del 1988. Nell' inchiesta sono emersi gli interessi dei Morabito sugli appalti del Policlinico, definito una «colonia» del clan calabrese.

Il Ministro dell'Università Mussi ha disposto un'ispezione ministeriale e si è informato sui poteri di cui può disporre per contrastare episodi gravi come questi, compresa l'ipotesi di commissariamento dell'Università in quanto ente pubblico.

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6
Commenti

inso venerdì, 27 luglio 2007

...

c'è da meravigliarsi??siamo in italia!

n° 4
Fairy mercoledì, 25 luglio 2007

incendio

l'università di Messina, facoltà di veterinaria, con i suoi archivi e tutto, è andata bruciata durante gli incendi di questi giorni

n° 3
messinese martedì, 24 luglio 2007

mah

tutto ciò è venuto a galla perchè sull'università di messina c'è una inchiesta in corso da un pò di tempo...ma è ovvio che questo problema esiste nell'80% delle università italiane.
Meritocrazia è una parola non contemplata dal vocabolario Italiano.
Poi non ci lamentiamo quando i nostri migliori cervelli scappano all'estero.

n° 2
non esageriamo mercoledì, 25 luglio 2007

Re: mah

non esageriamo...diciamo che succedono spesso li'...

che schifo!!!

bella notizia lunedì, 23 luglio 2007

succede solo li?

La punta di un iceberg, è così dappertutto

n° 1
Fede lunedì, 23 luglio 2007

Re: succede solo li?

Solo in Italia 'sti personaggi sono serviti e riveriti. Siamo proprio un popolo bue se ci lasciamo mettere i piedi in testa da questa gentaglia.

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