La mobilitazione e le proteste contro la riforma Gelmini
stanno
aumentando ogni giorno di più in tutta Italia.
Ma cosa ne pensano le varie associazioni? Condividono la
protesta oppure ritengono che gli studenti non hanno capito la riforma?
Abbiamo contattato alcuni rappresentanti delle diverse associazioni per
confrontare opinioni e posizioni.
Ecco le posizioni di Azione Universitaria di Roma e dell'Unione degli
Universitari di Roma, molto diverse tra loro.
Azione
Universitaria di Roma è in
disaccordo con quello che sta accadendo in questi giorni presso le
Università, in modo particolare con le
manifestazioni di protesta organizzate dai collettivi universitari
della Sapienza di Roma, che vorrebbero arrivare anche al blocco della
didattica, perchè la protesta si concentra su due punti
particolari del decreto legislativo 133, il taglio dei finanziamenti e
la possibile trasformazione degli Atenei in Fondazioni, che secondo
Azione Universitaria di Roma non sono così negativi.
Per quanto riguarda il taglio dei finanziamenti, in
realtà questi tagli non ci saranno. Per rendersene
conto basta mettere a confronto le tabelle della finanziaria dello
scorso anno con quelle di quest'anno. Per quanto riguarda la
trasformazione degli Atenei in Fondazioni, prima di tutto la scelta di
diventare Fondazione avverrà in libera autonomia in ogni
ateneo, senza alcun obbligo. Inoltre Azione Universitaria ritiene che l'ingresso
di finanziamenti privati potrebbe portare esclusivamente benefici sia
per l'Università che per l'ingresso nei mondo del lavoro dei
laureati.
Azione Universitaria di Roma, anche in previsione delle elezioni della
rappresentanza studentesca che ci saranno alla Sapienza, ha intenzione
di informare maggiormente gli studenti sui punti del decreto
legislativo per esporre un punto di vista alternativo a quello dei
collettivi universitari che sostengono la protesta.
L'Unione
degli Universitari di Roma, per quanto riguarda la
scuola, ritiene che l'attacco della Riforma Gelmini sia molto forte.
Per questo motivo è giusto che studenti, genitori
ed insegnanti decidano di mobilitarsi per protestare contro il taglio
dei fondi della scuola pubblica. Anche perchè non
si è ancora ben capito quale sarà l'alternativa e
come le scuole potranno organizzarsi in base ai tagli previsti.
Per quanto riguarda l'Università, l'attacco è
più diretto, in quanto di parla della possibilità
di privatizzare gli atenei e di trasformarli in Fondazioni, cosa che
andrebbe contro l'idea stessa di università pubblica.
Per questo motivo gli studenti fanno bene a far sentire la loro voce
con assemblee ed occupazioni e a manifestare una presa di posizione
forte contro il decreto legislativo. E' necessaria una grande
mobilitazione dell'Università. Per il momento le
forme di protesta sono tante e bisogna ancora capire bene a cosa
porteranno.
protestare con la testa
la verità e che l'universita e la scula vanno cambiate,cosi nn si puo andare avanti.La mancaza totale di controllo sui docenti fa si che ignoranti sfornino ignoranti e più andremo avanti peggio sarà.L'università con i suoi baroni(che altri nn sono che quegli stessi che nel '68 protestavano, dal potere nessuno vuole staccarsi) la scuola con gli ignoranti scanzafatiche sfornati dall'università,oltre al fatto che se questo decreto legge nn passa nn passeranno molte buone idee che con l'istruzione nn centrano nulla.I rappresentanti dei gruppi studenteschi (sopratutto di sinistra) sn guidati (o meglio condotti come muli) da quei baroni che hanno paura che con il passaggio della legge nn potranno piu far assumere i loro proseliti e familiari.O da quell'opposizione plitica che butta nelle piazze centinaia di ragazzi senza che sappiano cosa dica vermante questa riforma,chiedetelo ad un ragazzino al I anno di universita o del liceo,al massimo vi risponderanno le poche righe scritte sui vari bigliettini/manifesti.La riforma forse dovrebbe essere spiegata meglio,ma nessuno lo fa e l'ignoranza genera se stessa.
Gli studenti e i giovani ben fanno ad essere inca.
Chi scrive queste cose ( e mi auguro non si tratti di studenti) dovrebbe vergognarsi dalla mattina alla sera.
La riforma Gelmini è la punta dell'ice-berg dei suprusi che noi giovani riceviamo da anni. I pessimi politici, i pessimi sindacalisti, i pessimi imprenditori, la chiesa, le mafie e la massoneria hanno creato un sistema socio-economico fondato sulla sudditanza dei deboli, sul malaffare dei potenti, sull'ipocrisia di regolamentare tutto per poi non attuare nessuna regola, sulla confusione tra diritto e favore, sull'assenza di qualsivoglia meritocrazia: Magistratura in gran parte politicizzata, sanità ed ospedali politicizzati, grandi imprese che campano con aiuti di stato, servizi segreti deviati, etc, etc. Noi giovani non abbiamo futuro. Ma chi non ha futuro non ha un futuro deve adopersarsi per catturarselo.