Il
13 maggio presso il
Collegio Universitario Santa Caterina di Pavia si terrà un incontro intitolato
"Lingua e linguaggi della canzone d’autore". Lo spunto da cui prende le mosse la giornata di studio, patrocinata dall’Università di Pavia, è una frase di
Bob Dylan: “Io sono le mie parole”. E’ la spiegazione con cui l’artista americano, ancora giovanissimo, illustrò a un giornalista di Newsweek nel 1963 il suo modo di vivere le canzoni che interpretava. Il cantautore è poeta, musicista, ma può essere allo stesso tempo una star, un’icona popolare e un interprete fedele e personale dei tempi in cui vive. I relatori invitati a parlare al Santa Caterina tenteranno di
approfondire il valore culturale, linguistico, storico della canzone d’autore con particolare attenzione alla tradizione italiana.

Alle
ore 18 si terrà la
presentazione del volume di Giuseppe Antonelli “Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato” edito da Il Mulino. Antonelli è professore associato di Linguistica italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cassino,
nel suo volume riconsidera i testi delle mille canzoni italiane più vendute negli ultimi cinquant'anni, nell'intento di ricostruire mezzo secolo di storia della nostra lingua. Dialogherà con Antonelli Giuseppe Polimeni, docente di Storia della Lingua Italiana all'Università di Pavia.
Alle
ore 21 è in programma un
dialogo tra Paolo Jachia e Giulio Casale. Paolo Jachia è saggista, critico letterario e docente di Semiotica e Semiotica delle arti presso l’Università di Pavia, ha tenuto e tiene
laboratori e corsi sulla canzone d’arte italiana e sull’industria culturale (Università Milano Bicocca); nel 2009 ha pubblicato il saggio “La donna cannone e l'agnello di Dio. Tracce cristiane in Francesco De Gregori”. Giulio Casale è scrittore, autore e “cantattore”. Ha iniziato la propria carriera artistica giovanissimo nel 1991 fondando il gruppo rock degli Estra con cui ha ottenuto successo e riconoscimenti e con cui ha inciso quattro album. Ha poi pubblicato poesie, scritto saggi sulla canzone e negli ultimi anni ha portato in teatro due spettacoli che si collocano a pieno merito nel genere del
“teatro canzone”: “Polli d’allevamento” di Giorgio Gaber e “Formidabili quegli anni” liberamente ispirato al libro di Mario Capanna. Attualmente sta portando in tournée “La canzone di Nanda”, spettacolo dedicato a Fernanda Pivano.
Nell’intervallo tra i due incontri si terrà un aperitivo in musica con ospite la formazione Bruno Cerutti & i Senzapazienza, gruppo pavese che proporrà dal vivo alcuni classici della canzone d’autore italiana.
La partecipazione è gratuita.