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Almalaurea: intoppo o servizio utile?

In tante università è obbligatorio compilare il questionario Almalaurea, pur non essendolo per legge. Tanti studenti lo vedono come una costrizione inutile e dopo la laurea poi in pochi hanno avuto notizie

di Matteo Scarlino 26 febbraio 2008
Finiti gli esami, scritta a tempo di record la tesi, convinto il professore che è tutto ok, tra lo studente e la laurea non c'è nient'altro. In teoria, perché nella realtà non si è ancora fatto i conti con la burocrazia e con la documentazione da segretaria da produrre per poter accedere all'esame di laurea. Tutto nella norma, fino a quando non ci si trova davanti alla “pratica Almalaurea”, senza della quale in molte università non ci si può laureare. “A me sta bene riconsegnare i cedolini degli esami, sta bene presentare tutti i documenti richiesti, la tesi e la modulistica varia: sono cose che hanno un senso. Però davvero non capisco il perché devo perdere tempo dietro Almalaurea”.

ALMALAUREA: A CHE SERVE?
A parlare è Riccardo, un laureando alla facoltà d'Architettura “Quaroni” della “Sapienza” di Roma, alle prese con la documentazione per potersi laureare. Riccardo rappresenta i tanti studenti italiani che tra i tanti documenti si ritrovano anche la compilazione del questionario Almalaurea chiedendosi “A che serve?”.
Un momento, quello della compilazione del questionario, vissuto come un'inutile coercizione. Sul forum di Studenti.it infatti il 61% degli interpellati sull'utilità di Almalaurea ha risposto in maniera negativa, contro un 39% che invece pensa si tratti di un servizio utile. Un ruolo determinante lo gioca l'obbligatorietà che in realtà non è imposta da Almalaurea, ma dalle singole università. Delle 51 università consorziate, 28 impongono il questionario in maniera obbligatoria. Dove non è obbligatorio poi è comunque necessario compilare un modulo di rinuncia all'iscrizione (compilazione che comporta un modulo in più). Ma perché se il servizio non è obbligatorio, le università lo impongono? Andiamo con ordine e cerchiamo di capire cos'è Almalaurea.

COS'E' ALMALAUREA
Si tratta di un servizio nato nel 1994 e che rende disponibili on line i curricula dei laureati “ponendosi”, si legge sul sito internet, “come punto d'incontro fra laureati, università e aziende”. Nata su iniziativa dell'Osservatorio Statistico dell'Università di Bologna, AlmaLaurea ha conosciuto in questi anni una crescita esponenziale, raggiungendo oggi il 67 per cento dei laureati italiani. Gestita da un consorzio senza fini di lucro di Atenei Italiani con il sostegno del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, AlmaLaurea nasce con l'intento di mettere in relazione aziende e laureati e di essere punto di riferimento dall'interno della realtà universitaria per tutti coloro (studiosi, operatori, etc...) che affrontano a vario livello le tematiche degli studi universitari, dell'occupazione, della condizione giovanile.
“Almalaurea”, ci spiega il direttore Andrea Cammelli, “è uno strumento che ha raggiunto un'efficienza tale da essere diventato un punto di riferimento per le valutazioni del comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, valutazioni dalle quali scaturisce la ripartizione dei fondi. Da qui nasce l'interesse delle Università a che la raccolta dei questionari avvenga nella maniera migliore possibile”. In sostanza nell'ottica di un'università più studenti compileranno il questionario, più saranno attendibili i dati per ottenere i finanziamenti. E non è un caso che in molti atenei l'obbligatorietà sia entrata in vigore quando il comitato di valutazione ha scelto di far riferimento ad Almalaurea per reperire questi dati.

PERCHE' L'OBBLIGATORIETA'?
Il sito internet del consorzio ed anche il suo direttore però insistono sulla NON obbligatorietà della procedura. “Uno studente può anche scegliere di non compilare il questionario ed anche lì dove al questionario si subordina la partecipazione all'esame di laurea, l'obbligatorietà fa riferimento alla sola compilazione del questionario e non alla trasmissione dei dati nella banca dati”.  Che il questionario venga percepito come un ulteriore intoppo burocratico Cammelli ne è consapevole, anche se attribuisce l'errore ad un difetto di comunicazione da parte delle singole segreterie. A tal proposito abbiamo provato a contattare la segreteria della facoltà d'Architettura “Quaroni” della “Sapienza” di Roma, quella di Riccardo. Dopo svariati tentativi telefonici, durati quasi una settimana, siamo entrati in contatto con un impiegato. Abbiamo provato a chiedere il perchè dovessimo consegnare per forza quella ricevuta anche se non obbligatoria a livello nazionale, la risposta è stata un po' spiazzante: “Il regolamento non l'ho fatto io. Provi a chiedere a qualcuno più in alto. Il nostro compito è solo di applicare le regole”. E la regola alla “Quaroni”, come testimoniano le immagini inviateci da Riccardo, l'hanno addirittura stampata a caratteri cubitali, sottolineando l'obbligatorietà, come si usa fare per quelli avvisi a cui di solito gli studenti dimenticano di dar retta.

IL QUESTIONARIO
La realtà è quella di cui parla il direttore Andrea Cammelli, ovvero di un'obbligatorietà legata solo alla restituzione di dati di interesse dell'università. Nei fatti però uno studente difficilmente riesce a distinguere quali sono i dati indispensabili da consegnare e quali quelli superflui. Il questionario consta in totale di 244 domande suddivise in 6 sezioni: dati anagrafici, curriculum scolastico, notizie sull'esperienza universitaria, giudizio sull'esperienza universitaria, notizie sulla famiglia, intenzioni e prospettive future. Come si vede i dati richiesti (trattati comunque da Almalaurea nel pieno rispetto delle regole) sono piuttosto sensibili, spesso assolutamente non riguardanti la carriera universitaria o le prospettive future.

DOPO LA COMPILAZIONE?
Passato l'intoppo burocratico però per un laureato arrivano, o meglio dovrebbero arrivare, i lati positivi del servizio, quelli che appunto aiutano l'incontro con il mondo del lavoro. Abbiamo provato a chiedere sui forum di Studenti.it quanti studenti sono stati contattati da azienda tramite Almalaurea. Ebbene il 51% dichiara di non aver mai ricevuto contatti tramite Almalaurea. Il direttore Cammelli ci segnala i suoi dati. “Abbiamo in banca dati 950.000 curriculum e solamente l'anno scorso le aziende hanno scaricato 470.000 curricula. Si tratta di aziende per lo più medio grandi, ma non mancano, ad esempio, anche gli studi notarili che magari cercano una persona. Per testimoniare poi l'utilità del lavoro di Almalaurea segnalo le conclusioni emerse da uno studio di M. F. Bagues e M. Sylos Labini, presentato recentemente a Boston nell'ambito della conferenza del National Bureau of Economic Research sul tema "Labor Market Intermediation Conference". Dallo studio emerge che i laureati degli atenei aderenti ad AlmaLaurea, rispetto ai laureati di atenei non aderenti, hanno maggiori possibilità di trovare un'occupazione, raggiungono un reddito medio mensile più alto, traggono maggiore soddisfazione dal loro lavoro e hanno maggiore mobilità territoriale”.
Dalle testimonianze raccolte emerge però che il feedback che gli studenti ricevono da Almalaurea è per lo più pubblicitario, con invio di offerte di master e stage, in molti casi anche assai costosi.

A CHI VANNO I SOLDI?
Tutto questo porta infine lo studente medio a chiedersi ma a chi vanno i soldi che le università versano per aderire ad Almalaurea, nonché quelli che lo stesso consorzio guadagna dalla vendita di CV? A rispondere è sempre il professor Andrea Cammelli. “Almalaurea è un consorzio pubblico senza alcun fine di lucro. Siamo una realtà virtuosa in crescita ogni anno e dove tutte le persone sono impiegate a tempo indeterminato. Le Università pagano in base alla quantità di laureati che hanno in banca dati. Da qualche anno il nostro bilancio è in attivo ed utilizziamo quella quota per diminuire i soldi che un'Università deve versare per partecipare al consorzio. Sono felice di poter dire che negli ultimi due anni questa somma è costantemente diminuita”

L'intervista ad Andrea Cammelli, il direttore di Almalaurea
L'intervista alla professoressa Marisa Civardi - progetti Vulcano e Stella
Le testimonianze dai forum di Studenti.it

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Commenti

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esperto martedì, 29 marzo 2011

Almalaurea e grave violazione della Privacy

Da diversi anni faccio il cosulente Privacy per varie aziende e per tale ragione mi e' capitato di leggere attentamente il modulo di Almalaurea, che molte Università fanno firmare obbligatoriamente agli studenti, spesso prima di presentare la tesi.
Ebbene il testo della lettera è in totale violazione della Legge sulla Privacy (DLgs. 196/2003), i cui reati sono stati commessi sia dalle Università coinvolte che da Almalaurea.
A tale proposito, dovete sapere che per tali reati la Legge sulla Privacy prevede pesanti sanzioni pecuniarie a carico degli inadempienti, ai quali pone l'obbligo del risarcimento dei danni procurati agli interessati.
In sostanza, chi volesse intraprendere un'azione legale collettiva (class-action), con ottime probabilita' di ricevere un'indennizzo per il danno ricevuto, puo' scrivere al mio indirizzo per aderire.
Il mio compenso professionale e quello dello studio legale che curera' il caso, sara' versato solo al termine del contenzioso e in misura proporzionale all'indennizzo stabilito dal giudice.
Non è richiesto alcun anticipo di spese o di compensi, fino alla sentenza.
Ora avete la possibilità di ottenere giustizia nei confronti di chi vi ha costretto a rilasciare abusivamente i vostri dati personaliha, per meri motivi di lucro (certamente da parte di Almalaurea ma si dovra' verificare se, chi e quanto ci ha guadagnato anche da parte delle Università).
Fatelo sapere a tutti i vostri amici, perchè più sarete e maggiore sarà la probabilità di successo e l'importo del risarcimento.
Saluti a tutti e in bocca al lupo per il vostro futuro professionale.

n° 34
valentina giovedì, 14 gennaio 2010

almalaurea non è un servizio gratuito

io lavoro in una società di ricerca e selezione...per vedere i cv dei candidati di almalaurea dovrei pagarli...vi rendete conto??? è un business
ovvio che le possibilità di essere chamati dopo aver compilato i modulo, sono poche

n° 33
francesca sabato, 8 marzo 2008

beh dipende dai casi

beh so che l'iscrizione ad Almalaurea ha aiutato a trovare lavoro ad alcuni dei miei amici..ma a me che faccio storia dell'arte proprio non aiuta anzi.. mandano solo mail che mi informano di stage che partono da 6 mila euro in su e neùache aderenti a ciò che studio....e poi è un modulo in più da compilare in università come la Sapienza,e parlo della facoltà di lettere e filosofia,dove già capire come ci si laurea è "l'impresa"!!

n° 32
totti alla gogna sabato, 8 marzo 2008

x francesca

la prox volta mandane altri 4 di sms..w inter

francesca sabato, 8 marzo 2008

Re: beh dipende dai casi

> beh so che l'iscrizione ad Almalaurea ha aiutato a
> trovare lavoro ad alcuni dei miei amici..ma a me
> che faccio storia dell'arte proprio non aiuta
> anzi.. mandano solo mail che mi informano di stage
> che partono da 6 mila euro in su e neache aderenti
> a ciò che studio....e poi è un modulo in più da
> compilare in università come la Sapienza,e parlo
> della facoltà di lettere e filosofia,dove già
> capire come ci si laurea è "l'impresa"!!

Eris sabato, 8 marzo 2008

.. complimenti..

complimenti x il tuo articolo, veramente interessante.. io faccio parte della categoria di studenti OBBLIGATI a compilare il questionario AlmaLaurea prima della laurea.. e ti assicuro ke anke a me scoccia tanto sta cosa!Dovremmo essere liberi di scegliere se farlo o meno!

n° 31
Jup venerdì, 7 marzo 2008

perplessa

In effetti io ho riscontrato tutto quello che c'è scritto in questo articolo. Da quando sono stata obbligata a iscrivermi ho ricevuto solamente pubblicità di inutili master e corsi di vario genere, tutti a pagamento. Così anche Almalaurea si va ad aggiungere alle decine di e-mail pubblicitarie indesiderate che ricevo ogni giorno.
Mi sorge il dubbio che l'obbligatorietà dell'iscrizione stia tutta nella pubblicità. Peccato che da sola di lavori ne ho trovati diversi... ma vorrei dire che questo è un fattore comune un po' a tutte le banche dati, specie quelle per il lavoro interinale.
Mi rincuora un po' aver letto che UNO ha trovato lavoro così. Che dire? Beato lui! Certo che però se il rapporto è 1-10.000 ritorniamo a morire di fame aspettando la vecchiaia, come soproa. E' proprio il caso di affermare che il motto "chi fa da se, fa per tre" non passa mai di moda.

n° 30
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