Da una parte i giochi di parole di Stefano Bartezzaghi, i rebus e gli enigmi disegnati da Iaia Filiberti e la possibilità di imparare l'europanto, quella strana lingua inventata da Diego Marani .
Dall'altra il tentativo di Alessandro Bergonzoni di guardare alla seconda vita delle parole, quella del "non detto", l'esperimento dell'astrologo Marco Pesatori alle prese con l'oroscopo del Duca Federico e poi ancora le esercitazioni con la filosofia minima di Armando Massarenti e la possibilità di assistere alle acrobazie verbali di un altro giocoliere delle lettere, Tiziano Scarpa .
In mezzo una città, Urbino, che dal 12 al 14 ottobre ospiterà la seconda edizione di Parole in gioco: tre giorni per divertirsi, imparare, riflettere e giocare con la parola scritta, parlata e disegnata.
Un vero e proprio "Festival della Parola" che ogni giorno permetterà al pubblico di partecipare ai tornei condotti da Stefano Bartezzaghi, Antonella Sbrilli e dalla compagnia Fanny & Alexander.
Urbino offrirà all'evento i suoi luoghi più suggestivi e simbolici: il Teatro Sanzio, il Collegio Raffaello, il Circolo Culturale Cittadino, il Museo della città, la Facoltà di Sociologia e l'Aula Magna di Magistero dell'Università di Urbino, le strade e piazze del centro storico. Dal mattino a tarda sera si susseguiranno per tre giorni incontri, laboratori, spettacoli, proiezioni cinematografiche, letture letterarie al caffè e reading, performance e recital. Sarà un modo diverso anche per scoprire la città, l'unica nelle Marche a essere definita dall'Unesco patrimonio dell'umanità.
Tutte le iniziative del Festival sono a partecipazione gratuita. Tutte le info sul sito Parole in gioco.it