“I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. La nostra Costituzione norma così, nell'art. 34, il diritto allo studio. Diritto che può e deve essere articolato in molti modi, con borse di studio, appunto, aiuti alle famiglie e altre provvidenze. Quali? Per esempio, quelle relativi ai bisogni primari dell'essere umano: il cibo e, ovviamente, un tetto sotto a cui vivere. Senza battere troppo la lingua dove il dente duole, ovvero i soldi mensili che un fuorisede deve sborsare per l'affitto di una stanza, ci rivolgiamo a quel diritto allo studio sancito dalla Costituzione, che una soluzione al problema alloggio la offre tramite studentati e case dello studente in generale. Ma quante e per quanti studenti sono queste strutture? Abbiamo indagato e, matematica alla mano, si nota subito che le strutture non bastano e, in diversi casi, sono in pessime condizioni.
SE LA MATEMATICA NON È UN'OPINIONE
Per comprendere meglio il fenomeno i numeri possono essere d'aiuto. Secondo il servizio di statistica del Miur (dati aggiornati al 28 novembre 2008), all'Università sono iscritti 1.808.665 studenti, di questi, un numero estremamente elevato è fuori sede, quindi ha bisogno di trovare una casa in cui vivere. Scrutando poi i dati relativi ai servizi abitativi, emerge una carenza enorme: in Italia sono disponibili soltanto 35.755 posti alloggio garantiti dal diritto allo studio. La sproporzione, già a occhio, appare incolmabile. Diverse migliaia di alloggi a fronte di quasi 2 milioni di studenti. Ma, nel “Paese dei bamboccioni” i ragazzi che studiano nella propria città, nella quasi totalità rimangono a vivere con mamma e papà, così il problema rimane per loro, i disperati del sistema universitario, l'esercito dei fuorisede. Quelli che oltre alle comuni spese dell'universitario devono far fronte a quelle per la casa.
A.A.A CASA DELLO STUDENTE CERCASI
Ma partiamo dal principio. Scelta l'Università da frequentare, il fuori sede si accinge a cercare una casa dello studente che possa ospitarlo e deve farlo in fretta, prima che si chiudano i bandi. Qui inizia l'iter burocratico. Il sistema delle borse di studio necessarie al sostentamento dei ragazzi è garantito dagli Enti per il Diritto allo Studio, enti statali che dipendono, soprattutto per la disposizione dei fondi, dalle Regioni in cui hanno sede. Ogni Ente a sua volta, si occupa delle Università della sua città e per queste predispone strutture, servizi e alloggi. Chi cerca posto negli studentati deve far quindi riferimento all'Ente a cui si appoggia la sua Università, compilare il bando per la borsa di studio, scoprire se rientra tra gli idonei e, finalmente, vedere se ha ottenuto la sua stanza o meno. Già, perché non è detto che chi risulti idoneo riceva la famigerata borsa di studio. Ci spiega l'iter dei fondi Federica Musetta dell'Unione degli Universitari: “Il problema sta nel fatto che tutti i servizi allo studio vengono gestiti dalle Regioni sia sulla base di fondi regionali ricavati dalle finanziarie regionali, sia sulla base di fondi nazionali. All'interno della finanziaria ci sono tre capitoli di spesa che riguardano il diritto allo studio. Un capitolo riguarda il fondo per le borse di studio, gestito in parte per via nazionale e in parte regionale, un capitolo di spesa per i servizi sportivi e uno per le residenze universitarie.” Ma il bandolo della matassa, non riguarda tanto l'iter, quanto la consistenza dei fondi, continua Musetta: “Il problema più grosso riguarda i fondi statali che in partenza sono pochi. A livello statale per studente, si spende troppo poco per il diritto allo studio (alloggi, mense e servizi). L'Italia è uno dei paesi in cui si spende meno per i servizi di ogni studente. Si stanno tagliando molto i fondi per gli enti del diritto allo studio, così dallo stato arrivano meno fondi, le regioni non li hanno e questo si traduce in meno servizi per gli studenti.”
IDONEO, MA A VOLTE NON BASTA
Qualche calcolo ancora può aiutarci a comprendere il problema: quello dell'accesso alle graduatorie e l'assegnazione della borsa di studio. Dai dati dell'Osservatorio Regionale per l'Università e per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte (relativi all'anno accademico 2007/2008) si scopre che in Italia 188.331 studenti sono risultati idonei alla borsa di studio e, rispetto a quei 35.755 posti disponibili, notiamo già una sproporzione enorme tra domanda e offerta. La sproporzione diminuisce facendo delle considerazioni sugli idonei: non tutti riceveranno la borsa. Infatti, se le risorse finanziare, o “semplicemente” i posti alloggio non sono sufficienti per tutti gli idonei, alcuni non li riceveranno. Ma non è finita qui. Tra gli idonei si distinguono gli studenti in sede, pendolari e fuori sede. I primi sono quelli che abitano nel Comune in cui ha sede il Corso di Laurea e fino all'a.a. 2007/2008 erano 36.705. Vengono quindi gli idonei, pendolari, coloro che risiedono in un comune diverso da quello sede del corso di studi, ma che può essere raggiunto con i mezzi pubblici in 60 minuti. Anche loro non sono pochi: 72.945. Infine, i fuori sede, quelli che non risiedono nello stesso comune in cui ha sede il corso, che non riescono a raggiungerlo nei sessanta minuti dei pendolari e, per tanto, devono trasferirsi nella città diversa da quella di residenza, ovviamente, a titolo oneroso. Secondo i dati dell'Osservatorio, soltanto loro sono 78.681. Il problema quindi riguarda gran parte della popolazione studentesca che, non avendo accesso alle case dello studente, è costretta a cercare una stanza in affitto, spendendo cifre spesso discutibili.
BENVENUTI, TRA FATISCENZA E DISSERVIZI
Ma lasciamo da parte chi non accede o sceglie di non entrare nella casa dello studente e concentriamoci solo su chi ce l'ha fatta. Pubblicate le graduatorie, risultato vincitore e con borsa, lo studente può entrare nella sua stanza. Qui però in molti casi, lo attendono i disagi legati alla struttura in cui vive, spesso fatiscente. Stanze senza bagno perché posizionati al piano e in condivisione con altri studenti e senza cucine, perché anche questa è in condivisione e, negli orari dei pasti, sovraffollata, fino ai servizi aggiuntivi come la mancanza della connessione a Internet che, in tempi di prenotazioni agli esami online e bacheche in rete, diviene per uno studente un ostacolo di rilievo. C'è poi da considerare che, spesso, le case dello studente sono lontane dall'Università o mal collegate per raggiungerle con i mezzi pubblici. Una testimonianza su un altro punto critico della casa dello studente ci viene da una ragazza che studia a La Sapienza di Roma: “Il Civis si trova vicino allo stadio Olimpico, in una zona lontanissima dall'Università. Le residenze nuove, assegnate quest'anno, sono ancora più distanti. Si impiegano quasi due ore con i mezzi pubblici per andare a lezione”. Ma la distanza anche se è un problema comune, come ci spiega un'altra studentessa da Bologna, non è l'unico dei mali: “Molte case dello studente a Bologna sono piazzate fuori porta, bagni e cucine sono in comune con più persone e spesso e volentieri non sono accessibili ai disabili, in particolar modo quelle in centro storico”.
DENTRO IL DE LOLLIS
Per farci un'idea concreta di come si viva negli studentati, siamo entrati in uno di questi. Non ne abbiamo scelto uno a caso, ma abbiamo puntato dritti verso la casa dello studente dell'Università più grande d'Europa, la Sapienza. Accanto alla sua città universitaria, dall'uscita di via De Lollis, attraversando la strada, ci si trova davanti all'entrata dell'omonima casa dello studente. L'ingresso è chiuso alle macchine da una sbarra, ma non ai pedoni. Entriamo quindi in un ampio cortile nel cui perimetro stanno tre palazzine, due delle quali incappucciate dalle reti e dalle impalcature dei lavori di ristrutturazione. Già, perché il De Lollis, sta per essere finalmente ristrutturato, ma ci sono stati dei problemi come ci spiega una ragazza dello studentato: “Due ale sono in ristrutturazione e l'altra, che doveva essere chiusa, siamo riusciti a farla tenere aperta in attesa che finiscano i lavori per non rimanere senza posto. Ci sono ritardi con i lavori però, quindi le palazzine non le hanno ancora finite e hanno costretto gli studenti a spostarsi in altre residenze più lontane dall'Università”. Puntiamo quindi verso la portineria preparandoci a dire che siamo esterni, ma nessuno, forse scambiandoci per studenti un po' fuori corso, ci ferma e ci chiede nulla. All'interno ci aspetta un panorama un po' desolante, ma tutto sommato accettabile, il teatro dove spesso si tengono anche assemblee e le macchinette per il caffè e le merendine. Queste ultime scopriamo che sono molto utili, perché la cucina al De Lollis non c'è e i ragazzi devono mangiare alla mensa universitaria che pagano pur essendo assegnatari di un alloggio e che, soprattutto, non serve la colazione ed è chiusa il sabato sera e la domenica. Alcuni residenti che abbiamo conosciuto lì dentro ci hanno accompagnato a fare una passeggiata per i corridoi.
PER I CORROIDOI
Il panorama comincia a farsi desolante. Una scritta “w gli acari”, fatta passando un dito su diversi strati di polvere, la leggiamo su dei mobili vecchi e in disuso accatastati a un lato di un corridoio. Non rimaniamo a lungo qui, perché i ragazzi fremono per mostrarci i bagni. Capiamo presto perché. Le camere sono senza bagno e questi sono nel piano e in condivisione. Una porta azzurrina ci svela la vista di un corridoio stretto alla cui sinistra ci sono tre lavandini senza sapone, ma con specchio e, alla destra, tre porte, ognuna delle quali contiene un water solitario, privo di carta igienica e, in quasi tutti quelli visti, anche di spazzolone. In alcuni mancano anche delle mattonelle. Non finisce qui l'angolo toilette, perché i ragazzi ci tengono a farci vedere anche le docce a cui si arriva tornando davanti al corridoio e infilandosi in una porta speculare a quella di ingresso ai lavandini. Lo scenario è quasi identico, mancano i lavandini al muro, ma al posto dei water ci sono tre vani doccia. Le implicazioni di igiene e privacy della distanza tra bagni e docce ve le lasciamo immaginare. Proseguiamo e, affacciandoci da una finestra di un androne, in basso, a terra, vediamo due materassi, una poltrona malmessa, residuati di un ventilatore, di un fornelletto e diversa legna di mobili accatastati. Percorriamo il corridoio che porta alle stanze. Una porta è scarabocchiata, alcune hanno dei buchi e altre hanno gli stipiti costeggiati dalle crepe del muro. In alcune pareti la vernice giallognola si è staccata lasciando visibile lo stucco sottostante. Mentre camminiamo, macchina fotografica alla mano, incontriamo qualche adulto. Nessuno ci dice nulla. Questa casa dello studente è finalmente in ristrutturazione, ma viene da chiedersi per quanto tempo i ragazzi hanno vissuto e dovranno vivere ancora in queste condizioni.
Approfondimenti:
- Intervista ad una studentessa della Sapienza di Roma
- Intervista ad una studentessa dell'Università di Bologna
Non posso che confermare tutto, studio a Bologna e vivo in uno studentato distante circa 25 minuti di autobus dall'università, vivo in un piccolo monolocale(circa 35 mq) condiviso con un altro studente, vi lascio immaginare il grado di privacy.La cucina è a due metri dal mio letto(e non ne è separata) il che equivale a dire che dormo in cucina e cucino nella stanza dove dormo.Il bagno è in buone condizioni ma è sprovvisto di finestre e la ventola di cui è munito non funziona sempre bene. A questo aggiungo che la zona è ben servita dagli autobus nelle ore diurne ma nelle ore serali l'autobus passa ogni 40' finno alle 24:40 e in nella zona non c'è ne un un pub o un cinema, neanche un bar o qualsiasi posto in cui potersi ritrovare con degli amici, in compenso c'è la zona industriale..so che c'è di peggio è questo lascia molto da dire sulle condizioni in cui versano gli studenti italiani.
vi posso dare la mia esperienza... io studio a scienze dell'investigazione e della sicurezza a Narni (Terni)... sono al secondo anno e sono 2 anni che cambio casa... qui la popolazione locale ha fatto cerchio per i prezzi dell'affitto, non si scende sotto i 200 euro mensili... posso capire questo prezzo in una città grande come perugia, bologna e forse anche terni... ma qui non c'è assolutamente nulla... l'anno scorso il padrone di casa non mi aveva fatto il contratto e quindi ero in nero pagando 250euro per una doppia. quest'anno sto in una casa più grande ma che ha avuto vari problemi( per 2 mesi non abbiamo avuto il bagno)...il prossimo anno dovrò fare la pendolare...ma vi rendete conto?! mi chiedo xkè fanno corsi di laurea in città vaniuscenti che vanno bene per una popolazione di anziani e non per studenti universitari di 20 anni!!???sono proprio amareggiata!!!
A dimenticavo... noi nn abbiamo nemmeno la mensa e come univesità abbiamo un palazzo del 600, un cinema e una chiesa sconsacrata...
A Roma pagheresti 350 370 per una doppia, e 400/500 per una singola... il prezzo è buono, per il resto mi dispiace, capisco che non siano posti adatti.
vi posso dare la mia esperienza... io studio a
> scienze dell'investigazione e della sicurezza a
> Narni (Terni)... sono al secondo anno e sono 2 anni
> che cambio casa... qui la popolazione locale ha
> fatto cerchio per i prezzi dell'affitto, non si
> scende sotto i 200 euro mensili... posso capire
> questo prezzo in una città grande come perugia,
> bologna e forse anche terni... ma qui non c'è
> assolutamente nulla... l'anno scorso il padrone di
> casa non mi aveva fatto il contratto e quindi ero
> in nero pagando 250euro per una doppia. quest'anno
> sto in una casa più grande ma che ha avuto vari
> problemi( per 2 mesi non abbiamo avuto il
> bagno)...il prossimo anno dovrò fare la
> pendolare...ma vi rendete conto?! mi chiedo xkè
> fanno corsi di laurea in città vaniuscenti che
> vanno bene per una popolazione di anziani e non per
> studenti universitari di 20 anni!!???sono proprio
> amareggiata!!!
> A dimenticavo... noi nn abbiamo nemmeno la mensa e
> come univesità abbiamo un palazzo del 600, un
> cinema e una chiesa sconsacrata...
> vi posso dare la mia esperienza... io studio a
> scienze dell'investigazione e della sicurezza a
> Narni (Terni)... sono al secondo anno e sono 2 anni
> che cambio casa... qui la popolazione locale ha
> fatto cerchio per i prezzi dell'affitto, non si
> scende sotto i 200 euro mensili... posso capire
> questo prezzo in una città grande come perugia,
> bologna e forse anche terni... ma qui non c'è
> assolutamente nulla... l'anno scorso il padrone di
> casa non mi aveva fatto il contratto e quindi ero
> in nero pagando 250euro per una doppia. quest'anno
> sto in una casa più grande ma che ha avuto vari
> problemi( per 2 mesi non abbiamo avuto il
> bagno)...il prossimo anno dovrò fare la
> pendolare...ma vi rendete conto?! mi chiedo xkè
> fanno corsi di laurea in città vaniuscenti che
> vanno bene per una popolazione di anziani e non per
> studenti universitari di 20 anni!!???sono proprio
> amareggiata!!!
> A dimenticavo... noi nn abbiamo nemmeno la mensa e
> come univesità abbiamo un palazzo del 600, un
> cinema e una chiesa sconsacrata...
"Le cronache di narni" XD
Sono uno studente fuori sede, ma non ho la borsa di studio. L'unico mio contatto quotidiano con la casa dello studente è la mensa, che frequento ogni giorno da qualche anno ormai, e dove ho potuto parlare per conoscere persone nuove, quasi tutte della casa dello studente alla quale la mensa è collegata. Di fronte alla mia curiosità stimolata dal fatto che miei conoscenti della città natale di fronte a richieste di borse di studio si son visti chiudere le porte in faccia, nonostante navigassero tutt'altro nell'oro, e dalla semplicissima quanto superficiale motivazione che i ragazzi della casa dello studente spesso e volentieri sfoggiavano computer portatili costosi, iphone da non so quante centinaia di euro, vestiti firmati a non finire, per non parlare di automobili e moto, ho voluto indagare. Non sono solito fare considerazioni affrettate, ma essendo uno studente che non fa parte di quel mondo ho preferito, con discrezione, chiedere il parere ai ragazzi che ho conosciuto, per chiederli com'è possibile che un ragazzo alla casa dello studente abbia un'auto mentre amici miei figli di operai e insegnanti di asilo sono troppo ricchi per avere diritto ad un posto letto.
La risposta che mi è stata data mi ha sorpreso molto. Mi è stato detto, con apparente sincerità, che le case dello studente a Firenze funzionano in questo modo: granparte degli studenti proviene da paesi dai quali non è possibile verificare la reale situazione finanziaria personale (solo a titolo informativo molti provengono da paesi africani e dall'Albania), il periodo in cui lo "studente" (che poi non è uno studente perchè cerca una sistemazione più lavorativa che studentesca nel periodo in cui ha diritto di restare lì) ha diritto di rimanere alla casa per borsisti, anche senza dare nemmeno un esame, è di circa 6 mesi o poco più, ma forse mi sbaglio, sicuramente meno di 1 anno. In quel lasso di tempo ha trovato migliore sistemazione, e lascia la casa, per passare testimone ad altri ragazzi nelle stesse situazioni. Questo rende ancora più difficile, a chi è italiano o proviene da un paese dell'UE, riuscire ad avere diritto ad un posto alla casa. Io ho conosciuto queste poche persone che hanno le carte in regola, provengono da situazioni veramente disagiate e sono pieni di forza di volontà, e allora mi rincuoro. Ma se penso a quanti altri potevano godere di questo diritto, a scapito di quest'utilizzo a mio avviso scorretto, per i diritti degli studenti che sono borsisti e non, perchè le case degli studenti costano e noi senza troppe polemiche per il 20% le paghiamo di tasca nostra... insomma...
Sono uno studente fuori sede, ma non ho la borsa di studio. L'unico mio contatto quotidiano con la casa dello studente è la mensa, che frequento ogni giorno da qualche anno ormai, e dove ho potuto parlare per conoscere persone nuove, quasi tutte della casa dello studente alla quale la mensa è collegata. Di fronte alla mia curiosità stimolata dal fatto che miei conoscenti della città natale di fronte a richieste di borse di studio si son visti chiudere le porte in faccia, nonostante navigassero tutt'altro nell'oro, e dalla semplicissima quanto superficiale motivazione che i ragazzi della casa dello studente spesso e volentieri sfoggiavano computer portatili costosi, iphone da non so quante centinaia di euro, vestiti firmati a non finire, per non parlare di automobili e moto, ho voluto indagare. Non sono solito fare considerazioni affrettate, ma essendo uno studente che non fa parte di quel mondo ho preferito, con discrezione, chiedere il parere ai ragazzi che ho conosciuto, per chiederli com'è possibile che un ragazzo alla casa dello studente abbia un'auto mentre amici miei figli di operai e insegnanti di asilo sono troppo ricchi per avere diritto ad un posto letto.
La risposta che mi è stata data mi ha sorpreso molto. Mi è stato detto, con apparente sincerità, che le case dello studente a Firenze funzionano in questo modo: granparte degli studenti proviene da paesi dai quali non è possibile verificare la reale situazione finanziaria personale (solo a titolo informativo molti provengono da paesi africani e dall'Albania), il periodo in cui lo "studente" (che poi non è uno studente perchè cerca una sistemazione più lavorativa che studentesca nel periodo in cui ha diritto di restare lì) ha diritto di rimanere alla casa per borsisti, anche senza dare nemmeno un esame, è di circa 6 mesi o poco più, ma forse mi sbaglio, sicuramente meno di 1 anno. In quel lasso di tempo ha trovato migliore sistemazione, e lascia la casa, per passare testimone ad altri ragazzi nelle stesse situazioni. Questo rende ancora più difficile, a chi è italiano o proviene da un paese dell'UE, riuscire ad avere diritto ad un posto alla casa. Io ho conosciuto queste poche persone che hanno le carte in regola, provengono da situazioni veramente disagiate e sono pieni di forza di volontà, e allora mi rincuoro. Ma se penso a quanti altri potevano godere di questo diritto, a scapito di quest'utilizzo a mio avviso scorretto, per i diritti degli studenti che sono borsisti e non, perchè le case degli studenti costano e noi senza troppe polemiche per il 20% le paghiamo di tasca nostra... insomma...
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