Un brutto lavoro è peggio della disoccupazione, parola di scienziati

Di Marta Ferrucci.

Se trovare lavoro dopo una fase di disoccupazione consente di guadagnare 3 punti sulla scala che misura la salute mentale, ottenerne uno mediocre ne abbassa 5,6. Lo rivela uno studio condotto in Australia

Trovare lavoro non basta a garantire un adeguato livello di soddisfazione negli individui. Una ricerca pubblicata sulle pagine di "Occupational and Environmental Medicine" ha rivelato che, per la salute, la disoccupazione è preferibile ad un lavoro detestabile. I ricercatori dell'Hilda, ente australiano che ha condotto la ricerca, hanno messo in evidenza che un lavoro mal pagato e che non appassiona fa sentire frustrati, producendo gli stessi danni dell'eventualità di non lavorare affatto.

La notizia è importante ai fini delle politiche governative per il lavoro, che non vanno orientate alla sola produzione di posti di lavoro ma che dovrebbero tenere presente anche la qualità dei posti di lavoro che si vanno a creare.

Studi analoghi in passato mostravano che trovare lavoro migliorava la salute fisica e mentale dell'individuo. I risultati della nuova ricerca, invece, mettono in evidenza che un lavoro mediocre che non soddisfa le aspettative dell'individuo non produce alcuna reazione positiva, anzi. Se trovare lavoro dopo una fase di disoccupazione consente di guadagnare 3 punti sulla scala che misura la salute mentale, ottenerne uno mediocre ne abbassa 5,6.

Lo studio, insomma, dimostra che non è vero che un qualsiasi lavoro è meglio di niente. La qualità dell'occupazione è un fattore fondamentale.