Troppi studenti a Psicologia. Sceglierla conviene?

Di Valeria Roscioni.

Il livello di preparazione non sempre è soddisfacente e trovare lavoro sta diventando molto difficile. A Psicologia ci sono troppi studenti

SOVRAFFOLLAMENTO. Nonostante il crollo delle iscrizioni che sta investendo la nostra università, il numero di iscritti a Psicologia non accenna a calare, anzi. In netta controtendenza con i dati diffusi ultimamente (li trovi QUI>>) il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, l'Associazione italiana di Psicologia, la Conferenza dei Presidi delle facoltà di Psicologia, la Consulta dei direttori dei dipartimenti di Psicologia hanno redatto una nota congiunta in cui lanciano un allarme: gli aspiranti psicologi in Italia sono troppi e questo mette a rischio la loro formazione di oggi e, quindi, le loro prestazioni mediche di domani.

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DIDATTICA A RISCHIO.
"Continuare a iscrivere numeri di studenti ormai inaccettabilmente alti ai corsi di studio in Psicologia può avere gravi conseguenze negative sulla capacità dei dipartimenti universitari di mantenere standard didattici adeguati a formare e favorire le possibilità occupazionali di professionisti competenti e responsabili, nonché a integrare le attività di didattica, ricerca e tirocinio nelle aule e nelle sedi professionali – si legge nella testo in questione– È assolutamente indispensabile intervenire per salvaguardare la qualità della formazione in psicologia e la sostenibilità dei corsi di studio, essendo ben consapevoli delle responsabilità che gli psicologi assumono nella tutela della salute e della sicurezza dei cittadini".

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SCEGLIERE PSICOLOGIA CONVIENE?
Iscriversi a psicologia, di conseguenza, non significa semplicemente andare incontro ad una formazione completa ed effettivamente poco professionalizzante, ma anche incontrare serie difficoltà nel trovare un posto di lavoro dato che: "L'elevata numerosità delle classi, così come stabilita dal recente D.M. n. 47 su 'Autovalutazione, Valutazione periodica e Accreditamento' - prosegue la nota - ostacola la transizione tra formazione e lavoro e pregiudica la qualità delle competenze professionali".

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L’APPELLO A PROFUMO.
La situazione è tale da richiedere l’intervento di Profumo: “I principali organi di rappresentanza accademica, scientifica e professionale degli psicologi sollecitano un incontro con il ministro dell'Istruzione, Università e ricerca per individuare una numerosità di immatricolati più consona ad assicurare i necessari obiettivi didattici e formativi e affrontare gli impegni onerosi richiesti dal nuovo sistema di valutazione anche in materia di occupabilità dei laureati".