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Il mercato degli affitti

Guida al mercato degli affitti

di Unione degli Universitari 21 giugno 2007
La legge 431/98, che regola la materia degli affitti, non ha sortito gli effetti desiderati. Per uno studente trovare un posto letto con contratto regolare, ad un prezzo ragionevole, è praticamente impossibile. Il numero di posti letto in strutture pubbliche, poi, rimane totalmente insoddisfacente, rispetto alle richieste ad usufruirne e se confrontato con i dati degli altri atenei europei.

La situazione nei posti pubblici
In Italia, il numero di posti letto messi a disposizione dallo stato è di poco meno di 30 mila, a fronte di una popolazione di fuori sede di oltre 500 mila studenti. Molto spesso, le case dello studente si riducono a dormitori poco attrezzati e socializzanti. Quasi mai, sono previsti spazi ricreativi, sale studio, laboratori multimediali. Tragica rimane poi la situazione di molte case.

La legge431/98 e la situazione degli affitti privati
La legge 431/98, sostitutiva della vecchia legge sull'equo-canone e dei patti in deroga, è risultata su tutto il territorio nazionale un totale fallimento. La stipulazione dei contratti-tipo per studenti universitari, previsti dalla legge per ogni città sede di università e tesi a disciplinare l'affitto di immobili per studenti, aveva come obiettivo la modifica, in senso migliorativo, delle condizioni contrattuali e dei prezzi di affitto. Nonostante in quasi tutte le sedi universitarie siano stati previsti incentivi ai privati che rispettassero tali accordi, oltre a quelli già previsti per legge, questi non sono mai stati rispettati. L'affitto di un immobile, quindi, è subordinato al totale disinteresse alle leggi e molto spesso alle più elementari norme di igiene e di sicurezza.
Un nuovo decreto dà attuazione alla legge del '98 ed introduce delle novità: il provvedimento distingue tra contratti agevolati (in base alla legge del '98) di durata triennale rinnovabili per altri due; contratti di locazione transitori (di durata da uno a diciotto mesi) e contratti per universitari. Questi ultimi sono la vera novità del decreto: nei Comuni sede di università o di corsi universitari distaccati e di specializzazione, nonchè nei Comuni limitrofi, sarà possibile stipulare contratti per studenti che abbiano, ovviamente, la residenza altrove. La durata prevista va da sei mesi a tre anni rinnovabili alla prima scadenza salvo la disdetta dell'inquilino. Questi contratti possono essere sottoscritti o da uno studente singolo o da un gruppo di studenti o infine dalle aziende per il diritto allo studio.
Agevolazioni: il decreto conferma quelle già esistenti; oltre agli sconti per i proprietari sul reddito imponibile, si prevede anche la detrazione fiscale per gli inquilini se l'affitto riguarda la prima casa nella misura di 495,80 € se il reddito complessivo annuo non supera i 15.493,71 € e di 247,90 € se il reddito complessivo non supera i 30.987,41 €.

Oltre il 95% dei contratti è in nero
La situazione derivante da questo stato di cose è la non applicazione della legge, con oltre il 95% dei contratti a nero.
A questa già drammatica realtà si aggiunge il raddoppio dei prezzi di affitto negli ultimi due-tre anni. In definitiva lo studente è costretto o a cercare casa in zone lontane dalla facoltà, o a pagare un prezzo altissimo. In ogni caso, stipulerà un contratto avente valenza normativa peri a zero, verbalmente o su un pezzo di carta, la cui sorte è destinata ai buoni rapporti commerciali tra le parti.

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Tag: casa, affitti, udu
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2
Commenti

Giovanni mercoledì, 20 gennaio 2010

info affitto

Il contratto di locazione per studenti fuori sede è applicabile agli iscritti ad un master?
grazie

n° 2
stella sabato, 28 giugno 2008

affitto

nel caso il contratto sia di un gruppo di cinque studenti, se uno studente lascia l'appartamento con regolare raccomandata entro i tre mesi, l'importo totale dell'affitto è da dividere per i quattro rimasti?
nel contratto non sono però definite le quote individuali ma solo il totale dell'importo.

n° 1
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