Argomenti trattati:
Clinica -
Localizzazioni Anatomiche -
Alterazioni Radiografiche -
Trattamento
CLINICA
Il quadro sintomatologico della patologia artrosica è dominato da un
dolore di tipo gravativo che insorge generalmente all'inizio del movimento, raggiunge un acme al carico massimo dell'articolazione, cessa con il riposo ed il calore o la sottrazione al carico. Esso è costante ed ingravescente anche se con il movimento cede.
La malattia è alternata da periodi di remissione e periodi di riacutizzazione della sintomatologia.
Il dolore è spesso associato ad una importante
contrattura muscolare, che determina alterazioni della postura facendo assumere una notevole limitazione dei movimenti con crepitii articolari come segni tardivi della patologia. A questo punto si può capire come i pazienti, frequentemente lamentano rigidità articolare. Tale rigidità si manifesta al mattino "al risveglio" e si risolve dopo qualche movimento di flesso-estensione.
All'obiettività le articolazioni colpite dall'artrosi, durante la palpazione, possono esacerbare dolore, possono apparire tumefatte e calde localmente,per la presenza di sinovite reattiva secondaria.
LOCALIZZAZIONI ANATOMICHE
Tra le principali localizzazioni anatomiche in ordine di frequenza riconosciamo:
Artrosi vertebrale
Artrosi dell'anca o coxartrosi
Artrosi del ginocchio o gonartrosi
1) Nell'ambito dell'
artrosi vertebrale studiamo una forma:
-
giovanile (secondaria ad osteocondrosi dell'accrescimento)
-
secondaria a discopatie o dismorfismi del rachide
-
a carattere prettamente degenerativo
-
artrosica che porta all'irrigidimento di gran parte della colonna per ossificazione dei legamenti vertebrali (spondiloartrite anchilopoietica).
Si può parlare dopo quanto esposto di discopatia artrosica (quando viene interessato il disco intervertebrale ed i piatti del corpo articolare) oppure di artrosi vertebrale posteriore (quando vengono colpite le articolazioni intervertebrali posteriori).
Difficilmente si riesce ad effettuare una distinzione radicale, tra invecchiamento e modificazioni degenerative del nucleo intervertebrale.
In ambedue le situazioni il nucleo si disidrata, diminuisce il suo contenuto in glicoproteine ed aumenta quello di collageno, a discapito dell'elasticità del nucleo stesso.
A questo punto esercitando una grande forza sul disco si può produrre una sua erniazione attraverso un
difetto dell'anello e quindi si può parlare di protrusione posteriore o laterale, che determina comprimendo la radice di un nervo spinale, radicolopatia e quindi dolore.
a) Artrosi della colonna cervicale
La sindrome di Barrè-Lièou si manifesta con cefalea occipito-cervicale irradiata verso le regioni mastoidee e temporo-orbitali associata a sintomi quali: vertigini; disturbi visivi; cefalea; sudorazione; disfonia; disfagia.
Le sindromi cervicali superiori si accompagnano a cefalea ed a nevralgie cervicali.
Nelle sindromi cervicali inferiori si ha cervicobrachialgia.
In entrambe le condizioni si associano disturbi di tipo radicolari (dolore locale, irradiazione radicolare, disturbi della sensibilità).
b) Artrosi della colonna dorsale
Studiamo una forma giovanile secondaria agli esiti di una osteocondrosi dell'accrescimento. In questo caso predomineranno le formazioni osteofitosiche.
c) Artrosi della colonna lombare
Clinicamente il sintomo più frequente è la lombalgia acuta (il cui epifenomeno è rappresentato dal "colpo della strega") oppure lombaggine con blocco della colonna lombo-sacrale fino alla totale impotenza funzionale, oppure lombalgia cronica come l'esito di diversi episodi acuti. Gli sforzi e la prolungata stazione eretta aggravano le manifestazioni artrosiche con periodi di remissione alternati a periodi di riacutizzazione della sintomatologia algica. Si hanno inoltre forme di discopatia con migrazione del disco intervertebrale e sua estrusione nel canale vertebrale con conseguente compressione radicolare (sintomatologia di tipo sciatalgico per interessamento delle radici del nervo sciatico, oppure per sofferenza del nervo ischiatico).
2) Nell'ambito dell'
artrosi dell'anca o coxartrosi
L'anca è una delle articolazioni più frequentemente coinvolte dall'artrosi (patologia di questa articolazione estremamente invalidante). Infatti l'artrosi può colpire tutte le articolazioni, ma in modo speciale quelle sottoposte al carico.
L'artrosi dell'anca si manifesta clinicamente con coxalgia che si accentua con lo sforzo, e zoppia. L'irradiazione del dolore è all'linguine alla faccia interna della coscia ed al ginocchio;limitazione dei movimenti di flessione, estensione, rotazione interna, rotazione esterna, abduzione ed adduzione.
3) Nell'ambito dell'
artrosi del ginocchio o gonartrosi
Possiamo parlare di gonartrosi del compartimento mediale o laterale con deformità secondarie in varismo o valgismo delle ginocchia. Artrosi femoro-rotulea secondaria a quadri di sublussazione-lussazione e condromalacia della rotula.
ALTERAZIONI RADIOGRAFICHE
L'immagine radiologica di artrosi comprende:
Diminuzione della rima articolare, per degenerazione e assotigliamento della cartilagine
Sclerosi dell'osso subcondrale
Cavità geodiche
Osteofiti articolari (accumulo di materiale catabolico che favorisce il precipitare di sali di calcio)
Progressiva deformazione dei contorni articolari, per fenomeni regressivi (ulcerazioni della cartilagini) e fenomeni produttivi (osteofiti)
Anchilosi ossea subtotale e totale
TRATTAMENTO
La terapia dell'artrosi si basa su diversi criteri fondamentali:
- Somministrare all'organismo
sostanze che possono reintegrare la sostanza fondamentale (mucopolisaccaridi, acido condroitin-solforico, aminoacidi).
- Somministrare
sostanze antinfiammatorie che diminuendo la flogosi dell'articolazione ed il dolore migliorano anche il movimento della stessa (FANS e cortisonici).
-
Calo ponderale (riduzione del peso per allegerire il carico articolare)
-
Riposo
- FKT (
fisiochinesiterapia) che trova nell'artrosi un grande campo di applicazione.
Il movimento sotto qualsiasi forma esso sia, senza raggiungere l'affaticamento, è consigliabile in tutte le forme artrosiche. Anche il calore è efficacie nell'attenuare il dolore e lo spasmo muscolare ed in molti casi amplifica i risultati dati dall'attività fisica (
Marconi-terapia, Radar-terapia ed Ultrasuono-terapia).
Quando viene riconosciuto il completo insuccesso della terapia medicamentosa, fisica ed ortopedica, e quando il quadro radiologico è tale da compromettere il movimento articolare, facendo assumere un aspetto di tipo anchilotico dell'articolazione interessata (anca e/o ginocchio), la terapia chirurgica trova una sua applicazione fondamentale:
Variazioni meccaniche o statiche dei rapporti articolari
Anchilosi chirurgica e stabilizzazione dell'articolazione al fine di eliminare il dolore (osteotomia sottotrocanterica; artrodesi vertebrale e laminectomia)
Protesizzazione del paziente ossia sostituzione dell'articolazione colpita mediante artroprotesi (gonartrosi Ü coxartrosi).