Che
cos'è esattamente Almalaurea?
AlmaLaurea è un consorzio pubblico, senza fini di lucro, ad
oggi formato da 51 Atenei: rappresenta il 70% dei laureati italiani.
Ogni anno realizza due indagini, il profilo dei laureati e la loro
condizione occupazionale per restituire agli studenti
un’analisi sul percorso di studi compiuto e sulle prospettive
dopo la laurea e per permettere agli stessi Atenei di migliorare la
propria capacità formativa.
Sul vostro sito però vi ponete preliminarmente
l'obiettivo di porvi, cito testualmente “come punto di
incontro fra Laureati, Università e Aziende”
Si, infatti crediamo che i numeri siano importanti, ma servono a poco
se non si agisce sulla realtà. Per questo il Consorzio
realizza anche la banca dati AlmaLaurea, che attualmente offre 950mila
curriculum vitae on line non solo di neolaureati ma anche di laureati
con pluriennale esperienza alle spalle.
Quando e come è nata Almalaurea?
Nel 1994. Ricordo ancora quando proposi il progetto in Senato
accademico. Vi fu la convergenza tanto degli studenti di destra, quanto
di quelli di sinistra. Di questo sono stato orgoglioso e da allora le
cose che mi hanno reso orgoglioso sono state tante. Sono felice di aver
creato qualcosa di veramente utile per gli studenti che in molti casi
ancora oggi mi ringraziano.
Un servizio efficiente, non c'è che dire. Viene da
chiedersi però perchè non vi partecipano tutte le
università italiane?
Questa domanda dovrebbe porla a chi non ne fa parte. Io posso solo dire
che Almalaurea nasce proprio per superare il campanilismo e il
provincialismo tipico delle università italiane. L'obiettivo
è quello di fare sistema, per aiutare gli studenti italiani
a sfruttare tutte le enormi potenzialità del sistema
universitario italiano.
Tanti studenti vivono l'iscrizione obbligatoria ad Almalaurea
come un ulteriore passaggio burocratico...
Io in realtà ho un feedback diverso. Comunque è
indubbio che bisognerebbe lavorare meglio sulla comunicazione di questo
servizio. Non è un caso che nelle università dove
riscontriamo una scarsa percentuale di compilazione, inviamo delle
lettere agli studenti per spiegar loro i vantaggi che comporta la
presenza nella nostra banca dati.
Tante università obbligano gli studenti ad
iscriversi, pena la mancata possibilità di discutere la tesi.
L'iscrizione ad Almalaurea non è obbligatoria...
Noi abbiamo prove del contrario.

Probabilmente
molte università hanno reso obbligatoria la compilazione del
questionario, certamente non l'inserimento in banca dati. Va detto
infatti che Almalaurea è uno strumento che ha raggiunto
un'efficienza tale da essere diventato un punto di riferimento per le
valutazioni del comitato nazionale per la valutazione del sistema
universitario, valutazioni dalle quali scaturisce la ripartizione dei
fondi. Da qui nasce l'interesse delle Università a che la
raccolta dei questionari avvenga nella maniera migliore possibile.
Si ma così la compilazione non pensa venga
percepita come un semplice passaggio burocratico?
In realtà è anche un modo per provare a
migliorare l'Università, dando una propria valutazione dei
servizi fruiti nel corso degli anni.
Le Università però utilizzano Almalaurea solo per
farsi pubblicità, cercando di attirare iscritti.
L'uso distorto di uno strumento non può far cadere la colpa
sullo strumento stesso. Sicuramente è vero quel che lei
dice, ma per fortuna ci sono anche realtà che hanno capito
le possibilità offerte dal servizio. Ad esempio
l'università di Messina, che ha indici di occupazione dei
suoi laureati bassissimi, continua a far parte del nostro consorzio
perchè ha capito che grazie ad esso può
migliorarsi.
Almalaurea vende i curricula degli studenti alle aziende. A chi vanno
questi soldi?
Almalaurea è un consorzio pubblico senza alcun fine di
lucro. Siamo una realtà virtuosa in crescita ogni anno e
dove tutte le persone sono impiegate a tempo indeterminato. Le
Università pagano in base alla quantità di
laureati che hanno in banca dati. Da qualche anno il nostro bilancio
è in attivo ed utilizziamo i soldi che entrano dalla vendita
di cv aziende per diminuire i soldi che un'Università deve
versare per partecipare al consorzio. Sono felice di poter dire che
negli ultimi due anni questa somma è costantemente diminuita.
Almalaurea: intoppo o servizio utile?