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Stranieri ma non troppo

Storie di studenti esteri che hanno scelto il sistema universitario italiano per formarsi

di Aurora Borghesani 3 gennaio 2008

Spesso uno dei vantaggi che l'Università degli Studi di Milano vanta è l'eterogeneità dei suoi studenti. Frequentando le lezioni in uno dei tanti settori didattici infatti non è difficile incontrare ragazzi provenienti da altre città e regioni d'Italia e qualche volta capita di conoscere studenti che arrivano addirittura da altre nazioni, europee e non. I motivi di una tale scelta sono svariati e ancora più curiosità destano coloro che scelgono la facoltà di giurisprudenza, dove gli studi sono prevalentemente circoscritti al diritto positivo italiano. Ogni storia è diversa e curiosa.

Stanislava per esempio vive a Novè Zamky, nella Repubblica Slovacca, e ha scelto di venire a studiare in Italia dopo aver frequentato un liceo bilingue in cui ha seguito diversi insegnamenti esclusivamente in italiano. Forte della sua preparazione linguistica è venuta a Milano dove aveva delle conoscenze che in un primo momento l'hanno aiutata ad orientarsi e si è iscritta all'università degli Studi dove al terzo anno sta agevolmente affrontando il suo percorso universitario. Stanislava è una dei tanti universitari che cercano di vedere spesso la famiglia lontana ma che vivono una vera integrazione nell'Ateneo dove frequentano costantemente le lezioni, approfondiscono i loro interessi e intessono rapporti di amicizia.

Lorena, originaria di Botosani in Romania, ha scelto di non laurearsi nel suo Paese d'origine per poter ottenere un titolo di studi riconosciuto in tutta l'Unione Europea (ricordiamo che la Romania è entrata nella UE solo all'inizio di quest'anno) e ha scelto l'Italia e Milano per l'immagine che esse hanno all'estero, per l'ambiente culturale che gli si sarebbe presentato.

Lorena ci dice: "ho incontrato più ostacoli di quelli che pensavo, ma ne vale la pena. Studiare qui è una preziosa esperienza di vita, una sorta di lotta con te stesso in cui ti rendi conto delle tue capacità".

Questi sono solo due esempi di come ormai lo studio in un Paese straniero non sia più uno ostacolo insormontabile che preclude ogni sbocco professionale nel proprio paese ma anzi un'occasione di arricchimento culturale, di crescita personale. In un mondo che sta abbattendo sempre di più le barriere fra Stati, che interagisce da un capo all'altro del globo in maniera simultanea e che permette di coprire le lunghe distanze in maniera sempre più agile e rapida è compito degli Atenei crescere una nuova generazione non più cittadina di una nazione ma di una comunità più ampia, una generazione in grado di interagire con il mondo.

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